APOCALISSE

«SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO»

Pubblicato il

È giunto il momento di riproporre senza indugi e con decisione un mio lavoro, un articolo davvero “imbarazzante” (è un eufemismo), di cui sento in modo pregnante la paternità, ripreso dal mio vecchio blog e pubblicato su gloria tv.

Sebbene abbia scatenato un’accesa polemica provocando un forte scandalo, tuttavia però nessun fatto citato o raffigurato è stato sinora smentito, anzi. Giacché gli eventi ecclesiali degli ultimi tempi, inseriti nella loro cornice della battaglia escatologica ne confermano a pieno titolo tutta la loro veridicità. Era il 25 settembre 2017.

Lo rileggiamo insieme col senno del poi, integrandolo con la seguente riflessione odierna messa di fronte alla lettura del Vangelo di Giovanni che prende spunto da alcuni versetti direi illuminanti, estratti dalla liturgia della parola di domenica scorsa, la quale pone le linee guida al fine di identificare il Buon Pastore da quello cattivo, ovvero discernere la differenza tra Lui e un ladro, un “mercenario”:

«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore». (Gv 10,1-2.10-15)

Sono passati sette anni dall’ultimo tormentato Conclave del 2013 che si svolse nella Cappella Sistina, quando venne convocato a seguito della «rinuncia» di Sua Santità Benedetto XVI, avvenuta il 28 febbraio dello stesso anno.

Ecco il punto. Questi primi due versetti dell’evangelista Giovanni marcati in rosso alludono chiarissimamente all’elezione più discussa della storia della Chiesa, al Conclave del 12 / 13 marzo 2013. Poiché per la grave irregolarità e invalidità si sospetta essere stato pilotato: intento cospirativo.

Uno dei membri elettori e regista del Gruppo di San Gallo che portò Jorge Maria/o Bergoglio a salire sul Soglio Pontificio dopo cinque scrutini (vedi: mafia di San Gallo; il giallo del doppio nome di papa Francesco*), fu il card. Achille Silvestrini: una figura chiave. Amico di Sergio Matteralla, di Romano Prodi, del cardinale Parolin e morto nel giorno di un falso ed infausto trionfo italiano, quando il suo pupillo” Giuseppe Conte inaugurava il Conte bis, ossia: il 66mo governo della Repubblica Italiana. Era il 29 agosto 2019.

«Chi combina le combinazioni?» (Padre Pio)

Luciano Mirigliano

 

« I bambini sono innocenti e amano la giustizia,
mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia. »
Gilbert Keith Chesterton
.
Viviamo un momento di lotta, da cui nessuno deve disertare, poiché ciascuno ha comunque almeno una delle tre armi: la preghiera, la parola, la penna.  E restare in pace:  “I miti possederanno la terra”. (Card. Carlo Caffarra)
.
«LE 7 ERESIE DI FRANCESCO»
.
« Ci riferiamo alle proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni – come già descritto – ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime.
Pertanto, in quest’ora critica, ci rivolgiamo alla cathedra veritatis, la Chiesa Romana, che per legge divina ha preminenza su tutte le Chiese e della quale siamo e intendiamo rimanere sempre figli leali. Rispettosamente insistiamo affinché Vostra Santità pubblicamente rigetti queste proposizioni, compiendo così il mandato di Nostro Signore Gesù Cristo dato a Pietro e attraverso di lui a tutti i suoi successori fino alla fine del mondo: «Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
 
«La lettera […] afferma che il Papa, con la sua esortazione apostolica Amoris laetitia e con altre parole, atti e omissioni, ha sostenuto efficacemente 7 posizioni eretiche sul matrimonio, sulla vita morale e sull’accoglienza dei sacramenti. […]
La legge ecclesiale richiede che le persone competenti non rimangano in silenzio quando i pastori della Chiesa stanno ingannando il gregge. […] La lettera mostra come Luther, il fondatore del protestantesimo, aveva idee sul matrimonio, il divorzio, il perdono e la legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso per parola, azione e omissione.»
.
IL SANGUE VERSATO 
PER L’INDISSOLUBILITÀ DEL MATRIMONIO 
.
– SAN GIOVANNI FISHER E SAN TOMMASO MORO –
 

     «Giovanni Fisher e Tommaso Moro furono giustiziati e, cogliendo la palma d’un glorioso martirio, volarono dalla prigione terrena ai gaudi dell’eterna beatitudine. Con san Giovanni Battista, essi sono i martiri dell’indissolubilità del matrimonio come non mancò di affermare Pio XI in occasione della loro canonizzazione: essi morirono perché non desistettero di “illustrare, provare e difendere coraggiosamente la santità del casto connubio”. »

«La sentenza venne eseguita alle 10 del 22 giugno 1535 nella Torre di Londra: la sua testa rimase esposta all’ingresso del ponte di Londra fino al 6 luglio, quando venne gettata nel Tamigi e sostituita da quella di Tommaso Moro, che nella sua autodifesa, dopo la condanna a morte, disse che la vera causa della sua accusa di tradimento era stato il rifiuto di accettare l’annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina. »

   «Prima di morire, mentre nella torre di Londra Fisher meditava sull’incredibile cambiamento di scena avvenuto in Inghilterra negli ultimi 10 anni. “Guai a noi – scrisse nel suo libro sulla necessità della preghiera – che siamo nati in questi tempi maledetti, tempi – e lo dico piangendo – in cui chiunque abbia il minimo zelo per la gloria di Dio [… ] sarà mosso al pianto vedendo che tutto va alla rovescia, il bell’ordine delle virtù è capovolto, la luce splendente della vita è estinta, e della Chiesa non è rimasto nulla se non palese iniquità e falsa santità. La luce del buon esempio è spenta in coloro che dovrebbero brillare come lucerne in tutto il mondo […]. Purtroppo da loro non viene alcuna luce, ma solo tenebre oscure e inganno pestilenziale per cui innumerevoli anime si perdono”. Queste parole erano indirizzate anzitutto ai vescovi che, mancando gravemente al loro dovere di pascere il gregge di Cristo, invece di opporsi, con l’esempio e la predicazione, alla tirannia di Enrico, avevano tristemente cooperato all’apostasia con il loro silenzio colpevole. »
   «San Tommaso Moro, nella stessa prigione e nel medesimo tempo, scriveva il suo “De tristitia Christi”, la sua opera sull’infinito amore e l’inesausta misericordia di Dio. Anche lui, riflettendo sull’apostasia dei vescovi inglesi, scriveva: “Se un vescovo è sopraffatto da uno stupido sonno che gli impedisce di compiere il suo dovere di pastore delle anime – come il capitano pauroso di una nave che, atterrito dalla tempesta, si nasconde e abbandona l’imbarcazione alle onde – se un vescovo agisce in questo modo, io non esito a paragonare la sua tristezza a quella che conduce all’inferno. Anzi, la considero assai peggiore poiché tale tristezza in questioni religiose sembra derivare da una mente che dispera dell’aiuto di Dio”. »
«Lo scisma anglicano è fondato su un divorzio. Se l’indissolubilità del matrimonio venisse negata, occorrerebbe per logica revocare la scomunica di Enrico VIII e a tutta la chiesa anglicana da lui fondata. Ma rimarrebbe il sangue dei martiri di quell’indissolubilità a testimoniare che il matrimonio è di diritto divino e  nessuno, neppure “la Chiesa ha su di esso alcun potere”  .. »
   «L’indissolubilità del matrimonio è nell’ora attuale al centro di un acceso dibattito. Memori di ciò che avvenne nel XVI secolo in Inghilterra, non ci stupiremo di trovare nella Chiesa vescovi pavidi e pronti alla resa. Confidiamo che la divina Provvidenza susciti miracolosamente anime generose, pronte a difendere i diritti di Dio, vescovi e laici emuli di san Giovanni Fisher e Tommaso Moro. Ma soprattutto speriamo che, nello scenario decadente che è sotto i nostri occhi, non ci tocchi la cattiva sorte di trovare nelle gerarchie ecclesiastiche qualche novello Erode o Enrico VIII: quod Deus avertat!» (di Cristiana de Magistris).
I FALSI DOTTORI

«Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.» (1 Timoteo 4, 1-2)
«O Dio, chi è simile a te? Non tacere e non trattenerti, o Dio: poiché, ecco, i tuoi nemici hanno suonato l’allarme e quanti ti odiano hanno alzato il capo. Sul tuo popolo hanno tenuto consiglio con ostilità e hanno pensato contro i tuoi santi. […] Poiché hanno pensato in modo unanime, insieme hanno stretto alleanza contro di te […] tutti i loro capi, che hanno detto: «Prendiamo in possesso il Santuario di Dio» (dal Sal 82).
«La sola Croce è quella che fa conoscere se veramente si ama il Signore.
Però la Croce portata con pazienza e rassegnazione,
perché dove c’è pazienza e rassegnazione nelle croci c’è Vita divina
».
(Gesù a Luisa Piccarreta)
.
QUANDO SI CHIEDE OBBEDIENZA 
PER TRADIRE LA VERITÀ
.
Il riportare tutto in materia di fede all’ubbidienza può essere un modo come un altro di dire che si disprezza la verità. E ciò significa mancare all’ubbidienza più profonda che è quella dello Spirito”. (Henri-Marie Cardinal De Lubac)
.
SAN PAOLO 
APOSTOLO DELLE GENTI
.
« Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.» (2 Tes 2, 3-12 )
.
* P.S. L’articolo segnalato non è più disponibile. Per quale motivo? La neo censura forse ha cancellato ogni traccia? Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Così il giallo del “doppio nome” di papa Francesco si infittisce. Cresce il sospetto sulla sua vera identità cambiata a ridosso dell’elezione. Jorge Mario pare si chiamasse addirittura «José Maria Bergoglio». Sia all’estero che in Italia gli indizi sono forti. La domanda tuttavia nasce spontanea: come mai un cardinale di Santa Romana Chiesa “eletto” papa si fa sostituire i nomi di «José Maria» in Jorge Mario? Che bisogno c’era? “Giuseppe Maria” sono considerati nomi sacri e importantissimi, rappresentano i custodi della Sacra Famiglia. Ai posteri l’ardua sentenza.
APOCALISSE

«PANDEMIA O APOSTASIA? LO SCONTRO FINALE DELL’APOCALISSE. LA MASSONERIA»

Pubblicato il

Il numero della Bestia: 666.

