Chiesa Cattolica

«Pio XII: Consacrazione del mondo e della Chiesa al Cuore Immacolato di Maria»

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Papa Pio XII

Nel corso del suo Radiomessaggio ai pellegrini di Fatima del 30 ottobre 1942, Pio XII consacra il mondo e la Chiesa al Cuore Immacolato di Maria, sicuro che Lei aiuterà il mondo a liberarsi dalle discordie, dall’odio e dalle iniquità che lo affliggono e proteggerà la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, contro le persecuzioni di cui è oggetto e che le causano sanguinose sofferenza:

“Regina del Santissimo Rosario, ausilio dei cristiani, rifugio del genere umano, vincitrice di tutte le battaglie di Dio! Supplici ci prostriamo al vostro trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere grazie e opportuno aiuto a difesa delle presenti calamità, non per i nostri meriti, dei quali non presumiamo, ma unicamente per l’immensa bontà del vostro materno Cuore.

A voi, al vostro Cuore Immacolato, Noi, quale Padre comune della grande Famiglia cristiana, come Vicario di Colui al quale fu dato ogni potere in cielo e in terra e dal quale ricevemmo la cura di quante anime redente col suo sangue popolano l’universo mondo, a voi, al vostro immacolato Cuore, in quest’ora tragica della storia umana, affidiamo, rimettiamo, consacriamo non solo la santa Chiesa, Corpo Mistico del vostro Gesù, che soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribolata, ma anche tutto il mondo straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima delle proprie iniquità”.

Preghiamo instancabilmente, nella adorabile Divina Volontà per il mondo intero. Per tutta l’umanità. Ma in modo particolare per la Chiesa. Siamo giunti alla fine dei tempi (cfr. Mt 24,32).

L’Amazzonia brucia: “Vediamo la vita che si spegne”. È forse un segno che il Cielo invia alla terra, al prossimo Sinodo dell’Amazzonia voluto da Bergoglio ?

Oremus!

 

Chiesa Cattolica

Programma

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Luisa Piccarreta – Seminario a Heroldsbach

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Heroldsbach. Luogo di apparizioni.

Il prodigio solare (8 dicembre 1949 – Festa dell’Immacolata Concezione)

Il parroco di Heroldsbach, Johannes Gailer, così scrive nella sua relazione: «Il giorno 8 dicembre 1949 avevo tenuto una processione: al ritorno vidi assembrate alcune migliaia di persone che guardavano stupite verso il cielo e richiamavano la mia attenzione verso il sole; quando anch’io guardai vidi infatti il disco solare compiere alcuni movimenti come volesse calare sulla Terra, per poi ritornare nella sua posizione iniziale. Quest’impossibile spostamento mi fu del tutto inspiegabile in termini “naturali”. Notai intorno al sole, mentre stava “per calare”, una larga corona di rose. Invece Antonie Saam vide nel sole la Madre di Dio con il Bambino tra le braccia. Il prodigio durò circa mezz’ora. Eravamo cinque sacerdoti presenti al fenomeno. Finché vivrò non potrò mai dimenticare questo giorno».

Dopo l’avvenimento soprannaturale le veggenti, interrogate individualmente, attestarono tutte la stessa cosa, cioè che erano state testimoni di un’apparizione della Madonna nel sole roteante e calante; contemporaneamente le bambine sentirono dire: «Questo l’ho fatto affinché quelli che non credono, credano!». Nello stesso giorno l’arcivescovo di Bamberg manifestò anch’egli una posizione positiva riguardo ai fenomeni avvenuti.

Apostasia

«Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».

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Caro Sant’Alfonso,

nel giorno in cui la Chiesa fa memoria delle tue virtù e ti ringrazia per ciò che hai fatto per tante anime che hai contribuito a salvare, ti scrivo queste righe piene di amarezza e di tristezza. Devi sapere che nella Chiesa, che tu hai tanto amato e servito, le cose non vanno bene. Ma di certo tu lo sai, perché in Dio tu sai tutto. Già al tuo tempo un cardinale ti chiese consiglio per eleggere il successore di Pietro.
Perciò, ti chiedo di intercedere per la Chiesa in questo momento di buio, ove regnano smarrimento e confusione.

Al cardinale Castelli tu hai scritto che:

1) abbiamo bisogno di “orazioni e grandi orazioni”. Prega Dio che ci faccia pregare e amare la preghiera più di ogni altra cosa;
2) abbiamo bisogno del “braccio onnipotente di Dio” per “sollevare la Chiesa dallo stato di rilassamento e confusione”; chiedigli che si affretti a venire il suo Regno;
3) abbiamo bisogno di un Papa “distaccato da ogni partito e rispetto umano”;
4) abbiamo bisogno di “diligenza nell’eleggere i vescovi (da’ quali principalmente dipende il culto divino e la salute dell’anime)”.

Oltre a ciò ci hai ammonito che “le comunità religiose, quasi tutte e senza quasi, sono tutte rilassate; poiché nelle religioni, nella presente confusione delle cose, l’osservanza è mancata e l’ubbidienza è perduta”;
“nel clero secolare vi è di peggio: onde vi è necessità precisa di una riforma generale per tutti gli ecclesiastici, per indi dar riparo alla grande corruzione de’ costumi, che vi è né secolari”.

Perciò, o vescovo intrepido e zelante , ti chiedo di intercedere per la Chiesa in questo momento di prova, ove regna una morale perniciosa e mancanza di parresia evangelica.
Ti prego perché nessun pastore e nessun cristiano anteponga nulla alla salvezza delle anime!
Spero vorrai ascoltare la preghiera che ti rivolgo a nome di tanti miei fratelli.

Tuo fratello in Cristo
Francesco Maria Marino

(LETTERA ACCORATA A SANT’ALFONSO).
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Questa preghiera di grande respiro, unita al Santo Rosario, mentre sale e va all’Eterno Padre, all’unico Signore Iddio Uno e Trino indica anche il tempo dei dolori, il quale come fumo e caligine è entrato oramai nella Chiesa Cattolica Romana (cfr. Mt 24; Catechismo n. 675).

Gesù ha vinto il mondo, la stessa morte è stata ingoiata per la vittoria (cfr. 1Cor 15,54-57). Anche Lazzaro, quel suo grande amico, morto dopo giorni trascorsi nella malattia, “puzzava”, emanava “cattivo odore”.

Tuttavia però, mediante l’onnipotenza della sua adorabile Divina Volontà, da cadavere lo ha fatto risorgere a vita nova, il tre volte Santo. Colui che tutto può e nulla può contro di Lui.

Ebbene, su questa “roccia” teniamoci uniti e stretti. Rechiamoci a Lui con tale fede ardente insieme a quelle membra rimaste ancora sane, del suo corpo mistico.

PrendiamoGli la mano e presentiamoGli il caso, facciamo tutto il necessario affinché si compia “il miracolo” di resurrezione, così come hanno fatto nella fede Marta e Maria, prima di esser esaudite. InformiamoLo di tutto con la preghiera d’intercessione, della malattia del mondo, della Chiesa che, mentre giace, “puzza”.

Oramai cadavere.

Gli amici del Signore, dopo essere andati a chiamarLo lo hanno portato trepidanti innanzi al sepolcro, laddove, sotto gl’occhi attoniti, giaceva il corpo bendato di Lazzaro.

Sicché, con un prodigio della sua bontà lo ha rimesso dai piedi in “libertà” facendolo risorgere, Lui, il Maestro, mentre in lacrime sostava innanzi all’amico che amava e rianimava.

Così noi amici cari, fratelli e sorelle in Cristo. Dalle vostre case, da ogni angolo di luce di questa terra rimasta bendata nel sepolcro della volontà umana, buia e morta alla Grazia, a nome di un’umanità cadavere che già manda cattivo odore preghiamoLo tutti con fervore.

Adoriamo quel Messia che in fretta ritorna per l’ansia dei “migliori” a questa terra, su questo pianeta da cui era salito nell’alto dei Cieli per farlo risorgere alla vita nuova, in Lui.

Questa è l’ora.

Te lo chiediamo o Signore con le lacrime calde del cuore, spezzato ormai, affranto.

Siamo sfiniti, senza più forze, quasi atterrati e privi di te, morti dentro.

Vieni Signore Gesù, ritorna.

Questo è il tempo tanto atteso, l’ora segnalata dai secoli.

Maranatha, nella tua adorabile Divina Volontà.

 

Luciano Mirigliano

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Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».

All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s’è addormentato, guarirà». Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».

Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». (Gv 11, 1-44)

Apostasia

«Salvini? Il male minore. Semplicemente!»

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Il 18 maggio 2019 il vicepremier Matteo Salvini durante un comizio in Piazza Duomo a Milano innanzi ad una folla gremita di sostenitori che ammiravano dal basso la presenza svettante della Madonnina slanciata sullo sfondo del cielo, ha proclamato queste parole.

Parole che hanno suonato forte ed al contempo hanno inneggiato come una preghiera di consacrazione. Un vero e proprio atto di affidamento laico rivolto innanzitutto al quell’agognato trionfo di Maria Santissima che tutti attendiamo oramai sullo scatenarsi ultimo del male. Parole vive arrivate sin alla corte celeste dei santi intercessori:

«Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa: a San Benedetto da Norcia, a Santa Brigida di Svezia, a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce.

Ci affidiamo a loro. E affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli.

