Apostasia

«MACELLAI»

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2Corinzi 6,17-18
«Il potere delle chiavi di Pietro  non si estende fino al punto che il Sommo Pontefice possa dichiarare “non peccato” quello che è peccato, oppure “peccato” quello che non è peccato. Ciò sarebbe, infatti, chiamare male il bene, e bene il male» (San Roberto Bellarmino).
Naturalmente questo è un insegnamento per ogni Sommo Pontefice validamente eletto.

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L’amaro lamento di Gesù a Padre Pio

 

Venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù. Era tutto malconcio e sfigurato.

Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici; di questi, chi stava celebrando, chi stava parando e chi stava svestendo delle sacre vesti.
La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto.
Nessuna risposta n’ebbi. Però il suo sguardo si riportò verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote.
Si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai!”.*
E rivolto a me disse: “Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io sarò per cagione delle anime da me più beneficate, in agonia sino alla fine del mondo.
Durante il tempo della mia agonia, figlio mio, non bisogna dormire. L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pietà umana, ma ohimè mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza.
L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l’agonia.
Ohimè come corrispondono male al mio amore!
Ciò che più mi affligge è che costoro al loro indifferentismo, aggiungono il loro disprezzo, l’incredulità.
Quante volte ero lì per lì per fulminarli, se non ne fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate…
Scrivi al padre tuo e narragli ciò che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale…”.
Gesù continuò ancora, ma quello che disse non potrò giammai rivelarlo a creatura alcuna in questo mondo.
Questa apparizione mi cagionò tale dolore nel corpo, ma più ancora nell’anima, che per tutta la giornata fui prostrato ed avrei creduto di morirne se il dolcissimo Gesù non mi avesse già rivelato…
Gesù purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine! Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria!
(San Pio da Pietrelcina al suo confessore Padre Agostino, 7 aprile 1913)

 

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I primi a perseguitare la Chiesa saranno i religiosi.

 

Trovandomi nel solito mio stato, mi sono trovata circondata da Angeli e Santi, i quali mi hanno detto:

È necessario che tu soffra di più per le cose imminenti che stanno per succedere contro della Chiesa, che se non succederanno imminenti, il tempo le farà succedere più miti e di minore offesa di Dio”.

Ed io ho detto: “Sta forse in mio potere il patire? Se il Signore me lo dà, volentieri soffrirò”.

In questo mentre mi hanno preso e mi hanno condotto innanzi al trono di Nostro Signore e pregavamo insieme che mi facesse soffrire; e Gesù benedetto, venendoci incontro in forma di Crocifisso, mi partecipava le sue pene, e non solo una volta, ma quasi tutta la mattinata me la sono passata in continue rinnovazioni di crocifissione; e dopo mi ha detto:

Figlia mia, le sofferenze Mi distornano il mio giusto sdegno e si rinnova la luce della grazia nelle menti umane. Ah, figlia! Credi tu che saranno i secolari i primi a perseguitare la mia Chiesa? Ah, no! Saranno i religiosi, gli stessi capi, che fingendosi per ora figli, Pastori, ma in fondo sono serpi velenosi che avvelenano se stessi e gli altri, che daranno principio a lacerare tra loro stessi questa buona Madre; e poi seguiteranno i secolari”.

E dopo, avendomi chiamato l’ubbidienza, il Signore si è ritirato, ma tutto amareggiato.

[Luisa Piccarreta – LdC VI Vol. 7 Agosto 1904]

 

*Guanti monouso e mascherina. I vescovi non difendono la Chiesa: la Santissima Eucarestia.

APOCALISSE

«SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO»

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È giunto il momento di riproporre senza indugi e con decisione un mio lavoro, un articolo davvero “imbarazzante” (è un eufemismo), di cui sento in modo pregnante la paternità, ripreso dal mio vecchio blog e pubblicato su gloria tv.

Sebbene abbia scatenato un’accesa polemica provocando un forte scandalo, tuttavia però nessun fatto citato o raffigurato è stato sinora smentito, anzi. Giacché gli eventi ecclesiali degli ultimi tempi, inseriti nella loro cornice della battaglia escatologica ne confermano a pieno titolo tutta la loro veridicità. Era il 25 settembre 2017.

Lo rileggiamo insieme col senno del poi, integrandolo con la seguente riflessione odierna messa di fronte alla lettura del Vangelo di Giovanni che prende spunto da alcuni versetti direi illuminanti, estratti dalla liturgia della parola di domenica scorsa, la quale pone le linee guida al fine di identificare il Buon Pastore da quello cattivo, ovvero discernere la differenza tra Lui e un ladro, un “mercenario”:

«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore». (Gv 10,1-2.10-15)

Sono passati sette anni dall’ultimo tormentato Conclave del 2013 che si svolse nella Cappella Sistina, quando venne convocato a seguito della «rinuncia» di Sua Santità Benedetto XVI, avvenuta il 28 febbraio dello stesso anno.

Ecco il punto. Questi primi due versetti dell’evangelista Giovanni marcati in rosso alludono chiarissimamente all’elezione più discussa della storia della Chiesa, al Conclave del 12 / 13 marzo 2013. Poiché per la grave irregolarità e invalidità si sospetta essere stato pilotato: intento cospirativo.

Uno dei membri elettori e regista del Gruppo di San Gallo che portò Jorge Maria/o Bergoglio a salire sul Soglio Pontificio dopo cinque scrutini (vedi: mafia di San Gallo; il giallo del doppio nome di papa Francesco*), fu il card. Achille Silvestrini: una figura chiave. Amico di Sergio Matteralla, di Romano Prodi, del cardinale Parolin e morto nel giorno di un falso ed infausto trionfo italiano, quando il suo pupillo” Giuseppe Conte inaugurava il Conte bis, ossia: il 66mo governo della Repubblica Italiana. Era il 29 agosto 2019.