Milano, 17 giugno 1989 (Sabato)
.
«Figli prediletti, comprendete ora il disegno della vostra Mamma Celeste, la Donna vestita di sole, che combatte, con la sua schiera, nella grande lotta contro tutte le forze del male, per ottenere la sua vittoria, nella perfetta glorificazione della Santissima Trinità. Con Me combattete, piccoli figli, contro il Drago, che cerca di portare tutta l’umanità contro Dio. Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia nera, la massoneria, che vuole condurre le anime alla perdizione. Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia simile a un agnello, la massoneria infiltrata all’interno della vita ecclesiale per distruggere Cristo e la sua Chiesa. Per raggiungere questo scopo essa vuole costruire un nuovo idolo, cioè un falso Cristo ed una falsa Chiesa.
.
– La massoneria ecclesiastica riceve ordini e potere dalle varie Logge massoniche ed opera per condurre segretamente tutti a fare parte di queste sette segrete.
.
Così sollecita gli ambiziosi con la prospettiva di facili carriere; ricolma di beni gli affamati di denaro; aiuta i suoi membri a primeggiare e ad occupare i posti più importanti, mentre emargina, in maniera subdola, ma decisa, tutti coloro che si rifiutano di partecipare al suo disegno. Infatti la bestia simile a un agnello esercita tutto il potere della prima bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la prima bestia. Addirittura la massoneria ecclesiastica giunge fino a costruire una statua in onore della bestia e costringe tutti ad adorare questa statua.
.
– Ma, secondo il primo comandamento della santa legge del Signore, solo Dio si deve adorare e a Lui solo deve essere data ogni forma di culto.
.
Allora si sostituisce Dio con un idolo potente, forte, dominatore. Un idolo così potente, da far mettere a morte tutti coloro che non adorano la statua della bestia. Un idolo così forte e dominatore, da fare sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e che nessuno può comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Questo grande idolo, costruito per essere da tutti adorato e servito, come vi ho già rivelato nel precedente messaggio, è un falso Cristo e una falsa Chiesa. Ma qual è il suo nome?
.
– Al capitolo 13 dell’Apocalisse è scritto: “Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: esso rappresenta un nome di un uomo. E tale cifra è 666 (seicentosessantasei)” .
.
Con l’intelligenza, illuminata dalla luce della divina Sapienza, si riesce a decifrare dal numero 666 il nome di un uomo e questo nome, indicato da tale numero, è quello dell’Anticristo. Lucifero, il serpente antico, il diavolo o Satana, il dragone rosso diventa, in questi ultimi tempi, l’anticristo. Già l’apostolo Giovanni affermava che chiunque nega che Gesù Cristo è Dio, costui è l’anticristo. La statua o l’idolo, costruito in onore della bestia, per essere adorato da tutti gli uomini è l’Anticristo. Calcolate ora il suo numero 666, per comprendere come indichi il nome di un uomo. Il numero 333 indica la Divinità. Lucifero si ribella a Dio per superbia, perché vuole mettersi al di sopra di Dio.
.
Il 333 è il numero che indica il mistero di Dio. Colui che vuole mettersi al di sopra di Dio porta il segno di 666, pertanto questo numero indica il nome di Lucifero, Satana, cioè di colui che si mette contro Cristo, dell’anticristo. Il 333, indicato una volta, cioè per 1, esprime il mistero dell’unità di Dio. Il 333, indicato due volte, cioè per 2, indica le due nature, quella divina e quella umana, unite nella Persona divina di Gesù Cristo. Il 333, indicato tre volte, cioè per 3, indica il mistero delle Tre Persone divine, cioè esprime il mistero della Santissima Trinità. Allora il numero 333, espresso una, due e tre volte, esprime i misteri principali della fede cattolica, che sono:
.
1°: l’unità e la Trinità di Dio;
2°: l’incarnazione, la passione, la morte e la resurrezione di nostro signore Gesù Cristo.
Se il 333 è il numero che indica la Divinità, colui che vuole mettersi al di sopra dello stesso Dio viene indicato col numero 666.
.
Il 666, indicato una volta, cioè per 1, esprime l’anno 666, seicentosessantasei.
.
In questo periodo storico, l’Anticristo si manifesta attraverso il fenomeno dell’Islam, che nega direttamente il mistero della divina Trinità e la divinità di nostro Signore Gesù Cristo. L’islamismo, con la sua forza militare, si scatena ovunque, distruggendo tutte le antiche comunità cristiane, invade l’Europa e solo per un mio materno e straordinario intervento, sollecitato fortemente dal Santo Padre, non riesce a distruggere completamente la Cristianità.
.
Il 666, indicato due volte, cioè per 2, esprime l’anno 1332, milletrecentotrentadue.
In questo periodo storico, l’Anticristo, si manifesta con un radicale attacco alla fede nella Parola di Dio. Attraverso i filosofi, che iniziano a dare esclusivo valore alla scienza e poi alla ragione, si tende gradualmente a costituire unico criterio di verità la sola intelligenza umana. Nascono i grandi errori filosofici, che continuano nei secoli fino ai vostri giorni.
.
L’importanza esagerata data alla ragione, come criterio esclusivo di verità, porta necessariamente alla distruzione della fede nella Parola di Dio. Infatti, con la riforma protestante si rifiuta la Tradizione come fonte della divina Rivelazione e si accetta solo la Sacra Scrittura.  Ma anche questa deve essere interpretata per mezzo della ragione, e si rifiuta ostinatamente il Magistero autentico della Chiesa gerarchica, a cui Cristo ha affidato da custodire il deposito della fede. Ciascuno è libero di leggere e di comprendere la sacra Scrittura, secondo la sua personale interpretazione. In questa maniera la fede nella Parola di Dio viene distrutta. Opera dell’Anticristo, in questo periodo storico, è la divisione della Chiesa, la conseguente formazione di nuove e numerose confessioni cristiane, che gradualmente vengono sospinte ad una perdita sempre più estesa della vera fede nella Parola di Dio.
.
Il 666, indicato tre volte, cioè per 3, esprime l’anno 1998, millenovecentonovantotto.
.
In questo periodo storico, la massoneria, aiutata da quella ecclesiastica, riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da mettere al posto di Cristo e della sua Chiesa. Un falso Cristo e una falsa Chiesa. Pertanto la statua costruita in onore della prima bestia, per essere adorata da tutti gli abitanti della terra e che segnerà del suo marchio tutti coloro che vorranno comprare o vendere è quella dell’Anticristo. Siete così giunti al vertice della purificazione, della grande tribolazione e della apostasia.
.
L’apostasia sarà ormai generalizzata perché quasi tutti seguiranno il falso Cristo e la falsa Chiesa. Allora sarà aperta la porta per la comparsa dell’uomo o della persona stessa dell’Anticristo! Ecco, figli prediletti, perché vi ho voluto illuminare sulle pagine della Apocalisse, che si riferiscono ai tempi che vivete. Per prepararvi con Me alla parte più dolorosa e decisiva della grande lotta che si sta combattendo fra la vostra Mamma Celeste e tutte le forze del male che si sono scatenate.
Coraggio! Siate forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni, di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sopportando ostilità, lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge, che ha il compito di combattere e di vincere alla fine la forza potente dell’anticristo.
.
Tutti vi formo, vi difendo e vi benedico».
.
Ai Sacerdoti figli prediletti della Madonna
Scritti di Don Stefano Gobbi
.
Quasi venti Cardinali e oltre centocinquanta Vescovi, più di cinquanta mila Sacerdoti e Religiosi, hanno seguito il Movimento Sacerdotale Mariano, ricevendo attraverso il libro che contiene i messaggi, insegnamenti preziosissimi dalla Madre di Dio, in questo devastante attacco della Massoneria ecclesiastica alla sana dottrina della Chiesa ed ai Sacramenti, specialmente all’Eucaristia. Diversi vescovi hanno dato il loro Imprimatur a questo libro. Troverete questi messaggi della Madonna rivelati attraverso Don Stefano Gobbi una somiglianza con gli scritti di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Santa Therese di Gesù Bambino (Luisa Piccarreta – ndr) ed ai messaggi della Nostra Signora di Fatima, con la dolcezza che soltanto la Madre di Dio, e la Madre di ognuno di noi, potrebbe comunicare a quelli aperti alle carezze della Nostra Signora!
.
“Il Papa polacco aveva indicato a Don Stefano Gobbi il modo per contattarlo direttamente, rivolgendosi a nome suo al Segretario mons. Stanislaw Dziwisz. … Un giorno Papa Giovanni Paolo II gli disse (a Don Stefano Gobbi), puntandogli il dito: “Tu sei parroco di tutto il mondo”. (…) Il 1° luglio (2011), solennità del Sacro Cuore di Gesù, il cardinal Ivan Dias trovandosi con il Santo Padre, lo ha informato della morte di don Stefano e della santa Messa celebrata il giorno precedente a Collevalenza. Papa Benedetto XVI dopo un breve istante di silenzio pronunciò queste parole: “è andato dritto in Cielo”. (“Parroco di Tutto il Mondo – Biografia di Don Stefano Gobbi”, di Mariadele Tavazzi; Edizioni San Paolo, 2015; pp. 181, 200).
APOCALISSE

«NEL CALCAGNO DI MARIA»

Pubblicato il

 

Gli apostoli dei primi tempi:

 

3Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; 4ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, 5nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; 7con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; 9sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; 10afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

Sfoghi e avvertimenti

11La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi, e il nostro cuore si è tutto aperto per voi. 12Non siete davvero allo stretto in noi; è nei vostri cuori invece che siete allo stretto. 13Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, aprite anche voi il vostro cuore!

14Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? 15Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? 16Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò
e sarò il loro Dio,
ed essi saranno il mio popolo.
17Perciò uscite di mezzo a loro
e riparatevi, dice il Signore,
non toccate nulla d’impuro.
E io vi accoglierò,
18e sarò per voi come un padre,
e voi mi sarete come figli e figlie,
dice il Signore onnipotente.