E io personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita al Cuore Immacolato di Maria che son sicuro ci porterà alla vittoriaperché questa piazza, questa Italia, questa Europa sono simbolo di mamme, papà, uomini e donne che col sorriso, con coraggio, con determinazione vogliono la convivenza pacifica, danno rispetto ma chiedono rispetto. E io vi ringrazio amici e fratelli dal profondo del cuore perché stiamo scrivendo la storia».

Questo non sembra affatto il mero discorso di un giovane politico interessato a scalare le vette del successo mondano. Ma piuttosto l’ardente esortazione di un vero pastore alla Davide che ha a cuore la sorte del proprio gregge insidiato purtroppo da moltissimi nemici e pericoli. Innanzitutto dall’attacco di quei lupi famelici travestiti da agnello infiltratisi nel nostro paese, nell’Ovile Santo di questa grande nazione dalle radici mariane, ma che ha saputo smascherare finalmente sulla pubblica piazza. Questa è già una grande vittoria, ancor prima di quella elettorale. Verso quella decisiva!

Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». (Mt 21,31)

Salvini invoca Dio, timorato si rivolge alla Madonna per chiederLe protezione, tiene il Rosario in tasca e lo mostra con fierezza cristiana anziché demolirlo, fa davvero un’opera di grande testimonianza della fede e di evangelizzazione. Ciò che non fanno più a Roma coloro che si dicono ministri di Cristo. Questo piccolo Davide si è fatto pian piano le ossa da sé, è cresciuto militando con le proprie idee ed è andato avanti fino ad arrivare laddove è arrivato. Con fiducia senza stampelle, bensì con le proprie gambe. Nessun “conclave” lo ha piazzato lì dove sta. Per servire altri padroni, altre volontà.

Questo è il punto. Padre Pio, se fosse stato fisicamente vivo tra noi in questo momento storico, particolare dell’Italia e delle nazioni d’Europa, avrebbe scelto senz’altro Matteo Salvini per il voto alle prossime elezioni europee, non perché questi sia un santo, tutt’altro.

Ma piuttosto perché è il male minore, il migliore tra quelle personalità politiche disponibili adesso. Semplicemente!

Sì. Matteo Salvini è certamente il male minore. Il miglior futuro possibile per la “vecchia” Europa che sta crollando a pezzi.

Infatti sono ore di forte concitazione per la Terra di Mezzo come direbbe J. Tolkien. E il piccolo Matteo sembra davvero rivestire i panni di quel piccolo padron Frodo del Signore degli Anelli quando da solo si fa carico d’una grande missione di “salvataggio”, come soltanto i veri piccoli sanno fare. Quella di portare a Mordor l’“anello del potere” di tutti i mali, ossia la volontà umana ribelle, quella dei grandi della terra assetati di potere. Per gettarlo nello stagno di fuoco e liberarla dal suo dominio e dall’invasione.

Se serve, per voi, per l’Italia e per i miei figli, io do la vita. Non mi fermo davanti a niente e a nessuno. È un impegno d’onore […] con la consapevolezza di essere nel giusto”. (M. Salvini)

Lo ha proclamato. Sarà vero, sarà falso? Lo ha detto, tuttavia. Questo è sufficiente per ricordare a noi le parole più importanti pronunciate dall’unico grande Maestro, Gesù: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando”. (Gv 15,12-14)

Il piccolo Matteo è senz’altro preferibile a molti altri che hanno invece infangato e tradito quei valori assolutamente non negoziabili, appartenenti non ad una semplice bandiera. Ma piuttosto ad un intero continente che affonda le proprie radici nei veri insegnamenti cristiani di una Europa antica, ma sempre nuova, santa il cui capo mostra chiaramente un simbolo importantissimo: “una corona di dodici stelle”. Essa infatti si rifà alla “Medaglietta miracolosa” di Parigi. Poiché la bandiera è arrivata all’adozione proprio l’8 dicembre del 1955, giorno dell’Immacolata Concezione.

È una coincidenza? No, niente affatto! Nulla accade a caso, giacché non si muove foglia che Dio non voglia.

Ecco perché questo tempo reclama attenzione, la discesa in campo con forza ed autorevolezza di alcune tra le più potenti profezie riconosciute dalla stessa Chiesa. Una in particolare, quella del Papa eretico (cfr. Papa Onorio I scomunicato – 625-638).

In un inquietante episodio descritto dal veggente delle Tre Fontane Bruno Cornacchiola in data 21 settembre 1988, si legge così:

“Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta a un ammasso di rovine”.

Anche in altri avvenimenti soprannaturali di quest’epoca moderna si affrontano temi apocalittici. Dall’apparizione della Madonna alla Salette, in Francia, alla celebre visione di papa Leone XIII passando da quelle di Heroldsbach del 1949, che, rievocando Fatima, giungono fino alle future lacrime di sangue della Madonna di Civitavecchia.

Un Papa che “nega ogni verità di fede e si mette al posto di Dio” ?

Le nostre Sacre Scritture richiamano addirittura questa possibilità ufficiale non più remota, sottoscritta dallo stesso Giovanni Paolo II e dal cardinale Ratzinger, quindi non più opinabile, ma piuttosto seria e contenuta esattamente nel cap. 675 del Catechismo della Chiesa cattolica:

Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘Mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”.

Le premure materne della Madre di Dio sotto il titolo di “Vergine della Rivelazione” si concentrano dolorosamente sugli eventi drammatici del futuro prossimo concernenti la Chiesa e il papato: Roma.

Ecco il cuore del “messaggio” trasmesso a Cornacchiola. Esso conferma il Catechismo e viceversa, poiché riguarda in modo speciale la minaccia dell’apostasia dilagante e dell’eresia a partire dai vertici della Santa Romana Chiesa che ha perso la fede:

Figli miei, la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie e di errori […]. La dottrina della Chiesa è di Cristo […]. Non cambiate la dottrina, ma cambiate i vostri cuori a vivere essa dottrina per la salvezza vostra e del prossimo”.

L’ira di Satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla Terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balìa del mondo”.

L’Eucaristia sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di Mio Figlio. False ideologie e teologie!

Perché votare Salvini? Questa seguente frase della “Vergine della Rivelazione” più d’ogni altra ci spiega il saggio motivo per il quale occorre aderire alle idee politiche del piccolo Matteo: “Ma perché gli uomini responsabili non vedono l’invasione dell’Islam in Europa?

Voto Salvini: perché San Pio da Pietrelcina non avrebbe mai accettato una Chiesa ridotta in ginocchio davanti ai poteri forti del mondo, alla massoneria che impone una falsa filantropia, ossia l’immigrazione mussulmana massiccia nelle nostre terre per sradicarne l’identità cristiana, mettendo in tal modo l’Europa nelle mani dei tagliagola jihadista. Una Chiesa intenta ad abbassarsi a lavare i piedi addirittura ad una religione sanguinaria come l’Islam definendola invece: “una religione di pace”. Una Chiesa sottomessa che afferma: “Il cristianesimo e l’islam hanno ‘la stessa radice’, musulmani e cristiani sono fratelli per la pace”. (Jorge Mario Bergoglio)

Non posso votare: “Il grande male”. Ossia il “nemico”, coloro che lo appoggiano e sostengono chi afferma: “Anche dentro la Santissima Trinità stanno tutti litigando a porte chiuse, mentre fuori l’immagine è di unità” (Jorge Mario Bergoglio).

Vado a votare Salvini: perché non potrò essere mai d’accordo con chi dice di non credere nel Dio cattolico e non s’inginocchia mai davanti al SS. Sacramento. Non posso votare costoro.

Vado a votare Salvini: perché non sono affatto convinto con chi afferma: “Ci benedica Dio: padre di tutti noi, padre di tutte le confessioni”. “Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente Volontà Divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi” (Jorge Mario Bergoglio).

Non posso votare costoro. Coloro che sostengono chi santifica l’eterico Lutero definendolo un farmaco per la Chiesa ed un vero riformatore; o chi dice che Giuda il traditore sia stato perdonato e salvato.

Voto Salvini: perché non voterei giammai chi appoggia idee anti cristiane indicando in Pannella, Bonino e Napolitano, modelli da imitare e innalzando addirittura questi due ultimi al rango di grandi d’Italia (Jorge Mario Bergoglio).

Emma Bonino è una che ha praticato migliaia di aborti con la pompa della bicicletta. Una militante radicale abortista, divorzista, nozze gay e pro-eutanasia. Questi sono i grandi d’Italia? Si salvi chi può!

Voto Salvini: perché non voterei mai chi dichiara tali eresie: “A noi tutti piace la madre terra perché è quella che ci ha dato la vita” (Jorge Mario Bergoglio).

Infine, vado a votare Salvini: perché baciando la corona del Rosario e mostrando il vero Vangelo mi ha fatto ricordare i Novissimi, ossia ciò che mi attende alla fine della vita: morte, giudizio, inferno e paradiso.

Queste elezioni sono un mero pretesto agli schieramenti che tra un po’ si affronteranno in un duello totale, “corpo a corpo”, “faccia a faccia”, frontale: tra i figli delle tenebre e quelli della luce, tra i figli di Dio e quelli del diavolo (cfr. Lc 12, 49-59).

Roma caput mundi, ago della bilancia dei popoli e delle nazioni, delle sorti dell’intero cosmo, del creato. Se nella Chiesa Cattolica sorgono conflitti, scandali e minacce alla fede, tutto il mondo va verso il declino. Guerre fratricide, scandali raccapriccianti di popoli contro popoli che si combattono a vicenda, le società umane entrano in conflitto con sé stesse, e arriva il caos.

Crolla la famiglia fondata sull’amore. La morale si distrugge a partire dalle fondamenta.