«Chi combina le combinazioni?» (Padre Pio)

Luciano Mirigliano

 

« I bambini sono innocenti e amano la giustizia,
mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia. »
Gilbert Keith Chesterton
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Viviamo un momento di lotta, da cui nessuno deve disertare, poiché ciascuno ha comunque almeno una delle tre armi: la preghiera, la parola, la penna.  E restare in pace:  “I miti possederanno la terra”. (Card. Carlo Caffarra)
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«LE 7 ERESIE DI FRANCESCO»
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« Ci riferiamo alle proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni – come già descritto – ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime.
Pertanto, in quest’ora critica, ci rivolgiamo alla cathedra veritatis, la Chiesa Romana, che per legge divina ha preminenza su tutte le Chiese e della quale siamo e intendiamo rimanere sempre figli leali. Rispettosamente insistiamo affinché Vostra Santità pubblicamente rigetti queste proposizioni, compiendo così il mandato di Nostro Signore Gesù Cristo dato a Pietro e attraverso di lui a tutti i suoi successori fino alla fine del mondo: «Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
 
«La lettera […] afferma che il Papa, con la sua esortazione apostolica Amoris laetitia e con altre parole, atti e omissioni, ha sostenuto efficacemente 7 posizioni eretiche sul matrimonio, sulla vita morale e sull’accoglienza dei sacramenti. […]
La legge ecclesiale richiede che le persone competenti non rimangano in silenzio quando i pastori della Chiesa stanno ingannando il gregge. […] La lettera mostra come Luther, il fondatore del protestantesimo, aveva idee sul matrimonio, il divorzio, il perdono e la legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso per parola, azione e omissione.»
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IL SANGUE VERSATO 
PER L’INDISSOLUBILITÀ DEL MATRIMONIO 
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– SAN GIOVANNI FISHER E SAN TOMMASO MORO –
 

     «Giovanni Fisher e Tommaso Moro furono giustiziati e, cogliendo la palma d’un glorioso martirio, volarono dalla prigione terrena ai gaudi dell’eterna beatitudine. Con san Giovanni Battista, essi sono i martiri dell’indissolubilità del matrimonio come non mancò di affermare Pio XI in occasione della loro canonizzazione: essi morirono perché non desistettero di “illustrare, provare e difendere coraggiosamente la santità del casto connubio”. »

«La sentenza venne eseguita alle 10 del 22 giugno 1535 nella Torre di Londra: la sua testa rimase esposta all’ingresso del ponte di Londra fino al 6 luglio, quando venne gettata nel Tamigi e sostituita da quella di Tommaso Moro, che nella sua autodifesa, dopo la condanna a morte, disse che la vera causa della sua accusa di tradimento era stato il rifiuto di accettare l’annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina. »

   «Prima di morire, mentre nella torre di Londra Fisher meditava sull’incredibile cambiamento di scena avvenuto in Inghilterra negli ultimi 10 anni. “Guai a noi – scrisse nel suo libro sulla necessità della preghiera – che siamo nati in questi tempi maledetti, tempi – e lo dico piangendo – in cui chiunque abbia il minimo zelo per la gloria di Dio [… ] sarà mosso al pianto vedendo che tutto va alla rovescia, il bell’ordine delle virtù è capovolto, la luce splendente della vita è estinta, e della Chiesa non è rimasto nulla se non palese iniquità e falsa santità. La luce del buon esempio è spenta in coloro che dovrebbero brillare come lucerne in tutto il mondo […]. Purtroppo da loro non viene alcuna luce, ma solo tenebre oscure e inganno pestilenziale per cui innumerevoli anime si perdono”. Queste parole erano indirizzate anzitutto ai vescovi che, mancando gravemente al loro dovere di pascere il gregge di Cristo, invece di opporsi, con l’esempio e la predicazione, alla tirannia di Enrico, avevano tristemente cooperato all’apostasia con il loro silenzio colpevole. »
   «San Tommaso Moro, nella stessa prigione e nel medesimo tempo, scriveva il suo “De tristitia Christi”, la sua opera sull’infinito amore e l’inesausta misericordia di Dio. Anche lui, riflettendo sull’apostasia dei vescovi inglesi, scriveva: “Se un vescovo è sopraffatto da uno stupido sonno che gli impedisce di compiere il suo dovere di pastore delle anime – come il capitano pauroso di una nave che, atterrito dalla tempesta, si nasconde e abbandona l’imbarcazione alle onde – se un vescovo agisce in questo modo, io non esito a paragonare la sua tristezza a quella che conduce all’inferno. Anzi, la considero assai peggiore poiché tale tristezza in questioni religiose sembra derivare da una mente che dispera dell’aiuto di Dio”. »
«Lo scisma anglicano è fondato su un divorzio. Se l’indissolubilità del matrimonio venisse negata, occorrerebbe per logica revocare la scomunica di Enrico VIII e a tutta la chiesa anglicana da lui fondata. Ma rimarrebbe il sangue dei martiri di quell’indissolubilità a testimoniare che il matrimonio è di diritto divino e  nessuno, neppure “la Chiesa ha su di esso alcun potere”  .. »
   «L’indissolubilità del matrimonio è nell’ora attuale al centro di un acceso dibattito. Memori di ciò che avvenne nel XVI secolo in Inghilterra, non ci stupiremo di trovare nella Chiesa vescovi pavidi e pronti alla resa. Confidiamo che la divina Provvidenza susciti miracolosamente anime generose, pronte a difendere i diritti di Dio, vescovi e laici emuli di san Giovanni Fisher e Tommaso Moro. Ma soprattutto speriamo che, nello scenario decadente che è sotto i nostri occhi, non ci tocchi la cattiva sorte di trovare nelle gerarchie ecclesiastiche qualche novello Erode o Enrico VIII: quod Deus avertat!» (di Cristiana de Magistris).
I FALSI DOTTORI

«Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.» (1 Timoteo 4, 1-2)
«O Dio, chi è simile a te? Non tacere e non trattenerti, o Dio: poiché, ecco, i tuoi nemici hanno suonato l’allarme e quanti ti odiano hanno alzato il capo. Sul tuo popolo hanno tenuto consiglio con ostilità e hanno pensato contro i tuoi santi. […] Poiché hanno pensato in modo unanime, insieme hanno stretto alleanza contro di te […] tutti i loro capi, che hanno detto: «Prendiamo in possesso il Santuario di Dio» (dal Sal 82).
«La sola Croce è quella che fa conoscere se veramente si ama il Signore.
Però la Croce portata con pazienza e rassegnazione,
perché dove c’è pazienza e rassegnazione nelle croci c’è Vita divina
».
(Gesù a Luisa Piccarreta)
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QUANDO SI CHIEDE OBBEDIENZA 
PER TRADIRE LA VERITÀ
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Il riportare tutto in materia di fede all’ubbidienza può essere un modo come un altro di dire che si disprezza la verità. E ciò significa mancare all’ubbidienza più profonda che è quella dello Spirito”. (Henri-Marie Cardinal De Lubac)
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SAN PAOLO 
APOSTOLO DELLE GENTI
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« Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.» (2 Tes 2, 3-12 )
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* P.S. L’articolo segnalato non è più disponibile. Per quale motivo? La neo censura forse ha cancellato ogni traccia? Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Così il giallo del “doppio nome” di papa Francesco si infittisce. Cresce il sospetto sulla sua vera identità cambiata a ridosso dell’elezione. Jorge Mario pare si chiamasse addirittura «José Maria Bergoglio». Sia all’estero che in Italia gli indizi sono forti. La domanda tuttavia nasce spontanea: come mai un cardinale di Santa Romana Chiesa “eletto” papa si fa sostituire i nomi di «José Maria» in Jorge Mario? Che bisogno c’era? “Giuseppe Maria” sono considerati nomi sacri e importantissimi, rappresentano i custodi della Sacra Famiglia. Ai posteri l’ardua sentenza.
APOCALISSE

«PANDEMIA O APOSTASIA? LO SCONTRO FINALE DELL’APOCALISSE. LA MASSONERIA»

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Il numero della Bestia: 666.