(2Cor 6, 3-18)

 

Gli apostoli degli ultimi tempi:

 

«Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3, 15).

54. Dio non ha posto solo una inimicizia, ma più «inimicizie»; cioè non solo tra Maria e il demonio, ma tra la stirpe della Santa Vergine e la stirpe del demonio; Dio ha posto inimicizie, antipatie e odi segreti tra i veri figli e servi della Santa Vergine e i figli e schiavi del demonio; essi non si amano affatto e non c’è alcuna intesa tra loro. I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo (poiché è la stessa cosa), finora hanno sempre perseguitato e perseguiteranno più che mai quelli e quelle che appartengono alla Santissima Vergine, come un tempo Caino ha perseguitato il fratello Abele, ed Esaù il fratello Giacobbe, che sono le figure dei reprobi e dei predestinati. Ma l’umile Maria riporterà sempre vittoria su questo orgoglioso, e una vittoria così grande che arriverà fino a schiacciargli la testa, sede del suo orgoglio; ella smaschererà sempre la sua malizia di serpente; ne sventerà le trame infernali, ne vanificherà i consigli diabolici e proteggerà sino alla fine dei tempi i fedeli servi dai suoi crudeli artigli.

Ma il potere di Maria su tutti i demoni splenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana le insidierà il calcagno, cioè i suoi umili schiavi e i suoi poveri figli che ella susciterà per muovergli guerra. Essi saranno piccoli e poveri agli occhi del mondo, e in basso rispetto a tutti come il calcagno, calpestati e perseguitati come il calcagno rispetto alle altre membra del corpo; in cambio però saranno ricchi della grazia di Dio, che Maria distribuirà loro in abbondanza; saranno grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori a ogni creatura per il loro zelo coraggioso, e così fortemente sostenuti dall’aiuto divino che con l’umiltà del loro calcagno, in unione a Maria, schiacceranno la testa del demonio e faranno trionfare Gesù Cristo.

55. Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia ora più conosciuta, amata, e onorata di quanto lo sia stata in passato: cosa che sicuramente avverrà, se i predestinati entreranno, con la grazia e la luce dello Spirito Santo, nella pratica interiore e perfetta che farò loro scoprire in seguito. Allora, per quanto la fede lo permetta, vedranno con chiarezza questa bella stella del mare e con la sua guida arriveranno a buon porto, nonostante le tempeste e i pirati; conosceranno le grandezze di questa sovrana e si consacreranno interamente al suo servizio, come suoi sudditi e schiavi d’amore; ne gusteranno le dolcezze e le materne bontà e l’ameranno teneramente come suoi figli prediletti; conosceranno le misericordie di cui ella è ricolma e i bisogni che hanno del suo aiuto; per ogni cosa ricorreranno a lei come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù Cristo; sapranno che è lei il mezzo più sicuro, più facile, più breve e perfetto per andare a Gesù Cristo, e si consegneranno a lei corpo e anima, senza riserva, per appartenere nello stesso modo a Gesù Cristo.

56. Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria? Saranno fuoco ardente, ministri del Signore che metteranno ovunque il fuoco dell’amore divino.

Saranno «come frecce in mano a un eroe» (Sal 127, 4), cioè frecce acute nella mano della potente Maria per trafiggere i suoi nemici.

Saranno figli di Levi, ben purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio, i quali porteranno l’oro dell’amore nel cuore, l’incenso della preghiera nello spirito e la mirra della mortificazione nel corpo, e saranno ovunque il buon profumo di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e orgogliosi mondani.

57. Saranno nubi tonanti e volanti nel cielo al minimo soffio dello Spirito Santo, senza attaccarsi a nulla, né stupirsi di nulla, senza spaventarsi né mettersi in pena per nulla: spargeranno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il demonio e i suoi seguaci, e con la spada a doppio taglio della parola di Dio trafiggeranno da parte a parte, per la vita o per la morte, tutti coloro ai quali saranno inviati dall’Altissimo.

58. Saranno veri apostoli degli ultimi tempi, ai quali il Signore delle virtù darà la parola e la forza per operare meraviglie e riportare gloriose vittorie sui suoi nemici; dormiranno senza oro né argento e, ciò che più conta, senza preoccupazioni, tra gli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici; e tuttavia avranno le ali argentate della colomba, per andare con la pura intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, dove lo Spirito Santo li chiamerà; e non lasceranno dietro di sé, nei luoghi dove avranno predicato, che l’oro della carità, che è il compimento di tutta la legge.

59. Infine, noi sappiamo che saranno veri discepoli di Gesù Cristo, che seguendo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo le massime del mondo; senza preoccupazioni e senza soggezione di nessuno, senza risparmiare, né ascoltare, né temere alcun mortale, per quanto potente. Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; porteranno sulle loro spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona del rosario nella sinistra, i santi nomi di Gesù e di Maria sul loro cuore, la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta.

Ecco i grandi uomini che verranno, e che Maria formerà per ordine dell’Altissimo, per estendere il suo impero su quello degli empi, idolatri e musulmani. Ma quando e come avverrà tutto questo? Dio solo lo sa: noi dobbiamo tacere, pregare, sospirare e aspettare: «Ho sperato, ho sperato nel Signore» (Sal 40, 2).

 

[SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT – TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA]

Chiesa Cattolica

«Pio XII: Consacrazione del mondo e della Chiesa al Cuore Immacolato di Maria»

Pubblicato il

Papa Pio XII

Nel corso del suo Radiomessaggio ai pellegrini di Fatima del 30 ottobre 1942, Pio XII consacra il mondo e la Chiesa al Cuore Immacolato di Maria, sicuro che Lei aiuterà il mondo a liberarsi dalle discordie, dall’odio e dalle iniquità che lo affliggono e proteggerà la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, contro le persecuzioni di cui è oggetto e che le causano sanguinose sofferenza:

“Regina del Santissimo Rosario, ausilio dei cristiani, rifugio del genere umano, vincitrice di tutte le battaglie di Dio! Supplici ci prostriamo al vostro trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere grazie e opportuno aiuto a difesa delle presenti calamità, non per i nostri meriti, dei quali non presumiamo, ma unicamente per l’immensa bontà del vostro materno Cuore.

A voi, al vostro Cuore Immacolato, Noi, quale Padre comune della grande Famiglia cristiana, come Vicario di Colui al quale fu dato ogni potere in cielo e in terra e dal quale ricevemmo la cura di quante anime redente col suo sangue popolano l’universo mondo, a voi, al vostro immacolato Cuore, in quest’ora tragica della storia umana, affidiamo, rimettiamo, consacriamo non solo la santa Chiesa, Corpo Mistico del vostro Gesù, che soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribolata, ma anche tutto il mondo straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima delle proprie iniquità”.

Preghiamo instancabilmente, nella adorabile Divina Volontà per il mondo intero. Per tutta l’umanità. Ma in modo particolare per la Chiesa e l’Italia. Siamo giunti alla fine dei tempi (cfr. Mt 24,32).

L’Amazzonia brucia: “Vediamo la vita che si spegne”. È forse un segno che il Cielo invia alla terra, al prossimo Sinodo dell’Amazzonia voluto da Bergoglio ?

Oremus!

 

Chiesa Cattolica

Programma

Pubblicato il

Luisa Piccarreta – Seminario a Heroldsbach

.________.________.

Heroldsbach. Luogo di apparizioni.

Il prodigio solare (8 dicembre 1949 – Festa dell’Immacolata Concezione)

Il parroco di Heroldsbach, Johannes Gailer, così scrive nella sua relazione: «Il giorno 8 dicembre 1949 avevo tenuto una processione: al ritorno vidi assembrate alcune migliaia di persone che guardavano stupite verso il cielo e richiamavano la mia attenzione verso il sole; quando anch’io guardai vidi infatti il disco solare compiere alcuni movimenti come volesse calare sulla Terra, per poi ritornare nella sua posizione iniziale. Quest’impossibile spostamento mi fu del tutto inspiegabile in termini “naturali”. Notai intorno al sole, mentre stava “per calare”, una larga corona di rose. Invece Antonie Saam vide nel sole la Madre di Dio con il Bambino tra le braccia. Il prodigio durò circa mezz’ora. Eravamo cinque sacerdoti presenti al fenomeno. Finché vivrò non potrò mai dimenticare questo giorno».

Dopo l’avvenimento soprannaturale le veggenti, interrogate individualmente, attestarono tutte la stessa cosa, cioè che erano state testimoni di un’apparizione della Madonna nel sole roteante e calante; contemporaneamente le bambine sentirono dire: «Questo l’ho fatto affinché quelli che non credono, credano!». Nello stesso giorno l’arcivescovo di Bamberg manifestò anch’egli una posizione positiva riguardo ai fenomeni avvenuti.

Apostasia

«Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».

Pubblicato il

Caro Sant’Alfonso,

nel giorno in cui la Chiesa fa memoria delle tue virtù e ti ringrazia per ciò che hai fatto per tante anime che hai contribuito a salvare, ti scrivo queste righe piene di amarezza e di tristezza. Devi sapere che nella Chiesa, che tu hai tanto amato e servito, le cose non vanno bene. Ma di certo tu lo sai, perché in Dio tu sai tutto. Già al tuo tempo un cardinale ti chiese consiglio per eleggere il successore di Pietro.
Perciò, ti chiedo di intercedere per la Chiesa in questo momento di buio, ove regnano smarrimento e confusione.

Al cardinale Castelli tu hai scritto che:

1) abbiamo bisogno di “orazioni e grandi orazioni”. Prega Dio che ci faccia pregare e amare la preghiera più di ogni altra cosa;
2) abbiamo bisogno del “braccio onnipotente di Dio” per “sollevare la Chiesa dallo stato di rilassamento e confusione”; chiedigli che si affretti a venire il suo Regno;
3) abbiamo bisogno di un Papa “distaccato da ogni partito e rispetto umano”;
4) abbiamo bisogno di “diligenza nell’eleggere i vescovi (da’ quali principalmente dipende il culto divino e la salute dell’anime)”.