Eccola. Stiamo per giungere alla sintesi di tutte le sintesi, alla scelta finale che reclama con decisione da che parte stare.

Questa è l’intransigenza di Cristo che non ammette compromessi: “Chi non è con me, è contro di me.” (Lc 11,23)

Concludo con uno stralcio emblematico tratto dall’omelia di padre Edouard Coly, monaco benedettino e amico del card. Robert Sarah, proclamata durante la Santa Messa alla Casa della Divina Volontà il 23 aprile scorso, nell’anniversario di nascita della SdD Luisa Piccarreta:

«L’Europa deve svegliarsi perché dorme ancora. Il Signore l’ha adornata con molti santi, ma lei chiude gli occhi per non vedere. Gesù continua a piangere sull’Europa mentre piangeva su Gerusalemme. L’opera della Volontà Divina deve essere un risveglio per l’Europa. Finché l’Europa e il nostro mondo attuale non si rivolgono a Dio per la Sua Divina Volontà, l’Europa e il nostro mondo andranno alla deriva. Oggi tutto in questo mondo è liberalizzato. Satana e i suoi seguaci non dormono, lavorano notte e giorno, quindi che dire di noi figli di Dio? È tempo di svegliarsi, Dio ha bisogno di noi».

 

Fiat Voluntas Tua

Luciano Mirigliano

Chiesa Cattolica

Rinunce Battesimali – Preghiera di Liberazione

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GRAPPOLO DI RINUNCE

Nel nome Santo di Gesù in virtù del mio battesimo io [dire il proprio nome] rinuncio a Satana, a tutte le sue opere, inganni, suggestioni e seduzioni, divisioni, distruzioni, vendette, comandi, e progetti sulla mia persona, la vita, la salute; gli affetti, le amicizie, il matrimonio e la procreazione, la famiglia, sugli studi e sugli esami, sul lavoro; sulla fede e la preghiera e credo in Gesù Cristo, mio unico Signore e salvatore, sapienza incarnata. Amen.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti gli spiriti di comunicazione satanica attraverso la mente e la medianità (attraverso il pensiero, lo sguardo, l’udito, la parola, la memoria, la spina dorsale, i gesti, atteggiamenti e i comportamenti, attraverso la televisione, i mass media, la Pranoterapia e tutte le discipline orientali: zen, Yoga e altre).

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i comandi satanici, diretti o indiretti.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i legami volontari e involontari, consapevoli o inconsapevoli con le sette e congregazioni sataniche, in specie con le sette nere.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad ogni legame medianico, occulto, mentale ipnotico e telepatico con maghi o altri emissari.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad ogni consacrazione, battesimo e matrimonio (satanico) generazionale.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutte le messe nere e sette nere; a tutte le offerte, consacrazioni o battesimi satanici; a tutti i matrimoni satanici celebrati dal mago [se lo si conosce, pronunciare il nome] e mi riconsegno e riconsacro allo Spirito Santo [ripetere quest’ultima frase 3 volte].

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i sacrilegi, oltraggi e profanazioni contro Gesù Cristo, Maria, i Santi e i defunti compiuti contro di me.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a Lucifero spirito di malattia mentale, psichica e fisica (di perdita della memoria, oscuramento dell’intelligenza, incapacità di decisione, spirito di pazzia, di demenza, di violenza, di omicidio, di suicidio e morte).

Rinuncio in virtù del mio battesimo ai legami occulti sulla mia salute (sulla mia testa e il cervello, sulla nuca; sullo stomaco e sugli organi riproduttivi: sesso, utero e ovaie).

Rinuncio a tutti i riti magici, compiuti e ripetuti contro di me; rinuncio a tutti i demoni (Satana e Dan) chiamati con questi legami, riti e maledizioni ora e per sempre.

Rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito dell’alcool, di nicotina e di droga.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a Belzebul, spirito di divisione, di discordia e di separazione (in famiglia, in società, nelle amicizie, con i preti, ecc.) e di sessualità cattiva.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a ogni fattura di divisione e slegatura sugli affetti e il matrimonio; a Satana, Belzebul e Asmodeo; a tutti gli spiriti immondi di divisione, di discordia, separazione (tra me e …dire il nome della persona da cui si è stati separati); a tutti gli spiriti di Incomprensione, di impedimento alla visibilità dell’amore, di oscuramento della bellezza, agli spiriti di litigio, di inimicizia, di risentimento, di vendetta, di ira, di odio e di rottura di fidanzamento (o matrimonio).

Rinuncio in virtù del mio battesimo a ogni fattura d’amore, filtro e legatura a scopo di matrimonio, di piacere o di denaro; di unione, passione e attrazione sessuale; ad ogni fattura d’amore e maleficio di matrimonio per cui [N. e N, pronunciare i nomi dei soggetti coinvolti nella legatura] sono costretti ad amarsi, a cercarsi, invitarsi, a stare insieme, a mai litigare, né lasciarsi, ma solo a sposarsi.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici di odio, rancore, rabbia, vendetta, risentimento, persecuzione e non perdono.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a Satana e a tutti gli spiriti di rito Woodoo (vudu) e di rito macumba – ora e per sempre (ripetere 3 volte).

Rinuncio in virtù del mio battesimo ai legami medianici e occulti con tutti i maghi [specificarne uno per uno, chiamandoli per nome, se i nomi sono conosciuti].

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti gli spiriti – guida e di comando del mago [pronunciare il nome, se conosciuto].

Rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito di Magia, allo spirito della new age di occulto, di Spiritismo, di incantesimo, di Stregoneria, di Cartomanzia, di Divinazione, di comunicazione coi defunti, di premonizione, di precognizione e di chiaroveggenza.

Rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito di infestazione nei sogni, nelle visioni, nelle voci e nei rumori.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad Asmodeo, spirito di impurità ora e per sempre.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad Alimai e a tutti gli spiriti di sessualità cattiva e ad ogni perversione, sessuale e prostituzione.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici di angoscia e di paura, di tristezza e di disperazione, di solitudine, ansia e di depressione ora e per sempre.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici e maligni di oppressione, di frustrazione, delusione e depressione affettivo-sentimentale-sessuale. Rinuncio in particolare a Belfagor, demone meridiano.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici, maligni e malefici di confusione mentale, affettiva e sentimentale.

Padre celeste, tu sei il mio rifugio e la mia roccia di salvezza. Tu sei saldamente in controllo di tutto ciò che accade nella mia vita. Io sono il tuo servo [la tua serva], e porto il tuo nome. Grazie, per avermi donato l’elmo della salvezza; la mia identità nel tuo figlio Gesù è sicura. Niente potrà mai separarmi dal tuo amore. Grazie, perché perdoni i miei peccati e cancelli la mia colpa. Io indosso ora la tua corazza della giustizia.

Spirito Santo ricerca dentro di me e porta alla luce ogni strategia delle tenebre che sia diretta contro di me. Io imbraccio lo scudo della fede per stare ben saldo/a nella Parola di Dio, che mi assicura che “il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1Gv 3,8).

Perciò Padre Santo, nel Nome glorioso del tuo Figlio unigenito, Gesù Cristo, per l’autorità che mi proviene dal mio battesimo, io:

RINUNCIO

a ogni opera del Maligno, di qualsiasi origine essa sia, occulta, medianica, o di stregoneria e con la fede che tu, Padre, mi hai donato, proclamo che ogni sua opera nella mia vita sia distrutta.

Gesù, mio Signore e Salvatore, tu hai trionfato su di lui nel deserto, sulla croce e nel sepolcro e con la tua gloriosa risurrezione lo hai vinto per sempre sigillando così la sua fine e il suo destino. In te, anch’io trionfo su di lui, con la potenza del tuo Santo Nome, davanti al quale: “ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, in terra e sotto terra” (Fil 2,10). 

Con la forza che mi proviene da te, o Signore, io resisto e mi oppongo a tutti gli sforzi del Maligno di opprimermi, affliggermi, o ingannarmi e voglio lottare energicamente contro il suo sforzo di rubarmi la gioia ed il frutto della mia salvezza. 

Con la potenza del tuo Preziosissimo Sangue versato per me sul calvario, io ti chiedo  di allontanare da me tutte le potenze delle tenebre che mi attaccano, o che mi circondano  e di ordinare loro di andarsene adesso da me, dove tu, o Signore, vorrai, affinché non tornino mai più.

Grazie, Signore Gesù”.

 

P.S. Da ripetere ogni qualvolta se ne sente il bisogno!

Chiesa Cattolica

«L’ira di Dio è vicina?!»

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«Quello che devi fare fallo al più presto». (Gv 13,27)

 

Ricordiamo che prima di dannarsi l’anima e finire all’inferno, il Signore aveva richiamato con tanto amore Giuda alla sua vera misericordia, al pentimento ed alla conversione. Ma lui, ostinato com’era, anziché pentirsi la rifiutò con un atto di volontaria superbia, scegliendo in tal modo la giustizia divina piuttosto che l’amore misericordioso, poiché il demonio, dopo aver egli tradito e venduto il Maestro, ormai era entrato in lui a possederlo. Così insegna la vera dottrina, il Catechismo di Santa Romana Chiesa.