Milano, 17 giugno 1989 (Sabato)
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«Figli prediletti, comprendete ora il disegno della vostra Mamma Celeste, la Donna vestita di sole, che combatte, con la sua schiera, nella grande lotta contro tutte le forze del male, per ottenere la sua vittoria, nella perfetta glorificazione della Santissima Trinità. Con Me combattete, piccoli figli, contro il Drago, che cerca di portare tutta l’umanità contro Dio. Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia nera, la massoneria, che vuole condurre le anime alla perdizione. Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia simile a un agnello, la massoneria infiltrata all’interno della vita ecclesiale per distruggere Cristo e la sua Chiesa. Per raggiungere questo scopo essa vuole costruire un nuovo idolo, cioè un falso Cristo ed una falsa Chiesa.
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– La massoneria ecclesiastica riceve ordini e potere dalle varie Logge massoniche ed opera per condurre segretamente tutti a fare parte di queste sette segrete.
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Così sollecita gli ambiziosi con la prospettiva di facili carriere; ricolma di beni gli affamati di denaro; aiuta i suoi membri a primeggiare e ad occupare i posti più importanti, mentre emargina, in maniera subdola, ma decisa, tutti coloro che si rifiutano di partecipare al suo disegno. Infatti la bestia simile a un agnello esercita tutto il potere della prima bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la prima bestia. Addirittura la massoneria ecclesiastica giunge fino a costruire una statua in onore della bestia e costringe tutti ad adorare questa statua.
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– Ma, secondo il primo comandamento della santa legge del Signore, solo Dio si deve adorare e a Lui solo deve essere data ogni forma di culto.
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Allora si sostituisce Dio con un idolo potente, forte, dominatore. Un idolo così potente, da far mettere a morte tutti coloro che non adorano la statua della bestia. Un idolo così forte e dominatore, da fare sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e che nessuno può comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Questo grande idolo, costruito per essere da tutti adorato e servito, come vi ho già rivelato nel precedente messaggio, è un falso Cristo e una falsa Chiesa. Ma qual è il suo nome?
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– Al capitolo 13 dell’Apocalisse è scritto: “Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: esso rappresenta un nome di un uomo. E tale cifra è 666 (seicentosessantasei)” .
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Con l’intelligenza, illuminata dalla luce della divina Sapienza, si riesce a decifrare dal numero 666 il nome di un uomo e questo nome, indicato da tale numero, è quello dell’Anticristo. Lucifero, il serpente antico, il diavolo o Satana, il dragone rosso diventa, in questi ultimi tempi, l’anticristo. Già l’apostolo Giovanni affermava che chiunque nega che Gesù Cristo è Dio, costui è l’anticristo. La statua o l’idolo, costruito in onore della bestia, per essere adorato da tutti gli uomini è l’Anticristo. Calcolate ora il suo numero 666, per comprendere come indichi il nome di un uomo. Il numero 333 indica la Divinità. Lucifero si ribella a Dio per superbia, perché vuole mettersi al di sopra di Dio.
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Il 333 è il numero che indica il mistero di Dio. Colui che vuole mettersi al di sopra di Dio porta il segno di 666, pertanto questo numero indica il nome di Lucifero, Satana, cioè di colui che si mette contro Cristo, dell’anticristo. Il 333, indicato una volta, cioè per 1, esprime il mistero dell’unità di Dio. Il 333, indicato due volte, cioè per 2, indica le due nature, quella divina e quella umana, unite nella Persona divina di Gesù Cristo. Il 333, indicato tre volte, cioè per 3, indica il mistero delle Tre Persone divine, cioè esprime il mistero della Santissima Trinità. Allora il numero 333, espresso una, due e tre volte, esprime i misteri principali della fede cattolica, che sono:
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1°: l’unità e la Trinità di Dio;
2°: l’incarnazione, la passione, la morte e la resurrezione di nostro signore Gesù Cristo.
Se il 333 è il numero che indica la Divinità, colui che vuole mettersi al di sopra dello stesso Dio viene indicato col numero 666.
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Il 666, indicato una volta, cioè per 1, esprime l’anno 666, seicentosessantasei.
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In questo periodo storico, l’Anticristo si manifesta attraverso il fenomeno dell’Islam, che nega direttamente il mistero della divina Trinità e la divinità di nostro Signore Gesù Cristo. L’islamismo, con la sua forza militare, si scatena ovunque, distruggendo tutte le antiche comunità cristiane, invade l’Europa e solo per un mio materno e straordinario intervento, sollecitato fortemente dal Santo Padre, non riesce a distruggere completamente la Cristianità.
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Il 666, indicato due volte, cioè per 2, esprime l’anno 1332, milletrecentotrentadue.
In questo periodo storico, l’Anticristo, si manifesta con un radicale attacco alla fede nella Parola di Dio. Attraverso i filosofi, che iniziano a dare esclusivo valore alla scienza e poi alla ragione, si tende gradualmente a costituire unico criterio di verità la sola intelligenza umana. Nascono i grandi errori filosofici, che continuano nei secoli fino ai vostri giorni.
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L’importanza esagerata data alla ragione, come criterio esclusivo di verità, porta necessariamente alla distruzione della fede nella Parola di Dio. Infatti, con la riforma protestante si rifiuta la Tradizione come fonte della divina Rivelazione e si accetta solo la Sacra Scrittura.  Ma anche questa deve essere interpretata per mezzo della ragione, e si rifiuta ostinatamente il Magistero autentico della Chiesa gerarchica, a cui Cristo ha affidato da custodire il deposito della fede. Ciascuno è libero di leggere e di comprendere la sacra Scrittura, secondo la sua personale interpretazione. In questa maniera la fede nella Parola di Dio viene distrutta. Opera dell’Anticristo, in questo periodo storico, è la divisione della Chiesa, la conseguente formazione di nuove e numerose confessioni cristiane, che gradualmente vengono sospinte ad una perdita sempre più estesa della vera fede nella Parola di Dio.
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Il 666, indicato tre volte, cioè per 3, esprime l’anno 1998, millenovecentonovantotto.
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In questo periodo storico, la massoneria, aiutata da quella ecclesiastica, riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da mettere al posto di Cristo e della sua Chiesa. Un falso Cristo e una falsa Chiesa. Pertanto la statua costruita in onore della prima bestia, per essere adorata da tutti gli abitanti della terra e che segnerà del suo marchio tutti coloro che vorranno comprare o vendere è quella dell’Anticristo. Siete così giunti al vertice della purificazione, della grande tribolazione e della apostasia.
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L’apostasia sarà ormai generalizzata perché quasi tutti seguiranno il falso Cristo e la falsa Chiesa. Allora sarà aperta la porta per la comparsa dell’uomo o della persona stessa dell’Anticristo! Ecco, figli prediletti, perché vi ho voluto illuminare sulle pagine della Apocalisse, che si riferiscono ai tempi che vivete. Per prepararvi con Me alla parte più dolorosa e decisiva della grande lotta che si sta combattendo fra la vostra Mamma Celeste e tutte le forze del male che si sono scatenate.
Coraggio! Siate forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni, di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sopportando ostilità, lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge, che ha il compito di combattere e di vincere alla fine la forza potente dell’anticristo.
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Tutti vi formo, vi difendo e vi benedico».
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Ai Sacerdoti figli prediletti della Madonna
Scritti di Don Stefano Gobbi
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Quasi venti Cardinali e oltre centocinquanta Vescovi, più di cinquanta mila Sacerdoti e Religiosi, hanno seguito il Movimento Sacerdotale Mariano, ricevendo attraverso il libro che contiene i messaggi, insegnamenti preziosissimi dalla Madre di Dio, in questo devastante attacco della Massoneria ecclesiastica alla sana dottrina della Chiesa ed ai Sacramenti, specialmente all’Eucaristia. Diversi vescovi hanno dato il loro Imprimatur a questo libro. Troverete questi messaggi della Madonna rivelati attraverso Don Stefano Gobbi una somiglianza con gli scritti di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Santa Therese di Gesù Bambino (Luisa Piccarreta – ndr) ed ai messaggi della Nostra Signora di Fatima, con la dolcezza che soltanto la Madre di Dio, e la Madre di ognuno di noi, potrebbe comunicare a quelli aperti alle carezze della Nostra Signora!
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“Il Papa polacco aveva indicato a Don Stefano Gobbi il modo per contattarlo direttamente, rivolgendosi a nome suo al Segretario mons. Stanislaw Dziwisz. … Un giorno Papa Giovanni Paolo II gli disse (a Don Stefano Gobbi), puntandogli il dito: “Tu sei parroco di tutto il mondo”. (…) Il 1° luglio (2011), solennità del Sacro Cuore di Gesù, il cardinal Ivan Dias trovandosi con il Santo Padre, lo ha informato della morte di don Stefano e della santa Messa celebrata il giorno precedente a Collevalenza. Papa Benedetto XVI dopo un breve istante di silenzio pronunciò queste parole: “è andato dritto in Cielo”. (“Parroco di Tutto il Mondo – Biografia di Don Stefano Gobbi”, di Mariadele Tavazzi; Edizioni San Paolo, 2015; pp. 181, 200).
APOCALISSE