Oltre a ciò ci hai ammonito che “le comunità religiose, quasi tutte e senza quasi, sono tutte rilassate; poiché nelle religioni, nella presente confusione delle cose, l’osservanza è mancata e l’ubbidienza è perduta”;
“nel clero secolare vi è di peggio: onde vi è necessità precisa di una riforma generale per tutti gli ecclesiastici, per indi dar riparo alla grande corruzione de’ costumi, che vi è né secolari”.

Perciò, o vescovo intrepido e zelante , ti chiedo di intercedere per la Chiesa in questo momento di prova, ove regna una morale perniciosa e mancanza di parresia evangelica.
Ti prego perché nessun pastore e nessun cristiano anteponga nulla alla salvezza delle anime!
Spero vorrai ascoltare la preghiera che ti rivolgo a nome di tanti miei fratelli.

Tuo fratello in Cristo
Francesco Maria Marino

(LETTERA ACCORATA A SANT’ALFONSO).
————————————————————-

 

Questa preghiera di grande respiro, unita al Santo Rosario, mentre sale e va all’Eterno Padre, all’unico Signore Iddio Uno e Trino indica anche il tempo dei dolori, il quale come fumo e caligine è entrato oramai nella Chiesa Cattolica Romana (cfr. Mt 24; Catechismo n. 675).

Gesù ha vinto il mondo, la stessa morte è stata ingoiata per la vittoria (cfr. 1Cor 15,54-57). Anche Lazzaro, quel suo grande amico, morto dopo giorni trascorsi nella malattia, “puzzava”, emanava “cattivo odore”.

Tuttavia però, mediante l’onnipotenza della sua adorabile Divina Volontà, da cadavere lo ha fatto risorgere a vita nova, il tre volte Santo. Colui che tutto può e nulla può contro di Lui.

Ebbene, su questa “roccia” teniamoci uniti e stretti. Rechiamoci a Lui con tale fede ardente insieme a quelle membra rimaste ancora sane, del suo corpo mistico.

PrendiamoGli la mano e presentiamoGli il caso, facciamo tutto il necessario affinché si compia “il miracolo” di resurrezione, così come hanno fatto nella fede Marta e Maria, prima di esser esaudite. InformiamoLo di tutto con la preghiera d’intercessione, della malattia del mondo, della Chiesa che, mentre giace, “puzza”.

Oramai cadavere.

Gli amici del Signore, dopo essere andati a chiamarLo lo hanno portato trepidanti innanzi al sepolcro, laddove, sotto gl’occhi attoniti, giaceva il corpo bendato di Lazzaro.

Sicché, con un prodigio della sua bontà lo ha rimesso dai piedi in “libertà” facendolo risorgere, Lui, il Maestro, mentre in lacrime sostava innanzi all’amico che amava e rianimava.

Così noi amici cari, fratelli e sorelle in Cristo. Dalle vostre case, da ogni angolo di luce di questa terra rimasta bendata nel sepolcro della volontà umana, buia e morta alla Grazia, a nome di un’umanità cadavere che già manda cattivo odore preghiamoLo tutti con fervore.

Adoriamo quel Messia che in fretta ritorna per l’ansia dei “migliori” a questa terra, su questo pianeta da cui era salito nell’alto dei Cieli per farlo risorgere alla vita nuova, in Lui.

Questa è l’ora.

Te lo chiediamo o Signore con le lacrime calde del cuore, spezzato ormai, affranto.

Siamo sfiniti, senza più forze, quasi atterrati e privi di te, morti dentro.

Vieni Signore Gesù, ritorna.

Questo è il tempo tanto atteso, l’ora segnalata dai secoli.

Maranatha, nella tua adorabile Divina Volontà.

 

Luciano Mirigliano

—————————–

 

Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».

All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s’è addormentato, guarirà». Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».

Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». (Gv 11, 1-44)

Apostasia

«Salvini? Il male minore. Semplicemente!»

Pubblicato il

Il 18 maggio 2019 il vicepremier Matteo Salvini durante un comizio in Piazza Duomo a Milano innanzi ad una folla gremita di sostenitori che ammiravano dal basso la presenza svettante della Madonnina slanciata sullo sfondo del cielo, ha proclamato queste parole.

Parole che hanno suonato forte ed al contempo hanno inneggiato come una preghiera di consacrazione. Un vero e proprio atto di affidamento laico rivolto innanzitutto al quell’agognato trionfo di Maria Santissima che tutti attendiamo oramai sullo scatenarsi ultimo del male. Parole vive arrivate sin alla corte celeste dei santi intercessori:

«Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa: a San Benedetto da Norcia, a Santa Brigida di Svezia, a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce.

Ci affidiamo a loro. E affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli.

E io personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita al Cuore Immacolato di Maria che son sicuro ci porterà alla vittoriaperché questa piazza, questa Italia, questa Europa sono simbolo di mamme, papà, uomini e donne che col sorriso, con coraggio, con determinazione vogliono la convivenza pacifica, danno rispetto ma chiedono rispetto. E io vi ringrazio amici e fratelli dal profondo del cuore perché stiamo scrivendo la storia».

Questo non sembra affatto il mero discorso di un giovane politico interessato a scalare le vette del successo mondano. Ma piuttosto l’ardente esortazione di un vero pastore alla Davide che ha a cuore la sorte del proprio gregge insidiato purtroppo da moltissimi nemici e pericoli. Innanzitutto dall’attacco di quei lupi famelici travestiti da agnello infiltratisi nel nostro paese, nell’Ovile Santo di questa grande nazione dalle radici mariane, ma che ha saputo smascherare finalmente sulla pubblica piazza. Questa è già una grande vittoria, ancor prima di quella elettorale. Verso quella decisiva!

Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». (Mt 21,31)

Salvini invoca Dio, timorato si rivolge alla Madonna per chiederLe protezione, tiene il Rosario in tasca e lo mostra con fierezza cristiana anziché demolirlo, fa davvero un’opera di grande testimonianza della fede e di evangelizzazione. Ciò che non fanno più a Roma coloro che si dicono ministri di Cristo. Questo piccolo Davide si è fatto pian piano le ossa da sé, è cresciuto militando con le proprie idee ed è andato avanti fino ad arrivare laddove è arrivato. Con fiducia senza stampelle, bensì con le proprie gambe. Nessun “conclave” lo ha piazzato lì dove sta. Per servire altri padroni, altre volontà.

Questo è il punto. Padre Pio, se fosse stato fisicamente vivo tra noi in questo momento storico, particolare dell’Italia e delle nazioni d’Europa, avrebbe scelto senz’altro Matteo Salvini per il voto alle prossime elezioni europee, non perché questi sia un santo, tutt’altro.

Ma piuttosto perché è il male minore, il migliore tra quelle personalità politiche disponibili adesso. Semplicemente!

Sì. Matteo Salvini è certamente il male minore. Il miglior futuro possibile per la “vecchia” Europa che sta crollando a pezzi.

Infatti sono ore di forte concitazione per la Terra di Mezzo come direbbe J. Tolkien. E il piccolo Matteo sembra davvero rivestire i panni di quel piccolo padron Frodo del Signore degli Anelli quando da solo si fa carico d’una grande missione di “salvataggio”, come soltanto i veri piccoli sanno fare. Quella di portare a Mordor l’“anello del potere” di tutti i mali, ossia la volontà umana ribelle, quella dei grandi della terra assetati di potere. Per gettarlo nello stagno di fuoco e liberarla dal suo dominio e dall’invasione.

Se serve, per voi, per l’Italia e per i miei figli, io do la vita. Non mi fermo davanti a niente e a nessuno. È un impegno d’onore […] con la consapevolezza di essere nel giusto”. (M. Salvini)

Lo ha proclamato. Sarà vero, sarà falso? Lo ha detto, tuttavia. Questo è sufficiente per ricordare a noi le parole più importanti pronunciate dall’unico grande Maestro, Gesù: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando”. (Gv 15,12-14)

Il piccolo Matteo è senz’altro preferibile a molti altri che hanno invece infangato e tradito quei valori assolutamente non negoziabili, appartenenti non ad una semplice bandiera. Ma piuttosto ad un intero continente che affonda le proprie radici nei veri insegnamenti cristiani di una Europa antica, ma sempre nuova, santa il cui capo mostra chiaramente un simbolo importantissimo: “una corona di dodici stelle”. Essa infatti si rifà alla “Medaglietta miracolosa” di Parigi. Poiché la bandiera è arrivata all’adozione proprio l’8 dicembre del 1955, giorno dell’Immacolata Concezione.

È una coincidenza? No, niente affatto! Nulla accade a caso, giacché non si muove foglia che Dio non voglia.

Ecco perché questo tempo reclama attenzione, la discesa in campo con forza ed autorevolezza di alcune tra le più potenti profezie riconosciute dalla stessa Chiesa. Una in particolare, quella del Papa eretico (cfr. Papa Onorio I scomunicato – 625-638).

In un inquietante episodio descritto dal veggente delle Tre Fontane Bruno Cornacchiola in data 21 settembre 1988, si legge così:

“Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta a un ammasso di rovine”.

Anche in altri avvenimenti soprannaturali di quest’epoca moderna si affrontano temi apocalittici. Dall’apparizione della Madonna alla Salette, in Francia, alla celebre visione di papa Leone XIII passando da quelle di Heroldsbach del 1949, che, rievocando Fatima, giungono fino alle future lacrime di sangue della Madonna di Civitavecchia.

Un Papa che “nega ogni verità di fede e si mette al posto di Dio” ?

Le nostre Sacre Scritture richiamano addirittura questa possibilità ufficiale non più remota, sottoscritta dallo stesso Giovanni Paolo II e dal cardinale Ratzinger, quindi non più opinabile, ma piuttosto seria e contenuta esattamente nel cap. 675 del Catechismo della Chiesa cattolica:

Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘Mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”.

Le premure materne della Madre di Dio sotto il titolo di “Vergine della Rivelazione” si concentrano dolorosamente sugli eventi drammatici del futuro prossimo concernenti la Chiesa e il papato: Roma.