Annunzio del tradimento di Giuda:

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Dì, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «E’ colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». (Gv 13,21-27)

«Difatti è impossibile all’uomo, se non è spirituale, giudicare e intendere secondo ragione le cose di Dio. Quando le giudica secondo i sensi, non è spirituale. Così, anche se queste vengono a lui comunicate attraverso i sensi, non le comprende. Lo afferma san Paolo quando dice: Animalis haute homo non percepiti ea quae sunt spiritus Dei; stultitia enim est illi, et non potest intelligere, quia de spiritualibus examinatur. Spiritualis autem iudicat omnia: L’uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa (1Cor 2,14-15). Per uomo naturale s’intende qui colui che adopera solo i sensi; l’uomo spirituale è, invece, colui che non si lega e non si lascia guidare dai sensi. È quindi temerario osar trattare con Dio attraverso le comunicazioni soprannaturali e permettere ai sensi la libertà di farlo.» (San Giovanni della Croce – Salita del Monte Carmelo)

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Ecco il punto nodale di tutta la seguente disquisizione: Maria Santissima era una ragazza normale o piuttosto un prodigio divino, inaudito?

Tempo fa, uno dei due pontefici regnanti, ha parlato della figura della Madonna spiegando la preghiera dell’Ave Maria nel nuovo libro intervista con don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova.

Dal testo viene ripreso uno stralcio emblematico in cui Bergoglio la rappresenta così:

«Da quando è nata fino all’Annunciazione, al momento dell’incontro con l’angelo di Dio, me l’immagino come una ragazza normale, una ragazza di oggi, una ragazza non posso dire di città, perché Lei è di un paesino, ma normale, normale, educata normalmente, aperta a sposarsi, a fare una famiglia. Una cosa che immagino è che amasse le Scritture: conosceva le Scritture, aveva fatto la catechesi ma familiare, dal cuore. Poi, dopo il concepimento di Gesù, ancora una donna normale: Maria è la normalità, è una donna che qualsiasi donna di questo mondo può dire di poter imitare. Niente cose strane nella vita, una madre normale: anche nel suo matrimonio verginale, casto in quella cornice della verginità, Maria è stata normale. Lavorava, faceva la spesa, aiutava il Figlio, aiutava il marito: normale».

Maria è la normalità?

Questo è un semplice capovolgimento dei valori cattolici. Vale a dire una: catastrofe.

Maria, la Madre di Dio è stata davvero una ragazza normale, di oggi, una donna qualsiasi di questo mondo? Una madre qualunque o una casalinga come tutte le altre? Come si può arrivare a tanto, a ridurla, presentarla in questi termini? A maggior ragione poi quando ad operare questa impropria equazione è un “pontefice”. Di quale altra donna al mondo si dice essere: Sede della Sapienza, Causa della nostra letizia, Tempio dello Spirito Santo, Tabernacolo dell’eterna gloria, o Dimora tutta consacrata a Dio, ecc. ecc. (v. Litanie Lauretane)? Di quale altra creatura si narra che “tutte le generazioni mi chiameranno beata”?

Sì, o Madre bella, del bell’amore! Tra le donne tu sei la Benedetta e la più alta in grado, poiché tutte le generazioni in te si rispecchieranno e ti chiameranno Beata. Puoi dunque essere Tu mai o Maria, una donna di oggi, moderna all’ultima moda, una donna “normale, normale”?

Il professor Enrico Medi, Servo di Dio, è arrivato addirittura ad affermare che Dio non ha colorato d’azzurro gli occhi di Maria a partire dal cielo, ma piuttosto il contrario, ossia il cielo è stato dipinto d’azzurro perché ha guardato gli occhi di Maria, in cui nuotava la marea dell’universo. Maria la magnifica*, fatta grande dal suo Creatore. Madre e Regina del Divin Volere.

E dunque in cosa consiste l’efficacia soprannaturale dell’Ave Maria se non in un incontro reale con una forza divina, dove veniamo messi a stretto contatto con una persona divina?! Entriamo indegnamente nello spazio sacro di Colei che è stata definita: Dio per grazia. Ecco chi è la piccola Maria di Nazareth. Sicché, non è affatto una donna normale, comune. Piuttosto un unicum assoluto nella mente di Dio e nella storia.

Quanti laici o sacerdoti che si dicono della Divina Volontà, a partire da Corato, hanno proferito parola, alzato la loro voce per difendere la gran Madre di Dio, la Regina del Divin Volere? Poiché è una enormità, uno scandalo di grosse dimensioni, come si può pensare di appartenerLe o parlare di Essa fuori dalla verità, esentandosi dal testimoniarla? Non si è credibili, forse preparati, bravi oratori, ma non “piccoli” testimoni dell’Evangelo. Ecco il punto. Stiamo attraversando tutti una grande prova. La prova di fedeltà alla Santa Madre del Redentore, la nostra vera Chiesa. Ma soprattutto la fedeltà a suo Figlio e N. S. Gesù Cristo. Al Divino Volere.

“Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?” disse S. Bernardetta.

“Io sono l’Immacolata Concezione”, rispose la Beata Vergine Maria. 

Era l’11 febbraio 1858. A Lourdes.

 

Dice Gerhard Cardinale Müller – Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012-2017 – nel manifesto della fede appena pubblicato:

«Non sia turbato il vostro cuore!» (Gv 14,1)

Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione.

È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. […]

Oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna. […]

Secondo Giovanni Paolo II, il Catechismo della Chiesa Cattolica rappresenta una «norma sicura per l’insegnamento della fede» (Fidei Depositum IV). Esso è stato scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla «dittatura del relativismo». […]

Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono.

Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846).

Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663).

È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale.

Egli è prima di tutto la Parola che era con Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci e che verrà a giudicare i vivi e i morti.

Lui solo adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito Santo come unico e vero Dio (691).

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Nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia, Papa Francesco ha scritto “nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo” e nelle interviste è arrivato a suggerire che coloro che non vogliono alcuna parte di Dio sono annientati piuttosto che in inferno.

Citando il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Cardinale Müller attesta: “Chi muore in peccato mortale senza pentimento sarà per sempre separato da Dio (CCC 1033).” Il Manifesto dice: “L’eternità della punizione dell’inferno è una realtà terribile, che – secondo la testimonianza della Sacra Scrittura – attira tutti coloro che “muoiono nello stato di peccato mortale” (CCC 1035). “

“Mantenere il silenzio su queste e altre verità della Fede e insegnare alla gente di conseguenza è il più grande inganno contro il quale il Catechismo vigila vigorosamente”, dice il Cardinale. “Rappresenta l’ultima prova della Chiesa e conduce l’uomo ad un’illusione religiosa, ‘il prezzo della sua apostasia’ (CCC 675); è la frode dell’Anticristo. “

L’ultima di Bergoglio: “Sono la Madonna e San Giuseppe!…non pensiamo che per loro sia stato facile: santi non si nasce, si diventa, e questo vale anche per loro“. Spiegategli cosa significa il dogma dell’Immacolata Concezione. La Madonna è, fin dal concepimento, la tutta santa. Almeno le basi del mestiere!!!…” (Antonio Socci)

Dice il profeta Isaia al cap. 5,20-21:

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro.
Guai a coloro che si credono sapienti
e si reputano intelligenti.

«Molti si chiedono: se il papa (Francesco – NDR) si sente libero di cambiare un articolo del Catechismo secondo le mutate esigenze del popolo di Dio o la diversa sensibilità dell’uomo d’oggi, potrà farlo anche in altri punti, ancora più rilevanti?

È un interrogativo davvero inquietante e, del pari, una legittima preoccupazione quella di tenere indenne il depositum fidei dalle sensibilità contingenti della società di oggi o di domani.

Tornando alla domanda iniziale, sarebbe necessaria una professione simile a quella che Paolo VI fece nel 1968, al fine di riaffermare ciò che è cattolico, di fronte agli errori e alle eresie che si erano diffuse subito dopo il concilio Vaticano II, in specie a causa della pubblicazione del Catechismo olandese. Nel nostro caso, però, si tratterebbe di riaffermare alcune verità sui sacramenti, sulla morale e sulla dottrina sociale della Chiesa, e parimenti rigettare quanto di dubbio o erroneo possa essersi diffuso, pure involontariamente, su tali temi.» (Monsignor Nicola Bux: “L’unità si fa nella verità”)

Dichiara san Roberto Bellarmino Vescovo e dottore della Chiesa: “per resistere e per difendere se stessi non è richiesta alcuna autorità… quindi come è lecito resistere al papa se assale una persona, è altrettanto lecito resistergli se assale le anime… e tanto più se tenta di distruggere la Chiesa. E’ lecito resistergli, affermo, col non fare quello che comanda e impedendo l’esecuzione dei suoi progetti” (cit. in J. H. Newman, Lettera al duca di Norfolk).

E il cardinal Juan de Torquemada dice: “Se il papa ordinasse qualcosa contro la Sacra Scrittura, gli articoli di fede, la verità dei sacramenti, i comandamenti della legge naturale o divina, egli non deve essere obbedito e non bisogna curarsi dei suoi ordini”. “E si ricordi che Dante Alighieri che mette dei papi all’inferno (spesso sbagliando, ma qui non importa), esprime un concetto accettato da tutto il mondo cattolico: il papa non è affatto impeccabile, può addirittura dannarsi!”.

È Lei. La piccola Maria. L’Immacolata Concezione. La più grande arca di salvezza.

 “Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d’eterno consiglio.

Tu se’ colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo nell’eterna pace
Così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

Or questi, che dall’infima lacuna
De l’universo infin qui ha vedute
Le vite spiritali ad una ad una,

Supplica a te, per grazia, di virtute
Tanto, che possa con gli occhi levarsi
Più alto verso l’ultima Salute.