«NEL CALCAGNO DI MARIA»

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Gli apostoli dei primi tempi:

 

3Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; 4ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, 5nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; 7con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; 9sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; 10afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

Sfoghi e avvertimenti

11La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi, e il nostro cuore si è tutto aperto per voi. 12Non siete davvero allo stretto in noi; è nei vostri cuori invece che siete allo stretto. 13Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, aprite anche voi il vostro cuore!

14Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? 15Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? 16Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò
e sarò il loro Dio,
ed essi saranno il mio popolo.
17Perciò uscite di mezzo a loro
e riparatevi, dice il Signore,
non toccate nulla d’impuro.
E io vi accoglierò,
18e sarò per voi come un padre,
e voi mi sarete come figli e figlie,
dice il Signore onnipotente.

(2Cor 6, 3-18)

 

Gli apostoli degli ultimi tempi:

 

«Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3, 15).

54. Dio non ha posto solo una inimicizia, ma più «inimicizie»; cioè non solo tra Maria e il demonio, ma tra la stirpe della Santa Vergine e la stirpe del demonio; Dio ha posto inimicizie, antipatie e odi segreti tra i veri figli e servi della Santa Vergine e i figli e schiavi del demonio; essi non si amano affatto e non c’è alcuna intesa tra loro. I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo (poiché è la stessa cosa), finora hanno sempre perseguitato e perseguiteranno più che mai quelli e quelle che appartengono alla Santissima Vergine, come un tempo Caino ha perseguitato il fratello Abele, ed Esaù il fratello Giacobbe, che sono le figure dei reprobi e dei predestinati. Ma l’umile Maria riporterà sempre vittoria su questo orgoglioso, e una vittoria così grande che arriverà fino a schiacciargli la testa, sede del suo orgoglio; ella smaschererà sempre la sua malizia di serpente; ne sventerà le trame infernali, ne vanificherà i consigli diabolici e proteggerà sino alla fine dei tempi i fedeli servi dai suoi crudeli artigli.

Ma il potere di Maria su tutti i demoni splenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana le insidierà il calcagno, cioè i suoi umili schiavi e i suoi poveri figli che ella susciterà per muovergli guerra. Essi saranno piccoli e poveri agli occhi del mondo, e in basso rispetto a tutti come il calcagno, calpestati e perseguitati come il calcagno rispetto alle altre membra del corpo; in cambio però saranno ricchi della grazia di Dio, che Maria distribuirà loro in abbondanza; saranno grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori a ogni creatura per il loro zelo coraggioso, e così fortemente sostenuti dall’aiuto divino che con l’umiltà del loro calcagno, in unione a Maria, schiacceranno la testa del demonio e faranno trionfare Gesù Cristo.

55. Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia ora più conosciuta, amata, e onorata di quanto lo sia stata in passato: cosa che sicuramente avverrà, se i predestinati entreranno, con la grazia e la luce dello Spirito Santo, nella pratica interiore e perfetta che farò loro scoprire in seguito. Allora, per quanto la fede lo permetta, vedranno con chiarezza questa bella stella del mare e con la sua guida arriveranno a buon porto, nonostante le tempeste e i pirati; conosceranno le grandezze di questa sovrana e si consacreranno interamente al suo servizio, come suoi sudditi e schiavi d’amore; ne gusteranno le dolcezze e le materne bontà e l’ameranno teneramente come suoi figli prediletti; conosceranno le misericordie di cui ella è ricolma e i bisogni che hanno del suo aiuto; per ogni cosa ricorreranno a lei come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù Cristo; sapranno che è lei il mezzo più sicuro, più facile, più breve e perfetto per andare a Gesù Cristo, e si consegneranno a lei corpo e anima, senza riserva, per appartenere nello stesso modo a Gesù Cristo.

56. Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria? Saranno fuoco ardente, ministri del Signore che metteranno ovunque il fuoco dell’amore divino.