Ecco il cuore del “messaggio” trasmesso a Cornacchiola. Esso conferma il Catechismo e viceversa, poiché riguarda in modo speciale la minaccia dell’apostasia dilagante e dell’eresia a partire dai vertici della Santa Romana Chiesa che ha perso la fede:

Figli miei, la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie e di errori […]. La dottrina della Chiesa è di Cristo […]. Non cambiate la dottrina, ma cambiate i vostri cuori a vivere essa dottrina per la salvezza vostra e del prossimo”.

L’ira di Satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla Terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balìa del mondo”.

L’Eucaristia sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di Mio Figlio. False ideologie e teologie!

Perché votare Salvini? Questa seguente frase della “Vergine della Rivelazione” più d’ogni altra ci spiega il saggio motivo per il quale occorre aderire alle idee politiche del piccolo Matteo: “Ma perché gli uomini responsabili non vedono l’invasione dell’Islam in Europa?

Voto Salvini: perché San Pio da Pietrelcina non avrebbe mai accettato una Chiesa ridotta in ginocchio davanti ai poteri forti del mondo, alla massoneria che impone una falsa filantropia, ossia l’immigrazione mussulmana massiccia nelle nostre terre per sradicarne l’identità cristiana, mettendo in tal modo l’Europa nelle mani dei tagliagola jihadista. Una Chiesa intenta ad abbassarsi a lavare i piedi addirittura ad una religione sanguinaria come l’Islam definendola invece: “una religione di pace”. Una Chiesa sottomessa che afferma: “Il cristianesimo e l’islam hanno ‘la stessa radice’, musulmani e cristiani sono fratelli per la pace”. (Jorge Mario Bergoglio)

Non posso votare: “Il grande male”. Ossia il “nemico”, coloro che lo appoggiano e sostengono chi afferma: “Anche dentro la Santissima Trinità stanno tutti litigando a porte chiuse, mentre fuori l’immagine è di unità” (Jorge Mario Bergoglio).

Vado a votare Salvini: perché non potrò essere mai d’accordo con chi dice di non credere nel Dio cattolico e non s’inginocchia mai davanti al SS. Sacramento. Non posso votare costoro.

Vado a votare Salvini: perché non sono affatto convinto con chi afferma: “Ci benedica Dio: padre di tutti noi, padre di tutte le confessioni”. “Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente Volontà Divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi” (Jorge Mario Bergoglio).

Non posso votare costoro. Coloro che sostengono chi santifica l’eterico Lutero definendolo un farmaco per la Chiesa ed un vero riformatore; o chi dice che Giuda il traditore sia stato perdonato e salvato.

Voto Salvini: perché non voterei giammai chi appoggia idee anti cristiane indicando in Pannella, Bonino e Napolitano, modelli da imitare e innalzando addirittura questi due ultimi al rango di grandi d’Italia (Jorge Mario Bergoglio).

Emma Bonino è una che ha praticato migliaia di aborti con la pompa della bicicletta. Una militante radicale abortista, divorzista, nozze gay e pro-eutanasia. Questi sono i grandi d’Italia? Si salvi chi può!

Voto Salvini: perché non voterei mai chi dichiara tali eresie: “A noi tutti piace la madre terra perché è quella che ci ha dato la vita” (Jorge Mario Bergoglio).

Infine, vado a votare Salvini: perché baciando la corona del Rosario e mostrando il vero Vangelo mi ha fatto ricordare i Novissimi, ossia ciò che mi attende alla fine della vita: morte, giudizio, inferno e paradiso.

Queste elezioni sono un mero pretesto agli schieramenti che tra un po’ si affronteranno in un duello totale, “corpo a corpo”, “faccia a faccia”, frontale: tra i figli delle tenebre e quelli della luce, tra i figli di Dio e quelli del diavolo (cfr. Lc 12, 49-59).

Roma caput mundi, ago della bilancia dei popoli e delle nazioni, delle sorti dell’intero cosmo, del creato. Se nella Chiesa Cattolica sorgono conflitti, scandali e minacce alla fede, tutto il mondo va verso il declino. Guerre fratricide, scandali raccapriccianti di popoli contro popoli che si combattono a vicenda, le società umane entrano in conflitto con sé stesse, e arriva il caos.

Crolla la famiglia fondata sull’amore. La morale si distrugge a partire dalle fondamenta.

Eccola. Stiamo per giungere alla sintesi di tutte le sintesi, alla scelta finale che reclama con decisione da che parte stare.

Questa è l’intransigenza di Cristo che non ammette compromessi: “Chi non è con me, è contro di me.” (Lc 11,23)

Concludo con uno stralcio emblematico tratto dall’omelia di padre Edouard Coly, monaco benedettino e amico del card. Robert Sarah, proclamata durante la Santa Messa alla Casa della Divina Volontà il 23 aprile scorso, nell’anniversario di nascita della SdD Luisa Piccarreta:

«L’Europa deve svegliarsi perché dorme ancora. Il Signore l’ha adornata con molti santi, ma lei chiude gli occhi per non vedere. Gesù continua a piangere sull’Europa mentre piangeva su Gerusalemme. L’opera della Volontà Divina deve essere un risveglio per l’Europa. Finché l’Europa e il nostro mondo attuale non si rivolgono a Dio per la Sua Divina Volontà, l’Europa e il nostro mondo andranno alla deriva. Oggi tutto in questo mondo è liberalizzato. Satana e i suoi seguaci non dormono, lavorano notte e giorno, quindi che dire di noi figli di Dio? È tempo di svegliarsi, Dio ha bisogno di noi».

 

Fiat Voluntas Tua

Luciano Mirigliano

Chiesa Cattolica

Rinunce Battesimali – Preghiera di Liberazione

Pubblicato il

 

GRAPPOLO DI RINUNCE

Nel nome Santo di Gesù in virtù del mio battesimo io [dire il proprio nome] rinuncio a Satana, a tutte le sue opere, inganni, suggestioni e seduzioni, divisioni, distruzioni, vendette, comandi, e progetti sulla mia persona, la vita, la salute; gli affetti, le amicizie, il matrimonio e la procreazione, la famiglia, sugli studi e sugli esami, sul lavoro; sulla fede e la preghiera e credo in Gesù Cristo, mio unico Signore e salvatore, sapienza incarnata. Amen.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti gli spiriti di comunicazione satanica attraverso la mente e la medianità (attraverso il pensiero, lo sguardo, l’udito, la parola, la memoria, la spina dorsale, i gesti, atteggiamenti e i comportamenti, attraverso la televisione, i mass media, la Pranoterapia e tutte le discipline orientali: zen, Yoga e altre).

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i comandi satanici, diretti o indiretti.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i legami volontari e involontari, consapevoli o inconsapevoli con le sette e congregazioni sataniche, in specie con le sette nere.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad ogni legame medianico, occulto, mentale ipnotico e telepatico con maghi o altri emissari.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad ogni consacrazione, battesimo e matrimonio (satanico) generazionale.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutte le messe nere e sette nere; a tutte le offerte, consacrazioni o battesimi satanici; a tutti i matrimoni satanici celebrati dal mago [se lo si conosce, pronunciare il nome] e mi riconsegno e riconsacro allo Spirito Santo [ripetere quest’ultima frase 3 volte].

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti i sacrilegi, oltraggi e profanazioni contro Gesù Cristo, Maria, i Santi e i defunti compiuti contro di me.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a Lucifero spirito di malattia mentale, psichica e fisica (di perdita della memoria, oscuramento dell’intelligenza, incapacità di decisione, spirito di pazzia, di demenza, di violenza, di omicidio, di suicidio e morte).

Rinuncio in virtù del mio battesimo ai legami occulti sulla mia salute (sulla mia testa e il cervello, sulla nuca; sullo stomaco e sugli organi riproduttivi: sesso, utero e ovaie).

Rinuncio a tutti i riti magici, compiuti e ripetuti contro di me; rinuncio a tutti i demoni (Satana e Dan) chiamati con questi legami, riti e maledizioni ora e per sempre.

Rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito dell’alcool, di nicotina e di droga.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a Belzebul, spirito di divisione, di discordia e di separazione (in famiglia, in società, nelle amicizie, con i preti, ecc.) e di sessualità cattiva.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a ogni fattura di divisione e slegatura sugli affetti e il matrimonio; a Satana, Belzebul e Asmodeo; a tutti gli spiriti immondi di divisione, di discordia, separazione (tra me e …dire il nome della persona da cui si è stati separati); a tutti gli spiriti di Incomprensione, di impedimento alla visibilità dell’amore, di oscuramento della bellezza, agli spiriti di litigio, di inimicizia, di risentimento, di vendetta, di ira, di odio e di rottura di fidanzamento (o matrimonio).

Rinuncio in virtù del mio battesimo a ogni fattura d’amore, filtro e legatura a scopo di matrimonio, di piacere o di denaro; di unione, passione e attrazione sessuale; ad ogni fattura d’amore e maleficio di matrimonio per cui [N. e N, pronunciare i nomi dei soggetti coinvolti nella legatura] sono costretti ad amarsi, a cercarsi, invitarsi, a stare insieme, a mai litigare, né lasciarsi, ma solo a sposarsi.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici di odio, rancore, rabbia, vendetta, risentimento, persecuzione e non perdono.

Rinuncio in virtù del mio battesimo a Satana e a tutti gli spiriti di rito Woodoo (vudu) e di rito macumba – ora e per sempre (ripetere 3 volte).

Rinuncio in virtù del mio battesimo ai legami medianici e occulti con tutti i maghi [specificarne uno per uno, chiamandoli per nome, se i nomi sono conosciuti].

Rinuncio in virtù del mio battesimo a tutti gli spiriti – guida e di comando del mago [pronunciare il nome, se conosciuto].

Rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito di Magia, allo spirito della new age di occulto, di Spiritismo, di incantesimo, di Stregoneria, di Cartomanzia, di Divinazione, di comunicazione coi defunti, di premonizione, di precognizione e di chiaroveggenza.

Rinuncio in virtù del mio battesimo allo spirito di infestazione nei sogni, nelle visioni, nelle voci e nei rumori.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad Asmodeo, spirito di impurità ora e per sempre.