Ed io, che mai per mio vedere non arsi
Più ch’io fo per lo suo, tutti i miei prieghi
Ti porgo, e prego che non sieno scarsi.

Perchè tu ogni nube gli disleghi
Di sua mortalità coi prieghi tuoi.
Sì che il sommo Piacer gli si dispieghi.

Ancor ti prego, regina che puoi
Ciò che tu vuoli, che conservi sani,
Dopo tanto veder, gli affetti suoi.

Vinca tua guardia i movimenti umani!
Vedi Beatrice con quanti beati
Per li miei prieghi ti chiudon le mani!

(La Preghiera alla Vergine di San Bernardo – Paradiso, XXXIII, 1-39)

 

Ma chi è davvero Maria di Nazareth? Leggiamolo dalle sue incomparabili parole nel libro:

La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà

  • «Ora ascoltami, figlia cara: come l’Ente Supremo mi domandò il mio volere umano, [compresi] il grave male che può fare la volontà umana nella creatura, come essa metta tutto in pericolo, anche le opere più belle del suo Creatore. La creatura, col suo volere umano, è tutta oscillazioni, è debole, incostante, disordinata. E questo, perché Iddio, nel crearla, la aveva creata unita come in natura con la sua Volontà Divina, in modo che essa doveva essere la forza, il moto primo, il sostegno, il cibo, la vita dell’umana volontà. Sicché col non dar vita alla Volontà Divina nella nostra, si respingono i beni ricevuti da Dio nella creazione e i diritti ricevuti in natura nell’atto che fummo creati. Oh, come compresi bene l’offesa grave che si fa a Dio e i mali che piovono sulla creatura! Ebbi tale orrore e paura di fare la mia volontà, [che] giustamente temevo, perché anche Adamo fu creato da Dio innocente, eppure, col fare la sua volontà, in quanti mali non piombò, lui e tutte le generazioni? Perciò [io], la Mamma tua, presa da terrore e più dall’amore verso il mio Creatore, giurai di non fare mai la mia volontà; e per essere più sicura ed attestare maggiormente il mio sacrificio a Colui che tanti mari mi aveva dato di grazie e privilegi, presi questa mia volontà umana e la legai ai piedi del Trono divino, in omaggio continuo d’amore e di sacrificio, giurando di non servirmi mai, anche per un istante solo della mia vita, della mia volontà, ma sempre di Quella di Dio. Figlia mia, forse a te non parrà grande il sacrificio mio, di vivere senza [la] mia volontà; ed io ti dico che non c’è sacrificio simile al mio, anzi si possono chiamare ombre tutti gli altri sacrifici di tutta la storia del mondo. Paragonato al mio, sacrificarsi un giorno, ora sì ed ora no, è facile; ma sacrificarsi in ogni istante, in ogni atto, nello stesso bene che si vuol fare, per tutta la vita, senza dar mai vita alla volontà propria, è il sacrificio dei sacrifici, e l’attestato più grande che può offrirsi, e l’amore più puro, trafilato dalla stessa Volontà Divina, che può offrirsi al nostro Creatore. E’ tanto grande questo sacrificio, che Dio non può chiedere di più dalla creatura, né essa può trovare come può sacrificarsi più per il suo Creatore. Ora, figlia mia carissima, come feci dono della mia volontà al mio Creatore, io mi sentii trionfante nella prova voluta da me e Iddio si sentì trionfante nella mia volontà umana. Iddio aspettava la mia prova, cioè un’anima che vivesse senza volontà, per aggiustare le partite del genere umano, [e] per atteggiarsi a clemenza e misericordia.»
  • «Figlia mia, tu devi sapere che la Divinità si assicurò di me nella prova che volle, mentre tutti credono che io non ebbi nessuna prova, e che bastava a Dio di fare il gran portento che fece di me (perché) fossi concepita senza macchia originale. Oh, come s’ingannano! Anzi, chiese da me una prova che non ha chiesto da nessuno, e questo lo fece con giustizia e con somma sapienza, perché dovendo scendere in me il Verbo eterno, non solo non era decoroso che trovasse in me la macchia d’origine, ma neppure era decoroso che trovasse in me una volontà umana operante. Sarebbe stato troppo disdicevole per Dio scendere in una creatura (in cui) regnasse l’umana volontà. Ecco, perciò volle da me per prova, e per tutta la mia vita, la mia volontà, per assicurare nell’anima mia il Regno della Divina Volontà. Assicurato questo in me, Iddio poteva fare ciò che voleva di me; tutto poteva darmi, e posso dire che nulla poteva negarmi.» (Luisa Piccarreta – Stralci da: La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà: 5° Giorno – Il quinto passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo. Il trionfo della prova. 6° Giorno – Il sesto passo della Divina Volontà nella Regina del cielo: Dopo il trionfo nella prova. Il possesso.)

Trattato della vera devozione alla Santa Vergine Maria

«Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi per misericordia, efficacia e grazia. In misericordia, per ricondurre e accogliere con amore i poveri peccatori e gli sbandati che si convertiranno e torneranno alla Chiesa cattolica; per efficacia, nei confronti dei nemici di Dio, i non credenti, gli eretici, gli islamici, gli ebrei, gli atei induriti, che reagiranno fortemente, con promesse e con minacce, per sedurre e traviare tutti quelli che saranno loro contrari; e infine deve risplendere per grazia, animando e sostenendo i valorosi soldati e i fedeli servitori di Gesù Cristo, mentre combatteranno per il Vangelo. Maria infine deve risultare terribile contro il demonio e i suoi seguaci, ‘terribile come schiere a vessilli spiegati’, soprattutto in questi ultimi tempi; il demonio infatti sa che gli resta poco tempo, anzi meno che mai, per condurre le anime a perdizione; egli quindi raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e le sue lotte, e presto susciterà crudeli persecuzioni, provocherà terribili insidie ai fedeli servitori e ai veri figli di Maria, nei confronti dei quali si trova maggiormente in difficoltà».

«Infine dobbiamo sapere che saranno dei veri discepoli di Gesù Cristo, che camminano sulle orme della sua povertà, dell’umiltà, del disprezzo del mondo e della carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità, seguendo il santo vangelo e non le massime del mondo, senza vivere in ansia né avere soggezione per nessuno, senza risparmiare, o farsi condizionare, o temere nessun mortale per potente che sia. Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; sulle loro spalle porteranno lo stendardo della Croce, segnato dal sangue, il crocifisso nella mano destra e la corona del Rosario nella sinistra, sul loro cuore i santi nomi di Gesù e di Maria, e in tutta la loro condotta si ispireranno alla semplicità e alla mortificazione di Gesù Cristo. Ecco i grandi uomini che verranno, ma che Maria farà sorgere per ordine dell’Altissimo, per estendere il suo impero su quello dei non credenti, dei pagani, dei musulmani. Ma quando e come avverrà questo? Dio solo lo sa, noi dobbiamo tacere, pregare, desiderare e attendere: ho sperato, ho sperato nel Signore». (Di San Luigi Maria Grignion de Montfort – 1712)

Luciano Mirigliano

*(Cfr. “LA MISTICA CITTÀ DI DIO” DI SUOR MARIA D’AGUEDA – 2 LIBRO – CAPITOLO 1)
Chiesa Cattolica

«LE CONFUSIONI DI PAPA FRANCESCO E IL MANIFESTO DELLA FEDE»

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Manifesto della Fede

«Non sia turbato il vostro cuore!» (Gv 14,1)

Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione. È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. A proposito ammoniva l’Apostolo: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto» (1Cor 15,3). Oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna. Tuttavia, compito proprio della Chiesa rimane quello di condurre gli uomini verso Gesù Cristo, luce delle genti (vedi LG 1). In questa situazione, ci si chiede come trovare il giusto orientamento. Secondo Giovanni Paolo II, il Catechismo della Chiesa Cattolica rappresenta una «norma sicura per l’insegnamento della fede» (Fidei Depositum IV). Esso è stato scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla «dittatura del relativismo»1.

1. Dio uno e trino, rivelato in Gesù Cristo

L’epitome della fede di tutti i cristiani risiede nella confessione della Santissima Trinità. Siamo diventati discepoli di Gesù, figli e amici di Dio, attraverso il battesimo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La differenza delle tre persone nell’unità divina (254) segna una differenza fondamentale nella fede in Dio e nell’immagine dell’uomo rispetto alle altre religioni. Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono. Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846). Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663). È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale. Egli è prima di tutto la Parola che era con Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci e che verrà a giudicare i vivi e i morti. Lui solo adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito Santo come unico e vero Dio (691).

2. La Chiesa

Gesù Cristo ha fondato la Chiesa come segno visibile e strumento di salvezza, che sussiste nella Chiesa cattolica (816). Diede alla sua Chiesa, che «è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce» (766), una struttura sacramentale che rimarrà fino al pieno compimento del Regno (765). Cristo, capo, e i credenti come membra del corpo sono una mistica persona (795), per questo motivo la chiesa è santa, poiché Cristo, unico mediatore, l’ha costituita sulla terra come organismo visibile e continuamente la sostiene (771). Attraverso di essa l’opera redentrice di Cristo diventa presente nel tempo e nello spazio con la celebrazione dei SS. Sacramenti, soprattutto nel Sacrificio eucaristico, la S. Messa (1330). La Chiesa trasmette con l’autorità di Cristo la divina rivelazione, «che si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate» (2035).

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1 I numeri nel testo si riferiscono al Catechismo della Chiesa cattolica.