Saranno «come frecce in mano a un eroe» (Sal 127, 4), cioè frecce acute nella mano della potente Maria per trafiggere i suoi nemici.

Saranno figli di Levi, ben purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio, i quali porteranno l’oro dell’amore nel cuore, l’incenso della preghiera nello spirito e la mirra della mortificazione nel corpo, e saranno ovunque il buon profumo di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e orgogliosi mondani.

57. Saranno nubi tonanti e volanti nel cielo al minimo soffio dello Spirito Santo, senza attaccarsi a nulla, né stupirsi di nulla, senza spaventarsi né mettersi in pena per nulla: spargeranno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il demonio e i suoi seguaci, e con la spada a doppio taglio della parola di Dio trafiggeranno da parte a parte, per la vita o per la morte, tutti coloro ai quali saranno inviati dall’Altissimo.

58. Saranno veri apostoli degli ultimi tempi, ai quali il Signore delle virtù darà la parola e la forza per operare meraviglie e riportare gloriose vittorie sui suoi nemici; dormiranno senza oro né argento e, ciò che più conta, senza preoccupazioni, tra gli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici; e tuttavia avranno le ali argentate della colomba, per andare con la pura intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, dove lo Spirito Santo li chiamerà; e non lasceranno dietro di sé, nei luoghi dove avranno predicato, che l’oro della carità, che è il compimento di tutta la legge.

59. Infine, noi sappiamo che saranno veri discepoli di Gesù Cristo, che seguendo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo le massime del mondo; senza preoccupazioni e senza soggezione di nessuno, senza risparmiare, né ascoltare, né temere alcun mortale, per quanto potente. Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; porteranno sulle loro spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona del rosario nella sinistra, i santi nomi di Gesù e di Maria sul loro cuore, la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta.

Ecco i grandi uomini che verranno, e che Maria formerà per ordine dell’Altissimo, per estendere il suo impero su quello degli empi, idolatri e musulmani. Ma quando e come avverrà tutto questo? Dio solo lo sa: noi dobbiamo tacere, pregare, sospirare e aspettare: «Ho sperato, ho sperato nel Signore» (Sal 40, 2).

 

[SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT – TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA]

Chiesa Cattolica

«La Passione della Chiesa»

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Complotto contro Gesù e tradimento di Giuda

1Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, 2e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo. 3Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. 4Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. 5Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. 6Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

Preparativi della cena pasquale

7Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. 8Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare». 9Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?». 10Ed egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà 11e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 12Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate». 13Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

La cena pasquale

14Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, 15e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, 16poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». 17E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, 18poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».

Istituzione dell’Eucaristia

19Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 20Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

Annunzio del tradimento di Giuda

21«Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. 22Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!». 23Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.

Chi è il più grande?

24Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande. 25Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. 26Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. 27Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

Ricompensa promessa agli apostoli

28Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; 29e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me, 30perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

Annunzio del ritorno e del ringraziamento di Pietro

31Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; 32ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». 33E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte». 34Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi».

L’ora del combattimento decisivo

35Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». 36Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. 37Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». 38Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».

Sul monte degli Ulivi

39Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. 40Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». 41Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: 42«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». 43Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. 44In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. 45Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. 46E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

L’arresto di Gesù

47Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. 48Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?». 49Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». 50E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. 51Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l’orecchio, lo guarì. 52Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? 53Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre».

Rinnegamenti di Pietro

54Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. 55Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. 56Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui». 57Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco!». 58Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!». 59Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo». 60Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. 61Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». 62E, uscito, pianse amaramente.

Primi oltraggi

63Frattanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano e lo percuotevano, 64lo bendavano e gli dicevano: «Indovina: chi ti ha colpito?». 65E molti altri insulti dicevano contro di lui.

Gesù davanti al sinedrio

66Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero: 67«Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; 68se vi interrogo, non mi risponderete. 69Ma da questo momento starà il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio». 70Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». 71Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

Luca 22

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Purificazione della Chiesa.

Suo sostegno: “Le anime vittime”.

Trovandomi nel solito mio stato, mi son trovata fuori di me stessa, dentro d’una chiesa, ed ivi c’era un sacerdote che celebrava il Divin Sacrifizio e mentre ciò faceva piangeva amaramente e diceva: “La colonna della mia Chiesa non ha dove poggiarsi!

Nell’atto che ciò diceva ho visto una colonna, che la sua cima toccava il cielo, ed al disotto di questa colonna stavano sacerdoti, vescovi, cardinali e tutte le altre dignità che sostenevano la detta colonna; ma con mia sorpresa ho fatto per guardare ed ho visto che di dette persone, chi era molto debole, chi mezzo marcito, chi infermo, chi pieno di fango: scarsissimo era il numero di quelli che si trovavano in stato di sostenerla. Sicché questa povera colonna, tant’erano le scosse che riceveva al disotto, che tentennava senza potere star ferma. Al disopra di detta colonna vi era il Santo Padre che, con catene d’oro e coi raggi che tramandava da tutta la sua persona, faceva quanto più poteva a sostenerla, ad incatenare ed illuminare le persone che dimoravano al disotto – benché qualcuna se ne fuggiva per avere più agio a marcirsi ed infangarsi – non solo, ma di legare ed illuminare tutto il mondo.

Mentre io ciò vedevo, quel sacerdote che celebrava la Messa – sto in dubbio se fosse sacerdote oppure Nostro Signore mi pare che fosse, ma non so dire certo -, mi ha chiamato vicino a sé e mi ha detto: “Figlia mia, vedi in che stato lacrimevole si trova la mia Chiesa; quelle stesse persone che dovevano sostenerla, vengono meno e, con le loro opere l’abbattono, la percuotono e giungono a denigrarla. L’unico rimedio è che faccia versare tanto sangue da formare un bagno per poter lavare quel marcioso fango e sanare le loro piaghe profonde, imperocché sanati, rafforzati, abbelliti in quel sangue, possano essere strumenti abili a mantenerla stabile e ferma”. Poi ha soggiunto: “Io ti ho chiamato per dirti: ‘Vuoi tu essere vittima e così essere come un puntello per sostenere questa colonna in tempi sì incorreggibili?’”

Io in principio mi son sentita correre un brivido per timore ancora non avessi la forza, ma poi subito mi sono offerta ed ho pronunziato il Fiat. In questo mentre, mi son trovata circondata da tanti Santi, Angeli ed anime purganti che con flagelli ed altri strumenti mi tormentavano; ed io, sebbene in principio avvertivo un timore, ma poi, quanto più soffrivo, tanto più mi veniva la voglia di patire e gustavo il patire come un dolcissimo nettare.

E questo molto più ché mi ha toccato un pensiero: chi sa che quelle pene potessero essere mezzo come consumare la vita e così poter spiccare l’ultimo volo verso il mio Sommo ed Unico Bene? Ma con mio sommo rammarico, dopo aver sofferto acerbe pene, ho visto che quelle pene non mi consumavano la vita. Oh, Dio, che pena che questa fragile carne mi impedisce di unirmi col mio Bene Eterno! Dopo ciò, ho visto la sanguinosa strage che si faceva di quelle persone che stavano al disotto della colonna.