Rinuncio in virtù del mio battesimo ad Alimai e a tutti gli spiriti di sessualità cattiva e ad ogni perversione, sessuale e prostituzione.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici di angoscia e di paura, di tristezza e di disperazione, di solitudine, ansia e di depressione ora e per sempre.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici e maligni di oppressione, di frustrazione, delusione e depressione affettivo-sentimentale-sessuale. Rinuncio in particolare a Belfagor, demone meridiano.

Rinuncio in virtù del mio battesimo agli spiriti satanici, maligni e malefici di confusione mentale, affettiva e sentimentale.

Padre celeste, tu sei il mio rifugio e la mia roccia di salvezza. Tu sei saldamente in controllo di tutto ciò che accade nella mia vita. Io sono il tuo servo [la tua serva], e porto il tuo nome. Grazie, per avermi donato l’elmo della salvezza; la mia identità nel tuo figlio Gesù è sicura. Niente potrà mai separarmi dal tuo amore. Grazie, perché perdoni i miei peccati e cancelli la mia colpa. Io indosso ora la tua corazza della giustizia.

Spirito Santo ricerca dentro di me e porta alla luce ogni strategia delle tenebre che sia diretta contro di me. Io imbraccio lo scudo della fede per stare ben saldo/a nella Parola di Dio, che mi assicura che “il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1Gv 3,8).

Perciò Padre Santo, nel Nome glorioso del tuo Figlio unigenito, Gesù Cristo, per l’autorità che mi proviene dal mio battesimo, io:

RINUNCIO

a ogni opera del Maligno, di qualsiasi origine essa sia, occulta, medianica, o di stregoneria e con la fede che tu, Padre, mi hai donato, proclamo che ogni sua opera nella mia vita sia distrutta.

Gesù, mio Signore e Salvatore, tu hai trionfato su di lui nel deserto, sulla croce e nel sepolcro e con la tua gloriosa risurrezione lo hai vinto per sempre sigillando così la sua fine e il suo destino. In te, anch’io trionfo su di lui, con la potenza del tuo Santo Nome, davanti al quale: “ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, in terra e sotto terra” (Fil 2,10). 

Con la forza che mi proviene da te, o Signore, io resisto e mi oppongo a tutti gli sforzi del Maligno di opprimermi, affliggermi, o ingannarmi e voglio lottare energicamente contro il suo sforzo di rubarmi la gioia ed il frutto della mia salvezza. 

Con la potenza del tuo Preziosissimo Sangue versato per me sul calvario, io ti chiedo  di allontanare da me tutte le potenze delle tenebre che mi attaccano, o che mi circondano  e di ordinare loro di andarsene adesso da me, dove tu, o Signore, vorrai, affinché non tornino mai più.

Grazie, Signore Gesù”.

 

P.S. Da ripetere ogni qualvolta se ne sente il bisogno!

Chiesa Cattolica

«L’ira di Dio è vicina?!»

Pubblicato il

«Quello che devi fare fallo al più presto». (Gv 13,27)

 

Ricordiamo che prima di dannarsi l’anima e finire all’inferno, il Signore aveva richiamato con tanto amore Giuda alla sua vera misericordia, al pentimento ed alla conversione. Ma lui, ostinato com’era, anziché pentirsi la rifiutò con un atto di volontaria superbia, scegliendo in tal modo la giustizia divina piuttosto che l’amore misericordioso, poiché il demonio, dopo aver egli tradito e venduto il Maestro, ormai era entrato in lui a possederlo. Così insegna la vera dottrina, il Catechismo di Santa Romana Chiesa.

Annunzio del tradimento di Giuda:

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Dì, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «E’ colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». (Gv 13,21-27)

«Difatti è impossibile all’uomo, se non è spirituale, giudicare e intendere secondo ragione le cose di Dio. Quando le giudica secondo i sensi, non è spirituale. Così, anche se queste vengono a lui comunicate attraverso i sensi, non le comprende. Lo afferma san Paolo quando dice: Animalis haute homo non percepiti ea quae sunt spiritus Dei; stultitia enim est illi, et non potest intelligere, quia de spiritualibus examinatur. Spiritualis autem iudicat omnia: L’uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa (1Cor 2,14-15). Per uomo naturale s’intende qui colui che adopera solo i sensi; l’uomo spirituale è, invece, colui che non si lega e non si lascia guidare dai sensi. È quindi temerario osar trattare con Dio attraverso le comunicazioni soprannaturali e permettere ai sensi la libertà di farlo.» (San Giovanni della Croce – Salita del Monte Carmelo)

+

Ecco il punto nodale di tutta la seguente disquisizione: Maria Santissima era una ragazza normale o piuttosto un prodigio divino, inaudito?

Tempo fa, uno dei due pontefici regnanti, ha parlato della figura della Madonna spiegando la preghiera dell’Ave Maria nel nuovo libro intervista con don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova.

Dal testo viene ripreso uno stralcio emblematico in cui Bergoglio la rappresenta così:

«Da quando è nata fino all’Annunciazione, al momento dell’incontro con l’angelo di Dio, me l’immagino come una ragazza normale, una ragazza di oggi, una ragazza non posso dire di città, perché Lei è di un paesino, ma normale, normale, educata normalmente, aperta a sposarsi, a fare una famiglia. Una cosa che immagino è che amasse le Scritture: conosceva le Scritture, aveva fatto la catechesi ma familiare, dal cuore. Poi, dopo il concepimento di Gesù, ancora una donna normale: Maria è la normalità, è una donna che qualsiasi donna di questo mondo può dire di poter imitare. Niente cose strane nella vita, una madre normale: anche nel suo matrimonio verginale, casto in quella cornice della verginità, Maria è stata normale. Lavorava, faceva la spesa, aiutava il Figlio, aiutava il marito: normale».

Maria è la normalità?

Questo è un semplice capovolgimento dei valori cattolici. Vale a dire una: catastrofe.

Maria, la Madre di Dio è stata davvero una ragazza normale, di oggi, una donna qualsiasi di questo mondo? Una madre qualunque o una casalinga come tutte le altre? Come si può arrivare a tanto, a ridurla, presentarla in questi termini? A maggior ragione poi quando ad operare questa impropria equazione è un “pontefice”. Di quale altra donna al mondo si dice essere: Sede della Sapienza, Causa della nostra letizia, Tempio dello Spirito Santo, Tabernacolo dell’eterna gloria, o Dimora tutta consacrata a Dio, ecc. ecc. (v. Litanie Lauretane)? Di quale altra creatura si narra che “tutte le generazioni mi chiameranno beata”?

Sì, o Madre bella, del bell’amore! Tra le donne tu sei la Benedetta e la più alta in grado, poiché tutte le generazioni in te si rispecchieranno e ti chiameranno Beata. Puoi dunque essere Tu mai o Maria, una donna di oggi, moderna all’ultima moda, una donna “normale, normale”?

Il professor Enrico Medi, Servo di Dio, è arrivato addirittura ad affermare che Dio non ha colorato d’azzurro gli occhi di Maria a partire dal cielo, ma piuttosto il contrario, ossia il cielo è stato dipinto d’azzurro perché ha guardato gli occhi di Maria, in cui nuotava la marea dell’universo. Maria la magnifica*, fatta grande dal suo Creatore. Madre e Regina del Divin Volere.

E dunque in cosa consiste l’efficacia soprannaturale dell’Ave Maria se non in un incontro reale con una forza divina, dove veniamo messi a stretto contatto con una persona divina?! Entriamo indegnamente nello spazio sacro di Colei che è stata definita: Dio per grazia. Ecco chi è la piccola Maria di Nazareth. Sicché, non è affatto una donna normale, comune. Piuttosto un unicum assoluto nella mente di Dio e nella storia.

Quanti laici o sacerdoti che si dicono della Divina Volontà, a partire da Corato, hanno proferito parola, alzato la loro voce per difendere la gran Madre di Dio, la Regina del Divin Volere? Poiché è una enormità, uno scandalo di grosse dimensioni, come si può pensare di appartenerLe o parlare di Essa fuori dalla verità, esentandosi dal testimoniarla? Non si è credibili, forse preparati, bravi oratori, ma non “piccoli” testimoni dell’Evangelo. Ecco il punto. Stiamo attraversando tutti una grande prova. La prova di fedeltà alla Santa Madre del Redentore, la nostra vera Chiesa. Ma soprattutto la fedeltà a suo Figlio e N. S. Gesù Cristo. Al Divino Volere.

“Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?” disse S. Bernardetta.

“Io sono l’Immacolata Concezione”, rispose la Beata Vergine Maria. 

Era l’11 febbraio 1858. A Lourdes.

 

Dice Gerhard Cardinale Müller – Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012-2017 – nel manifesto della fede appena pubblicato:

«Non sia turbato il vostro cuore!» (Gv 14,1)

Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione.

È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. […]

Oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna. […]

Secondo Giovanni Paolo II, il Catechismo della Chiesa Cattolica rappresenta una «norma sicura per l’insegnamento della fede» (Fidei Depositum IV). Esso è stato scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla «dittatura del relativismo». […]

Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono.

Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846).

Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663).

È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale.

Egli è prima di tutto la Parola che era con Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci e che verrà a giudicare i vivi e i morti.

Lui solo adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito Santo come unico e vero Dio (691).

————————————————–

Nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia, Papa Francesco ha scritto “nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo” e nelle interviste è arrivato a suggerire che coloro che non vogliono alcuna parte di Dio sono annientati piuttosto che in inferno.

Citando il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Cardinale Müller attesta: “Chi muore in peccato mortale senza pentimento sarà per sempre separato da Dio (CCC 1033).” Il Manifesto dice: “L’eternità della punizione dell’inferno è una realtà terribile, che – secondo la testimonianza della Sacra Scrittura – attira tutti coloro che “muoiono nello stato di peccato mortale” (CCC 1035). “

“Mantenere il silenzio su queste e altre verità della Fede e insegnare alla gente di conseguenza è il più grande inganno contro il quale il Catechismo vigila vigorosamente”, dice il Cardinale. “Rappresenta l’ultima prova della Chiesa e conduce l’uomo ad un’illusione religiosa, ‘il prezzo della sua apostasia’ (CCC 675); è la frode dell’Anticristo. “

L’ultima di Bergoglio: “Sono la Madonna e San Giuseppe!…non pensiamo che per loro sia stato facile: santi non si nasce, si diventa, e questo vale anche per loro“. Spiegategli cosa significa il dogma dell’Immacolata Concezione. La Madonna è, fin dal concepimento, la tutta santa. Almeno le basi del mestiere!!!…” (Antonio Socci)

Dice il profeta Isaia al cap. 5,20-21:

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro.
Guai a coloro che si credono sapienti
e si reputano intelligenti.