 

3. L’Ordine sacramentale

La Chiesa è in Gesù Cristo il sacramento universale della salvezza (776). Essa non riflette sé stessa ma la luce di Cristo, che splende sul suo volto, e ciò avvenire solo quando il punto di riferimento non è l’opinione della maggioranza né lo spirito dei tempi, ma piuttosto la Verità rivelata in Gesù Cristo, che ha affidato alla Chiesa cattolica la pienezza di grazia e di verità (819): Egli stesso è presente nei sacramenti della Chiesa.

La Chiesa non è un’associazione creata dall’uomo, la cui struttura può essere modificata dai suoi membri a proprio piacimento: essa è di origine divina. «È Cristo stesso l’origine del ministero nella Chiesa. Egli l’ha istituita, le ha dato autorità e missione, orientamento e fine» (874). Ancora oggi è valido l’ammonimento dell’Apostolo secondo cui maledetto è chiunque proclami un altro Vangelo, «anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo» (Gal 1,8). La mediazione della fede è inscindibilmente legata alla credibilità umana dei suoi annunziatori: essi, in alcuni casi, hanno abbandonato quanti erano stati loro affidati, turbandoli e danneggiando gravemente la loro fede. Per loro se realizza la parola della Scrittura: «non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci» (2 Tim 4,3-4).

Compito del Magistero della Chiesa nei riguardi del popolo di Dio è quello di «salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti» affinché possa «professare senza errore l’autentica fede» (890). Questo è particolarmente vero per quanto riguarda i sette sacramenti. La S. Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (1324). Il sacrificio eucaristico, in cui Cristo ci coinvolge nel suo sacrificio della croce, è finalizzato alla più intima unione con Lui (1382). Per questo la Sacra Scrittura ammonisce riguardo alle condizioni per ricevere la santa Comunione: «chiunque mangia il pane o beve il calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11, 27), dunque «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione» (1385). Dalla logica interna del sacramento si capisce che i divorziati risposati civilmente, il cui matrimonio sacramentale davanti a Dio è ancora valido, come anche tutti quei cristiani che non sono in piena comunione con la fede cattolica e pure tutti coloro che non sono debitamente disposti, non ricevano la santa Eucaristia fruttuosamente (1457), perché in tal modo essa non li conduce alla salvezza. Metterlo in evidenza corrisponde a un’opera di misericordia spirituale.

Il riconoscimento dei peccati nella santa confessione almeno una volta all’anno è uno dei precetti della Chiesa (2042). Quando i credenti non confessano più i loro peccati ricevendone l’assoluzione, si rende vana la salvezza portata da Cristo, Egli infatti si è fatto uomo per redimerci dai nostri peccati. Il potere del perdono, che il Risorto ha conferito agli Apostoli e ai loro successori nell’Episcopato e nel Sacerdozio, rimette i peccati gravi e veniali commessi dopo il Battesimo. L’attuale pratica della confessione evidenzia come la coscienza dei credenti non sia oggi sufficientemente formata. La misericordia di Dio ci è data, affinché adempiamo i suoi comandamenti per conformaci alla sua santa volontà e non per evitare la chiamata alla conversione (1458).

«È il sacerdote che continua l’opera di redenzione sulla terra» (1589). L’ordinazione, che conferisce al sacerdote «un potere sacro» (1592), è insostituibile perché attraverso di essa Gesù diventa sacramentalmente presente nella sua azione salvifica. I sacerdoti scelgono volontariamente il celibato come «segno di questa vita nuova» (1579). Si tratta della donazione di sé stesso al servizio di Cristo e del Suo Regno che viene. Al fine di conferire validamente l’ordinazione nei tre gradi di questo sacramento, la Chiesa si riconosce vincolata alla scelta compiuta dal Signore stesso, «per questo motivo l’ordinazione delle donne non è possibile» (1577). A tale riguardo, parlare di una discriminazione della donna dimostra chiaramente una erronea comprensione di questo sacramento, che non riguarda un potere terreno ma la rappresentazione di Cristo, lo Sposo della Chiesa.

4. La legge morale

Fede e vita sono inseparabili, poiché la fede senza le opere compiute nel Signore è morta (1815). La legge morale è opera della sapienza divina e conduce l’uomo alla beatitudine promessa (1950). Di conseguenza, la «Legge divina e naturale mostra all’uomo la via da seguire per compiere il bene e raggiungere il proprio fine» (1955). La sua osservanza è necessaria a tutte le persone di buona volontà per conseguire la salvezza eterna. Infatti colui che muore in peccato mortale senza pentimento rimarrà per sempre separato da Dio (1033). Ciò comporta delle conseguenze pratiche nella vita dei cristiani, tra le quali è opportuno richiamare quelle oggi più frequentemente trascurate: (cfr 2270-2283; 2350-2381). La legge morale non è un peso ma fa parte di quella verità liberatrice (cfr Gv 8,32) attraverso la quale il cristiano percorre la via della salvezza e non deve essere relativizzata.

5. La vita eterna

Molti si chiedono oggi per quale motivo la Chiesa esista ancora se gli stessi vescovi preferiscono agire da politici piuttosto che da maestri della fede proclamare il Vangelo. Lo sguardo non deve soffermarsi su questioni secondarie, ma è più che mai necessario che la Chiesa si assuma il suo compito proprio. Ogni essere umano ha un’anima immortale, che alla sua morte si separa dal corpo,però con la speranza della risurrezione dei morti (366). La morte rende definitiva la decisione dell’uomo a favore o contro Dio. Tutti devono affrontare il giudizio personale subito dopo la morte (1021): o sarà necessaria ancora una purificazione oppure l’uomo andrà direttamente verso la beatitudine celeste e gli sarà permesso di contemplare Dio faccia a faccia. Esiste però anche la terribile possibilità che una persona, fino alla fine, resti in contraddizione con Dio: rifiutando definitivamente il Suo amore, essa «si dannerà immediatamente per sempre» (1022). «Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi» (1847). L’eternità della punizione dell’inferno è una realtà terribile, che – secondo la testimonianza della Sacra Scrittura – riguarda tutti coloro che «muoiono in stato di peccato mortale» (1035). Il cristiano attraversa la porta stretta, «perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano» (Mt 7,13).

Tacere su queste e altre verità di fede oppure insegnare il contrario è il peggiore inganno contro cui il Catechismo ammonisce vigorosamente. Ciò rappresenta l’ultima prova della Chiesa, ovvero «una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia della verità» (675). È l’inganno dell’Anticristo, che viene «con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati» (2Ts 2,10).

Appello

Come lavoratori nella vigna del Signore, noi tutti abbiamo la responsabilità di ricordare queste verità fondamentali aggrappandoci a ciò che noi stessi abbiamo ricevuto. Vogliamo dare coraggio per percorrere la via di Gesù Cristo con determinazione, così da ottenere la vita eterna seguendo i Suoi comandamenti (2075).

Chiediamo al Signore di farci conoscere quanto è grande il dono della fede cattolica, attraverso il quale si apre la porta alla vita eterna. «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi» (Mc 8,38). Pertanto ci impegniamo a rafforzare la fede confessando la verità che è Gesù Cristo stesso.

L’avvertimento che Paolo, l’apostolo di Gesù Cristo, da al suo collaboratore e successore Timoteo è rivolto in modo particolare a noi, vescovi e sacerdoti. Egli scriveva: «Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si

sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero» (2Tm 4,1-5).

Possa Maria, Madre di Dio, implorarci la grazia di aggrapparci alla confessione della verità di Gesù Cristo senza vacillare.

Uniti nella fede e nella preghiera

Gerhard Cardinale Müller
Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012-2017

 

Chiesa Cattolica

«UN DURO COMBATTIMENTO»

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Sappiamo, noi cattolici, chi sono davvero le potenze dei cieli, i Principati e le Potestà di cui parla San Paolo nella lettera agli Efesini 6,12? Contro chi combattiamo?

Il grande apostolo delle genti, Paolo di Tarso, afferma che la nostra lotta, quella del cristiano non è contro creature umane fatte di carne e sangue, ma contro i Principati e le Potestà.

Chi sono costoro? Sono angeli decaduti! Sì, lo sappiamo poiché siamo a conoscenza dalla nostra luminosa e millenaria tradizione che alcuni angeli si sono fortemente ribellati a Dio e perciò stesso si sono trasformati in demoni:

La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze (Potestà), contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6,12).
Le Sacre Scritture fanno riferimento a vari cori degli Angeli. Pseudo Dionigi l’Areopagita ne ha trovato nove categorie e queste sono state accolte da Papa Gregorio I (San Gregorio Magno), da San Tommaso d’Aquino, e anche dal Concilio Lateranense V, sebbene non ne parli in una forma dogmatica.

Di questi Angeli Dio si serve per il governo del mondo e degli uomini. Scrive infatti san Tommaso l’Aquinate: “Tutto l’ordinamento dei poteri si trova innanzitutto e originariamente in Dio, e viene partecipato dalle creature nella misura in cui esse si avvicinano a lui: infatti le creature più perfette e più vicine a Dio predominano su tutte le altre. Ora, la perfezione massima, mediante la quale si raggiunge la massima vicinanza con Dio, è quella delle creature che godono della fruizione di Dio, come sono gli angeli santi: e di questa perfezione sono privi i demoni. Perciò gli angeli buoni hanno autorità e dominio su quelli cattivi” (Somma teologica, I, 109, 4).