Che orribile catastrofe! Scarsissimo era il numero che non rimaneva vittima; giungevano a tale ardimento che tentavano d’uccidere il Santo Padre. Ma poi pareva che quel sangue sparso, quelle sanguinose vittime straziate, erano mezzi come rendere forti quelli che rimanevano, in modo da sostenere la colonna, senza farla più tentennare.

Oh, che felici giorni dopo ciò spuntavano! Giorni di trionfi e di pace; la faccia della terra pareva rinnovata, la detta colonna acquistava il suo primiero lustro e splendore. Oh, giorni felici! Da lungi io vi saluto, ché tanta gloria darete alla mia Chiesa e tanto onore a quel Dio che ne è il Capo!

 

Luisa Piccarreta – LdC III Vol. 1 Novembre 1899

 

Apostasia

«Angeli e demoni. La lotta di Satana contro Cristo»

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MARIA VALTORTA


19 giugno 1943

   Dice Gesù:

«Giorni fa il Padre2 ha scritto che rimaneva perplesso circa la vera fonte del flagello attuale “perché un regno diviso in se stesso non è più un regno”. Mostrerò al Padre che ciò può essere, essendo la divisione puramente apparente.
Lucifero, nelle sue manifestazioni, ha sempre cercato di imitare Iddio. Così come Dio ha dato ad ogni Nazione il suo angelo tutelare, Lucifero le ha dato il suo demone. Ma come i diversi angeli delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Dio, così i diversi demoni delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Lucifero.
L’ordine dato da Lucifero nella presente vicenda ai diversi demoni non è diverso a seconda degli Stati. È un ordine unico per tutti. Donde si comprende che il regno di Satana non è diviso e perciò dura.
Questo ordine può essere enunciato così: “Seminate orrore, disperazione, errori, perché i popoli si stacchino, maledicendolo, da Dio“.
I demoni ubbidiscono e seminano orrore e disperazione, spengono la fede strozzano la speranza, distruggono la carità. Sulle rovine seminano odio, lussuria, ateismo. Seminano l’inferno. E riescono perché trovano già il terreno propizio.
Anche i miei angeli lottano a difesa del Paese che ho loro assegnato. Ma i miei angeli non trovano terreno propizio. Onde rimangono soccombenti rispetto ai nemici infernali. Per vincere, i miei angeli dovrebbero essere aiutati da animi viventi nel e per il Bene. Viventi in Me. Ne trovano. Ma sono troppo pochi rispetto a quelli che non credono, non amano, non perdonano, non sanno soffrire.
È il caso di ripetere: “Satana ha chiesto di vagliarvi“. E, dal vaglio, risulta che la corruzione è come nei tempi del diluvio, aggravata dal fatto che voi avete avuto il Cristo e la sua Chiesa, mentre ai tempi di Noè ciò non era.
L’ho già detto 3 e lo ripeto: “Questa è lotta fra Cielo e inferno“. Voi non siete che un bugiardo paravento. Dietro le vostre schiere battagliano angeli e demoni.
   Dietro i vostri pretesti è la ragione vera: la lotta di Satana contro Cristo.
   Questa è una delle prime selezioni dell’umanità, che si avvicina alla sua ora ultima, per separare la messe degli eletti dalla messe dei reprobi. Ma purtroppo la messe degli eletti è piccola rispetto all’altra.
   Quando Cristo verrà per vincere l’eterno antagonista nel suo Profeta troverà pochi segnati, nello spirito, dalla Croce.»

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 32
Apostasia

«La grande profezia di Mons. Fulton Sheen: l’Anticristo e il nuovo umanesimo, ossia il Grande Umanitario»

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Dio vi benedica!

Voglio che queste siano le mie prime parole di saluto a voi. Saranno anche le parole conclusive di tutte le trasmissioni. “Dio vi benedica” significa che Dio è amore, che Dio vi ama e che voi dovete ricambiare l’amore di Dio.

Perché così poche persone si accorgono della gravità della nostra crisi presente? In parte è perché gli uomini non vogliono credere che i loro tempi siano malvagi, in parte perché questo significa accusare se stessi e soprattutto perché per misurare i loro tempi essi non hanno altri criteri all’infuori di sé.

Solo quanti vivono secondo la fede sanno davvero che cosa sta accadendo nel mondo. Il Nostro Salvatore potrebbe ben dire quel che disse ai sadducei e ai farisei del Suo tempo: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi» (Mt 16,2-3)

Noi conosciamo i segni dei nostri tempi? Essi indicano due verità ineluttabili, la prima delle quali è che siamo giunti alla fine dell’epoca postrinascimentale che fece dell’uomo la misura di tutte le cose. I tre dogmi fondamentali del mondo moderno si stanno dissolvendo davanti ai nostri occhi.

Primo, stiamo assistendo alla liquidazione dell’uomo economico, o dell’assunto per cui l’uomo, in quanto animale altamente evoluto, non ha altre funzioni nella vita se non produrre e acquisire ricchezza, e poi come le bestie da pascolo invecchiare e morire.

Secondo, stiamo assistendo alla liquidazione dell’idea della naturale divinità dell’uomo, che non ha bisogno di alcun Dio che gli dia dei diritti, o di un Redentore che lo salvi dalla colpa, perché il progresso è diventato automatico grazie alle scienze, all’educazione e all’evoluzione, che un giorno renderà l’uomo una specie di dio.

Stiamo assistendo anche alla liquidazione del razionalismo, o dell’idea secondo cui lo scopo della ragione umana non è scoprire il significato e lo scopo della vita, e cioè la salvezza dell’anima, bensì ideare nuovi avanzamenti tecnici per fare in modo che la città dell’uomo su questa terra prenda il posto della città di Dio. Può benissimo essere che il liberalismo storico sia soltanto un’era di transizione tra una civiltà che una volta era cristiana e una che sarà decisamente anticristiana.

La seconda grande verità che i segni dei tempi fanno presagire è che siamo decisamente alla fine di un’era non-religiosa della civiltà, con ciò intendo un’era che considerava la religione come un’appendice alla vita, un extra di devozione, un costituente morale per l’individuo ma di nessuna rilevanza sociale, e Dio un compagno silenzioso il cui nome è usato dalla ditta per darsi una rispettabilità ma che non ha niente da dire a riguardo di come si deve gestire l’attività.