«Molti si chiedono: se il papa (Francesco – NDR) si sente libero di cambiare un articolo del Catechismo secondo le mutate esigenze del popolo di Dio o la diversa sensibilità dell’uomo d’oggi, potrà farlo anche in altri punti, ancora più rilevanti?

È un interrogativo davvero inquietante e, del pari, una legittima preoccupazione quella di tenere indenne il depositum fidei dalle sensibilità contingenti della società di oggi o di domani.

Tornando alla domanda iniziale, sarebbe necessaria una professione simile a quella che Paolo VI fece nel 1968, al fine di riaffermare ciò che è cattolico, di fronte agli errori e alle eresie che si erano diffuse subito dopo il concilio Vaticano II, in specie a causa della pubblicazione del Catechismo olandese. Nel nostro caso, però, si tratterebbe di riaffermare alcune verità sui sacramenti, sulla morale e sulla dottrina sociale della Chiesa, e parimenti rigettare quanto di dubbio o erroneo possa essersi diffuso, pure involontariamente, su tali temi.» (Monsignor Nicola Bux: “L’unità si fa nella verità”)

Dichiara san Roberto Bellarmino Vescovo e dottore della Chiesa: “per resistere e per difendere se stessi non è richiesta alcuna autorità… quindi come è lecito resistere al papa se assale una persona, è altrettanto lecito resistergli se assale le anime… e tanto più se tenta di distruggere la Chiesa. E’ lecito resistergli, affermo, col non fare quello che comanda e impedendo l’esecuzione dei suoi progetti” (cit. in J. H. Newman, Lettera al duca di Norfolk).

E il cardinal Juan de Torquemada dice: “Se il papa ordinasse qualcosa contro la Sacra Scrittura, gli articoli di fede, la verità dei sacramenti, i comandamenti della legge naturale o divina, egli non deve essere obbedito e non bisogna curarsi dei suoi ordini”. “E si ricordi che Dante Alighieri che mette dei papi all’inferno (spesso sbagliando, ma qui non importa), esprime un concetto accettato da tutto il mondo cattolico: il papa non è affatto impeccabile, può addirittura dannarsi!”.

È Lei. La piccola Maria. L’Immacolata Concezione. La più grande arca di salvezza.

 “Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d’eterno consiglio.

Tu se’ colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo nell’eterna pace
Così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

Or questi, che dall’infima lacuna
De l’universo infin qui ha vedute
Le vite spiritali ad una ad una,

Supplica a te, per grazia, di virtute
Tanto, che possa con gli occhi levarsi
Più alto verso l’ultima Salute.

Ed io, che mai per mio vedere non arsi
Più ch’io fo per lo suo, tutti i miei prieghi
Ti porgo, e prego che non sieno scarsi.

Perchè tu ogni nube gli disleghi
Di sua mortalità coi prieghi tuoi.
Sì che il sommo Piacer gli si dispieghi.

Ancor ti prego, regina che puoi
Ciò che tu vuoli, che conservi sani,
Dopo tanto veder, gli affetti suoi.

Vinca tua guardia i movimenti umani!
Vedi Beatrice con quanti beati
Per li miei prieghi ti chiudon le mani!

(La Preghiera alla Vergine di San Bernardo – Paradiso, XXXIII, 1-39)

 

Ma chi è davvero Maria di Nazareth? Leggiamolo dalle sue incomparabili parole nel libro:

La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà

  • «Ora ascoltami, figlia cara: come l’Ente Supremo mi domandò il mio volere umano, [compresi] il grave male che può fare la volontà umana nella creatura, come essa metta tutto in pericolo, anche le opere più belle del suo Creatore. La creatura, col suo volere umano, è tutta oscillazioni, è debole, incostante, disordinata. E questo, perché Iddio, nel crearla, la aveva creata unita come in natura con la sua Volontà Divina, in modo che essa doveva essere la forza, il moto primo, il sostegno, il cibo, la vita dell’umana volontà. Sicché col non dar vita alla Volontà Divina nella nostra, si respingono i beni ricevuti da Dio nella creazione e i diritti ricevuti in natura nell’atto che fummo creati. Oh, come compresi bene l’offesa grave che si fa a Dio e i mali che piovono sulla creatura! Ebbi tale orrore e paura di fare la mia volontà, [che] giustamente temevo, perché anche Adamo fu creato da Dio innocente, eppure, col fare la sua volontà, in quanti mali non piombò, lui e tutte le generazioni? Perciò [io], la Mamma tua, presa da terrore e più dall’amore verso il mio Creatore, giurai di non fare mai la mia volontà; e per essere più sicura ed attestare maggiormente il mio sacrificio a Colui che tanti mari mi aveva dato di grazie e privilegi, presi questa mia volontà umana e la legai ai piedi del Trono divino, in omaggio continuo d’amore e di sacrificio, giurando di non servirmi mai, anche per un istante solo della mia vita, della mia volontà, ma sempre di Quella di Dio. Figlia mia, forse a te non parrà grande il sacrificio mio, di vivere senza [la] mia volontà; ed io ti dico che non c’è sacrificio simile al mio, anzi si possono chiamare ombre tutti gli altri sacrifici di tutta la storia del mondo. Paragonato al mio, sacrificarsi un giorno, ora sì ed ora no, è facile; ma sacrificarsi in ogni istante, in ogni atto, nello stesso bene che si vuol fare, per tutta la vita, senza dar mai vita alla volontà propria, è il sacrificio dei sacrifici, e l’attestato più grande che può offrirsi, e l’amore più puro, trafilato dalla stessa Volontà Divina, che può offrirsi al nostro Creatore. E’ tanto grande questo sacrificio, che Dio non può chiedere di più dalla creatura, né essa può trovare come può sacrificarsi più per il suo Creatore. Ora, figlia mia carissima, come feci dono della mia volontà al mio Creatore, io mi sentii trionfante nella prova voluta da me e Iddio si sentì trionfante nella mia volontà umana. Iddio aspettava la mia prova, cioè un’anima che vivesse senza volontà, per aggiustare le partite del genere umano, [e] per atteggiarsi a clemenza e misericordia.»
  • «Figlia mia, tu devi sapere che la Divinità si assicurò di me nella prova che volle, mentre tutti credono che io non ebbi nessuna prova, e che bastava a Dio di fare il gran portento che fece di me (perché) fossi concepita senza macchia originale. Oh, come s’ingannano! Anzi, chiese da me una prova che non ha chiesto da nessuno, e questo lo fece con giustizia e con somma sapienza, perché dovendo scendere in me il Verbo eterno, non solo non era decoroso che trovasse in me la macchia d’origine, ma neppure era decoroso che trovasse in me una volontà umana operante. Sarebbe stato troppo disdicevole per Dio scendere in una creatura (in cui) regnasse l’umana volontà. Ecco, perciò volle da me per prova, e per tutta la mia vita, la mia volontà, per assicurare nell’anima mia il Regno della Divina Volontà. Assicurato questo in me, Iddio poteva fare ciò che voleva di me; tutto poteva darmi, e posso dire che nulla poteva negarmi.» (Luisa Piccarreta – Stralci da: La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà: 5° Giorno – Il quinto passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo. Il trionfo della prova. 6° Giorno – Il sesto passo della Divina Volontà nella Regina del cielo: Dopo il trionfo nella prova. Il possesso.)

Trattato della vera devozione alla Santa Vergine Maria

«Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi per misericordia, efficacia e grazia. In misericordia, per ricondurre e accogliere con amore i poveri peccatori e gli sbandati che si convertiranno e torneranno alla Chiesa cattolica; per efficacia, nei confronti dei nemici di Dio, i non credenti, gli eretici, gli islamici, gli ebrei, gli atei induriti, che reagiranno fortemente, con promesse e con minacce, per sedurre e traviare tutti quelli che saranno loro contrari; e infine deve risplendere per grazia, animando e sostenendo i valorosi soldati e i fedeli servitori di Gesù Cristo, mentre combatteranno per il Vangelo. Maria infine deve risultare terribile contro il demonio e i suoi seguaci, ‘terribile come schiere a vessilli spiegati’, soprattutto in questi ultimi tempi; il demonio infatti sa che gli resta poco tempo, anzi meno che mai, per condurre le anime a perdizione; egli quindi raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e le sue lotte, e presto susciterà crudeli persecuzioni, provocherà terribili insidie ai fedeli servitori e ai veri figli di Maria, nei confronti dei quali si trova maggiormente in difficoltà».

«Infine dobbiamo sapere che saranno dei veri discepoli di Gesù Cristo, che camminano sulle orme della sua povertà, dell’umiltà, del disprezzo del mondo e della carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità, seguendo il santo vangelo e non le massime del mondo, senza vivere in ansia né avere soggezione per nessuno, senza risparmiare, o farsi condizionare, o temere nessun mortale per potente che sia. Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; sulle loro spalle porteranno lo stendardo della Croce, segnato dal sangue, il crocifisso nella mano destra e la corona del Rosario nella sinistra, sul loro cuore i santi nomi di Gesù e di Maria, e in tutta la loro condotta si ispireranno alla semplicità e alla mortificazione di Gesù Cristo. Ecco i grandi uomini che verranno, ma che Maria farà sorgere per ordine dell’Altissimo, per estendere il suo impero su quello dei non credenti, dei pagani, dei musulmani. Ma quando e come avverrà questo? Dio solo lo sa, noi dobbiamo tacere, pregare, desiderare e attendere: ho sperato, ho sperato nel Signore». (Di San Luigi Maria Grignion de Montfort – 1712)

Luciano Mirigliano

*(Cfr. “LA MISTICA CITTÀ DI DIO” DI SUOR MARIA D’AGUEDA – 2 LIBRO – CAPITOLO 1)
Chiesa Cattolica

«LE CONFUSIONI DI PAPA FRANCESCO E IL MANIFESTO DELLA FEDE»

Pubblicato il

Manifesto della Fede

«Non sia turbato il vostro cuore!» (Gv 14,1)

Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione. È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. A proposito ammoniva l’Apostolo: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto» (1Cor 15,3). Oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna. Tuttavia, compito proprio della Chiesa rimane quello di condurre gli uomini verso Gesù Cristo, luce delle genti (vedi LG 1). In questa situazione, ci si chiede come trovare il giusto orientamento. Secondo Giovanni Paolo II, il Catechismo della Chiesa Cattolica rappresenta una «norma sicura per l’insegnamento della fede» (Fidei Depositum IV). Esso è stato scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla «dittatura del relativismo»1.