A questa precisa classe di demoni o angeli perversi, che precedentemente erano della categoria dei Principati e delle Potestà, San Paolo fa riferimento anche in altri suoi scritti. In Romani 8,39 menziona ad esempio sia i Principati che le Potestà inteso come demoni: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore”. Ne parla pure in Col 2,15 quando sostiene che Dio ha dato vita anche a noi, che eravamo morti a causa del peccato: “avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo”.

Ecco un altro punto fondamentale della nostra fede cattolica, mi riferisco ai seguenti cap. del Catechismo:

Un duro combattimento

407 La dottrina sul peccato originale – connessa strettamente con quella della redenzione operata da Cristo – offre uno sguardo di lucido discernimento sulla situazione dell’uomo e del suo agire nel mondo. In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sull’uomo, benché questi rimanga libero. Il peccato originale comporta « la schiavitù sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo ». 541 Ignorare che l’uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell’educazione, della politica, dell’azione sociale 542 e dei costumi.

408 Le conseguenze del peccato originale e di tutti i peccati personali degli uomini conferiscono al mondo nel suo insieme una condizione peccaminosa, che può essere definita con l’espressione di san Giovanni: « il peccato del mondo » (Gv 1,29). Con questa espressione viene anche significata l’influenza negativa esercitata sulle persone dalle situazioni comunitarie e dalle strutture sociali che sono frutto dei peccati degli uomini. 543

409 La drammatica condizione del mondo che « giace » tutto « sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,19) 544 fa della vita dell’uomo una lotta:

« Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio ». 545

Il dipinto in effige dell’Arcangelo Michele e gli angeli ribelli di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’arpino (1592), da cui si è formato il Caravaggio, racconta la caduta di Lucifero e dei suoi compagni negli inferi.
DESCRIZIONE. SAN MICHELE SCONFIGGE SATANA E LE SUE SCHIERE DI ANGELI RIBELLI FACENDOLI PRECIPITARE NEGLI INFERI.
L’Arcangelo Michele aleggia in alto, in posizione minacciosa, mentre sotto di lui i corpi nudi e umani degli angeli precipitano negli inferi. Michele indossa un’armatura romana, una lorica blu aderente al corpo munita di pteruges in stoffa e cuoio (frange, ali in greco). Sul capo, poi, porta un elmo pretoriano con pennacchio e dei calzari. Oltre alla pesante spada, con la mano sinistra regge un clipeus, uno scudo tondo decorato e munito di punta in centro. Infine, le sue ali sono spiegate e il mantello rosso si gonfia dietro di lui.

Sotto di lui precipitano circa dieci corpi ignudi, disposti in diverse posizioni nella caduta. Alcuni di loro precipitano di schiena, altri con la testa in basso, altri ancora hanno raggiunto gli inferi. I dannati vengono accolti da demoni con corna e barba e avvolti dalle spire dei serpenti infernali. Il dannato che si trova al centro e in basso, nella caduta, sta assumendo l’aspetto di un demone.

Dietro l’Arcangelo Michele le nuvole sono squarciate da una luce dorata. In basso, invece, il nero avvolge i corpi che precipitano verso l’oscurità.

INTERPRETAZIONI DEL DIPINTO L’ARCANGELO MICHELE E GLI ANGELI RIBELLI

L’Arcangelo è una figura definita nella Bibbia e significa principe degli angeli. L’Arcangelo Michele è una figura che si ritrova nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Il suo nome deriva dall’espressione “Mi-ka-El” e significa “chi è come Dio?” Fu impegnato nella prima guerra in Paradiso e nella seconda guerra terrena della donna (Maria) contro il drago. Di questa vicenda esistono molti dipinti rinascimentali.

Fu impegnato, infine, nella battaglia contro Satana guidando le milizie celesti contro gli angeli che si ribellarono a Dio. Inizialmente, Satana era chiamato Lucifero ed era compagno di Michele al comando delle schiere degli angeli. Nel momento in cui Lucifero organizzò la ribellione, Michele si schierò in difesa della fede combattendolo. Durante l’Apocalisse Michele squillerà la tromba per annunciare il giudizio finale. (Fonte: https://www.analisidellopera.it)

Luciano Mirigliano

 

È DECRETO DIVINO CHE IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ DEVE VENIRE SULLA TERRA. LA REGINA CELESTE PIANGE E PREGA. LA DIVINA VOLONTÀ È COME LA LINFA ALLE PIANTE. 
Sono sempre nel Voler Divino, sebbene tra amarezze indicibili, come se volessero rendere torbido il suo stesso mare, ma questo mare del Fiat forma le sue onde, mi copre, mi nasconde dentro, mi raddolcisce le amarezze, mi ridona la forza e mi fa continuare la via nella sua Volontà. La sua Potenza è tanta, che mi riduce nel nulla le mie amarezze e mi fa risorgere da dentro di esse la sua Vita piena di dolcezza, tutta bella e maestosa; ed io l’adoro, la ringrazio, la prego che non mi lasci mai sola e abbandonata. Onde il mio dolce Gesù, ripetendomi la sua visitina, mi ha detto: “Figlia mia buona, coraggio, se tu ti abbatti perderai la forza di vivere sempre nel mio Volere, né ti dar pensiero di ciò che dicono e fanno, tutta la nostra vittoria è che non ci possono impedire di fare quello che vogliamo; quindi Io posso parlarti del mio Volere Divino e tu puoi ascoltarmi, nessuna potenza ce lo può impedire. Ciò che Io ti dico sul mio Volere non è altro che lo svolgimento del nostro decreto, fatto ab eterno nel concistoro della nostra Trinità Sacrosanta, che Esso deve tenere il suo regno sulla terra; ed i nostri decreti sono infallibili, nessuno ce li può impedire che non vengano effettuati. Come fu decreto la Creazione, la Redenzione, così è decreto nostro il regno della nostra Volontà sulla terra, quindi, per compiere questo nostro decreto, Io dovevo manifestare i beni che ci sono in esso, le sue qualità, le sue bellezze e meraviglie. Ecco la necessità per cui Io dovevo parlarti tanto, per poter compiere questo decreto.
Figlia, per giungere a ciò, Io volevo vincere l’uomo a via d’amore, ma la perfidia umana me lo impedisce, perciò userò la Giustizia, spazzerò la terra, toglierò tutte le creature nocive, che come piante velenose avvelenano le piante innocenti. Quando avrò tutto purificato, le mie verità troveranno la via per dare ai superstiti la Vita, il balsamo, la pace che esse contengono e tutti la riceveranno, le daranno il bacio di pace e a confusione di chi non la ha creduto, anzi condannato, regnerà e avrò il mio regno sulla terra: Che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra.
Perciò ti ripeto: Non ci spostiamo in nulla, facciamo la via nostra e canteremo vittoria e loro facciano la via loro, in cui troveranno confusione e vergogna di loro stessi. Succederà di loro come ai ciechi che non credono alla luce del sole perché loro non la vedono, loro resteranno nella loro cecità e quelli che la vedono e credono goderanno, sfoggeranno nei beni della luce con sommo loro contento.” Gesù ha fatto silenzio e la mia povera mente è restata funestata dai tanti mali raccapriccianti di cui è investita e sarà investita la terra. In questo mentre si faceva vedere la Sovrana Regina con gli occhi rossi e come insanguinati dal tanto pianto che aveva fatto; ma che stretta al cuore nel veder piangere la mia Mamma Celeste e col suo accento materno, con una tenerezza indicibile, piangendo mi ha detto: “Figlia mia carissima, prega insieme con Me.

Come mi duole il cuore nel vedere i flagelli in cui sarà ravvolta l’umanità intera. La volubilità dei capi, oggi dicono e domani disdicono, getterà i popoli in un mare di dolori e anche di sangue; poveri figli miei; prega figlia mia, non mi lasciare sola nel mio dolore; che il tutto avvenga per il trionfo del regno della Divina Volontà.” Onde seguivo la Divina Volontà nei suoi atti, tutta abbandonandomi nelle sue braccia ed il mio dolce Gesù ha ripreso a dire: “Figlia mia, come la creatura entra nella nostra Volontà per farla sua, essa fa sua la nostra e Noi facciamo nostra la sua; ed in tutto ciò che fa, se ama, se adora, se opera, se soffre, se prega, il nostro Volere forma il germe divino negli atti suoi ed oh! come cresce bella, fresca, santa. La nostra Volontà è come la linfa alle piante, se c’è la linfa, le piante crescono belle, sono verdi, folte di foglie e producono frutti maturi, pingui e saporiti; se invece incomincia a mancare la linfa, la povera pianta perde il verde, le foglie cadono, non ha virtù di produrre i suoi bei frutti e finisce col seccare, perché la linfa è come l’anima della pianta, come gli umori vitali che sostengono e fanno fiorire la pianta.

Tale è l’anima senza della mia Volontà, perde il principio, la vita, l’anima del bene, perde la vegetazione, la freschezza, il vigore, si scolorisce, si abbrutisce, si debilita e finisce col perdere il seme del bene. Se tu sapessi quanto mi fa compassione un’anima che vive senza della mia Volontà, potrei chiamarla “le mie scene dolorose della Creazione.” Io, che tutte le cose creai con tale bellezza ed armonia, sono costretto dall’ingratitudine umana a vedere le mie più belle creature che creai, povere, deboli, coperte di piaghe da far pietà. Eppure la mia Volontà sta a disposizione di tutti, non si nega a alcuno; solo chi la respinge, chi ingrato non la vuol ricevere, volontariamente si priva di Essa con sommo nostro dolore.”