La nuova era in cui stiamo entrando è quella che potremmo chiamare la fase religiosa della storia umana. Non fraintendetemi; “religiosa” non vuol dire che gli uomini si rivolgeranno a Dio, ma piuttosto che l’indifferenza all’assoluto che ha caratterizzato la fase liberale della civiltà sarà seguita da una passione per l’assoluto. Da oggi in poi lo scontro non sarà per le colonie e i diritti delle nazioni, ma per le anime degli uomini. Le linee della battaglia sono tracciate chiaramente e non c’è più dubbio su quali siano le questioni fondamentali. Da oggi in poi gli uomini si divideranno in due religioni concepite di nuovo come abbandono a un assoluto. Il conflitto del futuro è tra un assoluto che è il Dio-Uomo e un assoluto che è l’uomo-dio; tra il Dio che si è fatto uomo e l’uomo che si fa dio; tra i fratelli in Cristo e i compagni nell’Anticristo.

L’Anticristo, però, non sarà chiamato così, altrimenti non avrebbe seguaci. Non indosserà calzamaglie rosse né vomiterà zolfo, né impugnerà una lancia né agiterà una coda con la punta a forma di freccia come il Mefistofele nel Faust. Da nessuna parte nelle Sacre Scritture troviamo conferma del mito popolare che immagina il diavolo come un buffone vestito di rosso. È descritto invece come un angelo caduto, come “il Principe di questo mondo” il cui mestiere è di dirci che non esiste nessun altro mondo. La sua logica è semplice: se non c’è un paradiso, non c’è alcun inferno; se non c’è un inferno, non c’è alcun peccato; se non c’è il peccato, non c’è alcun giudizio, e se non c’è un giudizio allora il male è bene e il bene è male. Ma al di là di queste descrizioni, Nostro Signore ci dice che egli sarà molto simile a Lui, che ingannerà perfino gli eletti – e di sicuro nessun diavolo di quelli che abbiamo visto nei libri illustrati riuscirebbe a ingannare gli eletti.

In che modo egli verrà in questa nuova era per convincerci a seguire il suo culto? Verrà travestito da Grande Umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzi per condurci a Dio, ma come fini in sé. Scriverà libri su una nuova idea di Dio adatta ai modi di vivere della gente; diffonderà la fede nell’astrologia in modo da incolpare per i nostri peccati non la nostra volontà, ma le stelle; spiegherà psicologicamente la colpa in termini di sesso represso, farà sprofondare gli uomini nella vergogna se gli altri uomini diranno che non sono di mente aperta e liberali; identificherà la tolleranza con l’indifferenza verso quel che è giusto e quel che è sbagliato; incoraggerà i divorzi con l’inganno secondo cui una nuova unione è “vitale”; accrescerà l’amore per l’amore e diminuirà l’amore per la persona; invocherà la religione per distruggere la religione; parlerà perfino di Cristo e dirà che è stato il più grande uomo che sia mai vissuto; dirà che la sua missione è liberare gli uomini dalla schiavitù della superstizione e dal fascismo, che baderà di non definire mai.

Ma in mezzo a tutto il suo apparente amore per l’umanità e alle sue chiacchiere su libertà e uguaglianza, avrà un grande segreto che non rivelerà a nessuno: non crederà in Dio. Poiché la sua religione sarà la fratellanza senza la paternità di Dio, ingannerà perfino gli eletti. Istituirà una controchiesa che sarà una scimmiottatura della Chiesa perché lui, il diavolo, è la scimmiottatura di Dio. Essa sarà il corpo mistico dell’Anticristo e a livello esteriore ricorderà la Chiesa come corpo mistico di Cristo. In un disperato bisogno di Dio, indurrà l’uomo moderno nella sua solitudine e frustrazione a morire dalla voglia di entrare a far parte della sua comunità, la quale darà all’uomo uno scopo più grande senza bisogno di correzione personale né di ammettere la propria colpa.

Questi sono giorni in cui al diavolo è stata concessa una corda particolarmente lunga. [Perché non dobbiamo mai dimenticarci che Nostro Signore disse a Giuda e alla sua banda: «È giunta la tua ora». È l’ora di Dio, ma anche quella del male] l’ora in cui il pastore dev’essere percosso e le pecore disperse. La Chiesa si è forse preparata a una simile notte buia, con il decreto del Santo Padre che stabilisce le condizioni per cui un’Elezione Papale può tenersi fuori dalla città di Roma?

Uomini che conoscono la storia hanno visto questi giorni bui avvicinarsi. Nel lontano 1842, 105 anni fa, il poeta tedesco Heine scrisse: «Il comunismo, sebbene oggi se ne parli poco e si aggiri per soffitte segrete su miserabili giacigli di paglia, è l’eroe oscuro destinato un grande, ancorché temporaneo, ruolo nella tragedia moderna… Tempi selvaggi e tetri ci minacciano, e il profeta che desideri scrivere una nuova apocalisse dovrebbe inventare bestie completamente nuove – bestie tanto terribili che le vecchie creature di san Giovanni sembreranno dolci colombe e angioletti in confronto. Gli dèi si velano i volti per la compassione verso i figli degli uomini, i loro antichi fardelli. Il futuro odora di cuoio, sangue, empietà e molte frustate. E io farò bene a consigliare ai nostri nipoti di nascere con scorze dure sulle loro schiene». Questo nel 1842.

Davvero siamo stati avvertiti. Per la prima volta nella storia la nostra epoca ha assistito alla persecuzione del Vecchio Testamento da parte dei nazisti e alla persecuzione del Nuovo Testamento da parte dei comunisti. Chiunque abbia a che fare con Dio oggi è odiato, che la sua vocazione sia di annunciare il Suo Figlio Divino, Gesù Cristo, come per gli ebrei, o di seguirLo come i cristiani. Dal momento che i segni dei nostri tempi indicano una battaglia tra assoluti possiamo aspettarci che il futuro sarà un tempo di prova, per due ragioni.

Innanzitutto, perché si fermi la disgregazione. Se non ci fossero catastrofi, l’empietà prenderebbe sempre più terreno. Quel che è la morte per il singolo uomo, la catastrofe lo è per una civiltà malvagia: l’interruzione della vita e, per la civiltà, l’interruzione della sua empietà. Perché Dio avrebbe messo un angelo con una spada fiammeggiante a guardia del Giardino dell’Eden dopo la Caduta, se non per prevenire che i nostri primi progenitori vi entrassero di nuovo e mangiassero dell’Albero della Vita, cosa che avrebbe reso immortale la loro colpa? Dio non permetterà che l’ingiustizia diventi eterna. Egli permette che accadano rivolte, disgregazione e caos per ricordarci che i nostri pensieri sono stati sbagliati e i nostri desideri sono stati empi. La verità morale è vendicata dalla rovina che consegue al suo ripudio. Il caos dei nostri tempi è l’argomento negativo più forte che potesse mai essere utilizzato dalla cristianesimo. La catastrofe rivela che il male si sconfigge da solo e che non possiamo distogliere lo sguardo da Dio, come abbiamo fatto, senza fare del male a noi stessi.