1. Dio uno e trino, rivelato in Gesù Cristo

L’epitome della fede di tutti i cristiani risiede nella confessione della Santissima Trinità. Siamo diventati discepoli di Gesù, figli e amici di Dio, attraverso il battesimo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La differenza delle tre persone nell’unità divina (254) segna una differenza fondamentale nella fede in Dio e nell’immagine dell’uomo rispetto alle altre religioni. Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono. Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846). Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663). È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale. Egli è prima di tutto la Parola che era con Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci e che verrà a giudicare i vivi e i morti. Lui solo adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito Santo come unico e vero Dio (691).

2. La Chiesa

Gesù Cristo ha fondato la Chiesa come segno visibile e strumento di salvezza, che sussiste nella Chiesa cattolica (816). Diede alla sua Chiesa, che «è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce» (766), una struttura sacramentale che rimarrà fino al pieno compimento del Regno (765). Cristo, capo, e i credenti come membra del corpo sono una mistica persona (795), per questo motivo la chiesa è santa, poiché Cristo, unico mediatore, l’ha costituita sulla terra come organismo visibile e continuamente la sostiene (771). Attraverso di essa l’opera redentrice di Cristo diventa presente nel tempo e nello spazio con la celebrazione dei SS. Sacramenti, soprattutto nel Sacrificio eucaristico, la S. Messa (1330). La Chiesa trasmette con l’autorità di Cristo la divina rivelazione, «che si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate» (2035).

page1image4124810176

1 I numeri nel testo si riferiscono al Catechismo della Chiesa cattolica.

 

3. L’Ordine sacramentale

La Chiesa è in Gesù Cristo il sacramento universale della salvezza (776). Essa non riflette sé stessa ma la luce di Cristo, che splende sul suo volto, e ciò avvenire solo quando il punto di riferimento non è l’opinione della maggioranza né lo spirito dei tempi, ma piuttosto la Verità rivelata in Gesù Cristo, che ha affidato alla Chiesa cattolica la pienezza di grazia e di verità (819): Egli stesso è presente nei sacramenti della Chiesa.

La Chiesa non è un’associazione creata dall’uomo, la cui struttura può essere modificata dai suoi membri a proprio piacimento: essa è di origine divina. «È Cristo stesso l’origine del ministero nella Chiesa. Egli l’ha istituita, le ha dato autorità e missione, orientamento e fine» (874). Ancora oggi è valido l’ammonimento dell’Apostolo secondo cui maledetto è chiunque proclami un altro Vangelo, «anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo» (Gal 1,8). La mediazione della fede è inscindibilmente legata alla credibilità umana dei suoi annunziatori: essi, in alcuni casi, hanno abbandonato quanti erano stati loro affidati, turbandoli e danneggiando gravemente la loro fede. Per loro se realizza la parola della Scrittura: «non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci» (2 Tim 4,3-4).

Compito del Magistero della Chiesa nei riguardi del popolo di Dio è quello di «salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti» affinché possa «professare senza errore l’autentica fede» (890). Questo è particolarmente vero per quanto riguarda i sette sacramenti. La S. Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (1324). Il sacrificio eucaristico, in cui Cristo ci coinvolge nel suo sacrificio della croce, è finalizzato alla più intima unione con Lui (1382). Per questo la Sacra Scrittura ammonisce riguardo alle condizioni per ricevere la santa Comunione: «chiunque mangia il pane o beve il calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11, 27), dunque «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione» (1385). Dalla logica interna del sacramento si capisce che i divorziati risposati civilmente, il cui matrimonio sacramentale davanti a Dio è ancora valido, come anche tutti quei cristiani che non sono in piena comunione con la fede cattolica e pure tutti coloro che non sono debitamente disposti, non ricevano la santa Eucaristia fruttuosamente (1457), perché in tal modo essa non li conduce alla salvezza. Metterlo in evidenza corrisponde a un’opera di misericordia spirituale.

Il riconoscimento dei peccati nella santa confessione almeno una volta all’anno è uno dei precetti della Chiesa (2042). Quando i credenti non confessano più i loro peccati ricevendone l’assoluzione, si rende vana la salvezza portata da Cristo, Egli infatti si è fatto uomo per redimerci dai nostri peccati. Il potere del perdono, che il Risorto ha conferito agli Apostoli e ai loro successori nell’Episcopato e nel Sacerdozio, rimette i peccati gravi e veniali commessi dopo il Battesimo. L’attuale pratica della confessione evidenzia come la coscienza dei credenti non sia oggi sufficientemente formata. La misericordia di Dio ci è data, affinché adempiamo i suoi comandamenti per conformaci alla sua santa volontà e non per evitare la chiamata alla conversione (1458).

«È il sacerdote che continua l’opera di redenzione sulla terra» (1589). L’ordinazione, che conferisce al sacerdote «un potere sacro» (1592), è insostituibile perché attraverso di essa Gesù diventa sacramentalmente presente nella sua azione salvifica. I sacerdoti scelgono volontariamente il celibato come «segno di questa vita nuova» (1579). Si tratta della donazione di sé stesso al servizio di Cristo e del Suo Regno che viene. Al fine di conferire validamente l’ordinazione nei tre gradi di questo sacramento, la Chiesa si riconosce vincolata alla scelta compiuta dal Signore stesso, «per questo motivo l’ordinazione delle donne non è possibile» (1577). A tale riguardo, parlare di una discriminazione della donna dimostra chiaramente una erronea comprensione di questo sacramento, che non riguarda un potere terreno ma la rappresentazione di Cristo, lo Sposo della Chiesa.

4. La legge morale

Fede e vita sono inseparabili, poiché la fede senza le opere compiute nel Signore è morta (1815). La legge morale è opera della sapienza divina e conduce l’uomo alla beatitudine promessa (1950). Di conseguenza, la «Legge divina e naturale mostra all’uomo la via da seguire per compiere il bene e raggiungere il proprio fine» (1955). La sua osservanza è necessaria a tutte le persone di buona volontà per conseguire la salvezza eterna. Infatti colui che muore in peccato mortale senza pentimento rimarrà per sempre separato da Dio (1033). Ciò comporta delle conseguenze pratiche nella vita dei cristiani, tra le quali è opportuno richiamare quelle oggi più frequentemente trascurate: (cfr 2270-2283; 2350-2381). La legge morale non è un peso ma fa parte di quella verità liberatrice (cfr Gv 8,32) attraverso la quale il cristiano percorre la via della salvezza e non deve essere relativizzata.

5. La vita eterna

Molti si chiedono oggi per quale motivo la Chiesa esista ancora se gli stessi vescovi preferiscono agire da politici piuttosto che da maestri della fede proclamare il Vangelo. Lo sguardo non deve soffermarsi su questioni secondarie, ma è più che mai necessario che la Chiesa si assuma il suo compito proprio. Ogni essere umano ha un’anima immortale, che alla sua morte si separa dal corpo,però con la speranza della risurrezione dei morti (366). La morte rende definitiva la decisione dell’uomo a favore o contro Dio. Tutti devono affrontare il giudizio personale subito dopo la morte (1021): o sarà necessaria ancora una purificazione oppure l’uomo andrà direttamente verso la beatitudine celeste e gli sarà permesso di contemplare Dio faccia a faccia. Esiste però anche la terribile possibilità che una persona, fino alla fine, resti in contraddizione con Dio: rifiutando definitivamente il Suo amore, essa «si dannerà immediatamente per sempre» (1022). «Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi» (1847). L’eternità della punizione dell’inferno è una realtà terribile, che – secondo la testimonianza della Sacra Scrittura – riguarda tutti coloro che «muoiono in stato di peccato mortale» (1035). Il cristiano attraversa la porta stretta, «perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano» (Mt 7,13).

Tacere su queste e altre verità di fede oppure insegnare il contrario è il peggiore inganno contro cui il Catechismo ammonisce vigorosamente. Ciò rappresenta l’ultima prova della Chiesa, ovvero «una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia della verità» (675). È l’inganno dell’Anticristo, che viene «con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati» (2Ts 2,10).

Appello

Come lavoratori nella vigna del Signore, noi tutti abbiamo la responsabilità di ricordare queste verità fondamentali aggrappandoci a ciò che noi stessi abbiamo ricevuto. Vogliamo dare coraggio per percorrere la via di Gesù Cristo con determinazione, così da ottenere la vita eterna seguendo i Suoi comandamenti (2075).

Chiediamo al Signore di farci conoscere quanto è grande il dono della fede cattolica, attraverso il quale si apre la porta alla vita eterna. «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi» (Mc 8,38). Pertanto ci impegniamo a rafforzare la fede confessando la verità che è Gesù Cristo stesso.

L’avvertimento che Paolo, l’apostolo di Gesù Cristo, da al suo collaboratore e successore Timoteo è rivolto in modo particolare a noi, vescovi e sacerdoti. Egli scriveva: «Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si

sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero» (2Tm 4,1-5).

Possa Maria, Madre di Dio, implorarci la grazia di aggrapparci alla confessione della verità di Gesù Cristo senza vacillare.

Uniti nella fede e nella preghiera

Gerhard Cardinale Müller
Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012-2017