Luisa Piccarreta – LdC – XXXVI Vol. 2 Ottobre 1938
Chiesa Cattolica

«IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA»

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Per i tempi che verranno, per ciò che si profila al mondo, nel mio misero nulla ho deciso di impegnarmi nella difesa e promozione della «verità», della Gran Madre di Dio, col suo Santo Rosario. In attesa dell’avvento del Regno del Signore, equivalente all’incredibile Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Nel dilagare ormai estremo dell’apostasia.
Ecco. Per la “Piena di Grazia”. Per Colei che ha fatto nascere dal suo verginale grembo il Salvatore dell’umanità, divenendo, secondo i dogmi indiscutibili di Santa Romana Chiesa, l’“Onnipotente per Grazia”.
Per quel contenitore vivente dell’intera creazione attraverso il quale il Fiat Divino operò e primeggiò glorioso più che in ogni altra creatura.
Ecco. Nel giardino di casa dei miei genitori in Calabria, a Caulonia, il 2 novembre scorso, in onore di questa Regina del Cielo ho eretto insieme a mio fratello Ilario, una statua stupenda della Madonna di Fatima. Venutami per le mani in un modo del tutto imprevedibile, sorprendente. Ma ora capisco, tuttavia.

L’esperienza umana, la coscienza dell’uomo difficilmente può ignorare quanto segue, far finta di niente senza commuoversi. In particolare, la testimonianza del prof. Hikoka Vanamuri. Tale è il suo impatto. A meno che uno non abbia davvero a cuore la propria vita, l’esistenza dell’anima immortale che la Santissima Trinità ci ha donato.

A chi legge vorrei offrire una carezza di conforto, di fede affinché non disperi mai. Poiché siamo nelle mani più buone dell’universo, le più potenti e sicure. Nulla può contro “Maria SS.”! Anche la scienza più atea e moderna, sconfitta dal suo tenerissimo amore, un giorno si piegherà ai suoi piedi. Si arrenderà felice, ma pentita di non averlo fatto prima.

Cosa non può operare questa eterna Madre, con il Santo Rosario!

Ecco un esempio fra molti, cosa consiglia la Madonna a Don Stefano Gobbi:

Invece di inveire, prendete in mano, impugnate il Rosario, l’arma che vincerà il mondo della tenebra. Fatevi apostoli del mio Rosario. Ogni anima orante è una macchina che lega ogni Ave a me rivolta. Nelle avversità e nelle tentazioni non cedere allo scoraggiamento. La pratica della confessione e la recita de S. Rosario sono le armi più efficaci contro il maligno.

Luciano Mirigliano

Fu nel 1945 che fu sganciata la bomba atomica su Hiroshima. La piccola comunità di 8 gesuiti, situata in una canonica distante solo 8 isolati dallo scoppio della bomba, rimase miracolosamente illesa insieme alla casa, mentre non scampò alcuna persona nel raggio di un chilometro e mezzo dal centro dell’esplosione.

Lo scopo dichiarato era quello di annientare il potere militare giapponese. I quattro Padri gesuiti vivevano in una parrocchia distante solo otto isolati dal centro dell’esplosione. Per un giorno intero i quattro gesuiti furono avvolti in una specie di inferno di fuoco, di fumo e di radiazioni. Nessuno dei quattro Padri fu contaminato dalle radiazioni atomiche, e la loro casa era rimasta ancora in piedi, mentre tutte le altre case intorno furono distrutte e ridotte ad un cumulo di macerie incenerite. Nessuno dei duecento medici americani e giapponesi, seppero mai spiegare come mai, dopo 33 anni dallo scoppio dell’atomica, nessuno degli 8 Padri aveva mai sofferto o aveva riportato conseguenze da quella esplosione atomica e continuavano a vivere in ottima salute.

Interrogati, i Padri avevano sempre risposto: «Avevamo sempre recitato il Rosario tutti i giorni, per cui abbiamo concluso che la preghiera del Rosario fu più forte della bomba atomica». Oggi, nel centro risorto di Hiroshima sorge una chiesa dedicata alla Madonna. Le 15 vetrate mostrano i 15 misteri del Rosario, dove si prega giorno e notte.

Testimonianza del prof. Hikoka Vanamuri sopravvissuto ad Hiroshima il 6 agosto 1945

Hikoka Vanamuri, già professore all’Università di Tokio in filosofia, è stato intervistato in occasione del suo pellegrinaggio a Fatima, e così ha risposto: «Non tornerò in Giappone. Dopo anni di studi, dopo anni di meditazione ho compreso che la vita nell’atmosfera viziata di Buddha è rimasta un’inacidita testimonianza storica di paganesimo vociferante e mi sono convertito alla religione cattolica. La decisione l’ho presa dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima. Ero a Hiroshima per una ricerca storica. Lo scoppio della bomba mi trovò in biblioteca. Consultavo un libro portoghese e mi venne sott’occhio l’immagine della Madonna di Fatima. Mi sembra che questa si muovesse, dicesse qualcosa. All’improvviso una luce abbagliante, vivissima mi ferì le pupille. Rimasi impietrito. Era accaduto il cataclisma. Il cielo si era oscurato, una nuvola di polvere bruna aveva coperto la città. La biblioteca bruciava. Gli uomini bruciavano. I bambini bruciavano. L’aria stessa bruciava. Io non avevo portato la minima scalfittura. Il segno del miracolo era evidente. Non riuscivo tuttavia a spiegare quello che era successo. Ma il miracolo ha una spiegazione? Non riuscivo nemmeno a pensare. Solo l’immagine della Madonna di Fatima mi splendeva su tutti i fuochi, sugli incendi, sulla barbarie degli uomini. Senza dubbio ero stato salvato perché portassi la testimonianza della Vergine su tutta la terra. Il dott. Keia Mujnuri, un amico dal quale mi recai quindici giorni dopo stabilì attraverso i raggi X che il mio corpo non aveva sofferto scottature. La barriera del mistero si frantumava. Cominciavo a credere nella bellezza dell’amore. Imparai il catechismo ma sul cuore tenevo l’immagine di Lei, il canto soave di Fatima. Desideravo il Signore per confessarmi, ma lo desideravo per mezzo di Sua Madre».

Un altro racconto di padre Schiffer aggiunge che avevano appena finito di dire Messa, e si erano recati a fare colazione, quando la bomba cadde:

“Improvvisamente, una terrificante esplosione riempì l’aria come di una tempesta di fuoco. Una forza invisibile mi tolse dalla sedia, mi scagliò attraverso l’aria, mi sbalzò, mi buttò, mi fece volteggiare come una foglia in una raffica di vento d’autunno.” Quando riaprì gli occhi, egli, guardandosi intorno, vide che non vi erano più edifici in piedi, fatta eccezione per la casa parrocchiale. Tutti gli altri in un raggio di circa 1,5 chilometri, si racconta, morirono immediatamente, e quelli più distanti morirono in pochi giorni per le radiazioni gamma. Tuttavia, il solo danno fisico che padre Schiffer accusò, fu quello di sentire alcuni pezzi di vetro dietro il collo. Dopo la resa del Giappone, i medici dell’esercito americano gli spiegarono che il suo corpo avrebbe potuto iniziare a deteriorarsi a causa delle radiazioni. Con stupore dei medici, il corpo di padre Schiffer sembrava non contenere radiazioni o effetti dannosi della bomba. In realtà, egli visse per altri 33 anni in buona salute, e partecipò al Congresso Eucaristico tenutosi a Philadelphia nel 1976. In quella data, tutti gli otto membri della comunità dei Gesuiti di Hiroshima erano ancora in vita. Questi sono i nomi degli altri sacerdoti gesuiti che sopravvissero all’esplosione: Fr. Hugo Lassalle, Fr. Kleinsorge, Fr. Cieslik.

Un miracolo simile avvenne anche a Nagasaki, dove un convento francescano – “Mugenzai no Sono” (“Giardino dell’Immacolata”) – fondato da San Massimiliano Kolbe rimase illeso come a Hiroshima. Dal giorno in cui le bombe caddero, i gesuiti superstiti furono esaminati più di 200 volte dagli scienziati senza giungere ad alcuna conclusione, se non che la sopravvivenza degli otto gesuiti all’esplosione fu un evento inspiegabile per la scienza umana.

( tratto da: nelcuoredimaria )

Chiesa Cattolica

«TE DEUM»

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Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.

O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.


A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.


I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;


le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *

la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico figlio, *

e lo Spirito Santo Paraclito.


O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.


Vincitore della morte, *

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.


Soccorri i tuoi figli, Signore, *

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *

nell’assemblea dei santi.


Salva il tuo popolo, Signore, *

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *

lodiamo il tuo nome per sempre.


Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.


Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.


Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *

tibi cæli et univérsæ potestátes:

tibi chérubim et séraphim *

incessábili voce proclamant:


Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *

Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.

Te gloriósus * Apostolórum chorus,

te prophetárum * laudábilis númerus,

te mártyrum candidátus * laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *

sancta confitétur Ecclésia,

Patrem * imménsæ maiestátis;

venerándum tuum verum * et únicum Fílium;

Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.


Tu rex glóriæ, * Christe.

Tu Patris * sempitérnus es Filius.

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *

non horruísti Virginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *

aperuísti credéntibus regna cælórum.

Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.

Iudex créderis * esse ventúrus.

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *

quos pretióso sánguine redemísti.

ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.


Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *

et bénedic hereditáti tuæ.

Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.

Per síngulos dies * benedícimus te;

et laudámus nomen tuum in sæculum, *

et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *

sine peccáto nos custodíre.

Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *

quemádmodum sperávimus in te.

In te, Dómine, sperávi: *

non confúndar in ætérnum.