La seconda ragione per cui dovrà arrivare una crisi è per prevenire una identificazione sbagliata tra la Chiesa e il mondo. Nostro Signore ha inteso che coloro che sono i Suoi seguaci fossero diversi nello spirito da coloro che non lo sono. Ma questa linea di demarcazione è stata offuscata. Invece del nero e del bianco c’è soltanto una sfumatura. La mediocrità e il compromesso caratterizzano le vite di tanti cristiani. Leggono gli stessi romanzi dei moderni pagani, educano i figli nella stessa maniera atea, danno retta ai medesimi commentatori che non hanno altri criteri se non giudicare il presente dal passato e il futuro dal presente; consentono che s’insinuino nelle loro famiglie usi pagani come il divorzio e le seconde nozze; vi sono sedicenti leader sindacali cattolici privi di carattere che danno indicazioni di voto per i comunisti ai congressi, o scrittori cattolici che accettano presidenze in organismi comunisti per inoculare idee totalitarie nei film. Non ci sono più il conflitto e l’opposizione che devono caratterizzarci. Stiamo influenzando il mondo meno di quanto il mondo influenzi noi. Non c’è più diversità.

Noi che siamo stati inviati per fondare un ospedale siamo stati infettati dalla malattia, e dunque abbiamo perduto il potere di guarire. E poiché l’oro è mescolato a una lega, tutto dev’essere gettato nella fornace affinché lo scarto sia bruciato. Il valore della prova sarà di distinguerci. Una catastrofe deve giungere per rifiutarci, disprezzarci, odiarci, perseguitarci, e allora, allora potremo marcare la nostra lealtà, affermare la nostra fedeltà e dichiarare dalla parte di chi stiamo. Diminuiremo in numero, ma aumenteremo in qualità. Non è per la Chiesa che temiamo, ma per il mondo. Tremiamo non perché Dio potrebbe essere scalzato dal trono, ma perché potrebbe regnare la barbarie.

Infine tre consigli pratici per questi tempi, perché i cristiani prendano coscienza che un momento di crisi non è un tempo di disperazione, ma di opportunità. Siamo nati nella crisi, nella sconfitta: la Crocefissione. E una volta che prendiamo coscienza che siamo sottoposti alla Collera Divina, possiamo diventare oggetto della Divina Misericordia. Gli autentici insegnamenti di Dio generano speranza. Il ladrone sulla destra arrivò a Dio attraverso una crocefissione.

In secondo luogo i cattolici devono accrescere la loro fede, appendere un crocifisso nelle loro case, ricordarsi che hanno una croce da portare; riunire le vostre famiglie ogni sera per recitare il rosario; andare alla Messa quotidiana; fare ogni giorno l’Ora Santa nella Presenza del nostro Signore dell’Eucaristia, soprattutto nelle parrocchie dove i pastori sono consci del bisogno del mondo e quindi celebrano servizi di riparazione.

Infine, ebrei, protestanti, cattolici, americani, tutti noi dobbiamo prendere coscienza che il mondo ci chiama a sforzi eroici per la spiritualizzazione. Non invochiamo l’unità religiosa, che non è possibile se acquistata al prezzo dell’unità della verità, ma chiediamo un’unità delle persone religiose, nella quale ognuno marci separato secondo la luce della sua coscienza, ma tutti colpiscano insieme per il progresso morale del mondo. Le forze del male sono unite; le forze del bene sono divise. È possibile che non riusciremo mai ai ritrovarci nel medesimo banco – voglia Dio che accada – ma possiamo incontrarci sulle nostre ginocchia. Potete stare certi che nessun sordido compromesso né equilibrismo vi riguarderà. Coloro che hanno fede faranno meglio a rimanere in stato di grazia e coloro che non l’hanno faranno meglio a capire le proprie intenzioni, poiché nell’era che viene ci sarà un solo modo per fermare le vostre ginocchia tremanti, e sarà piegarle e mettersi a pregare.

Pregate Michele, Michele il Principe del mattino, che sconfisse Lucifero che voleva farsi dio. Quando un tempo il mondo si incrinò a causa di un ghigno in paradiso, egli si alzò e trascinò giù dai sette cieli l’orgoglio che voleva guardare l’Altissimo dall’alto in basso.

E pregate anche Nostra Signora. Ditele: “È a te che è stato dato il potere di schiacciare la testa del serpente che mentendo disse agli uomini che sarebbero diventati dèi. E possa tu, che ritrovasti Cristo allorché Egli fu perso per tre giorni, ritrovarLo di nuovo per il nostro mondo che Lo ha perduto. Dona la Parola all’incontinenza senile della nostra prolissità. E come tu formasti la Parola nel tuo grembo, forma Lui nei nostri cuori. Signora del Blu del Cielo, in questi giorni oscuri accendi le nostre lampade. Ridacci la Luce del Mondo perché una Luce risplenda anche in questi giorni di oscurità”.

Dio vi benedica.

Celebre sermone pronunciato alla radio il 26 gennaio del 1947, dal titolo “Light Your Lamps” (Accendete le vostre lampade). Fonte: Tempi.it

 

 

Chiesa Cattolica

«Pio XII: Consacrazione del mondo e della Chiesa al Cuore Immacolato di Maria»

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Papa Pio XII

Nel corso del suo Radiomessaggio ai pellegrini di Fatima del 30 ottobre 1942, Pio XII consacra il mondo e la Chiesa al Cuore Immacolato di Maria, sicuro che Lei aiuterà il mondo a liberarsi dalle discordie, dall’odio e dalle iniquità che lo affliggono e proteggerà la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, contro le persecuzioni di cui è oggetto e che le causano sanguinose sofferenza:

“Regina del Santissimo Rosario, ausilio dei cristiani, rifugio del genere umano, vincitrice di tutte le battaglie di Dio! Supplici ci prostriamo al vostro trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere grazie e opportuno aiuto a difesa delle presenti calamità, non per i nostri meriti, dei quali non presumiamo, ma unicamente per l’immensa bontà del vostro materno Cuore.

A voi, al vostro Cuore Immacolato, Noi, quale Padre comune della grande Famiglia cristiana, come Vicario di Colui al quale fu dato ogni potere in cielo e in terra e dal quale ricevemmo la cura di quante anime redente col suo sangue popolano l’universo mondo, a voi, al vostro immacolato Cuore, in quest’ora tragica della storia umana, affidiamo, rimettiamo, consacriamo non solo la santa Chiesa, Corpo Mistico del vostro Gesù, che soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribolata, ma anche tutto il mondo straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima delle proprie iniquità”.

Preghiamo instancabilmente, nella adorabile Divina Volontà per il mondo intero. Per tutta l’umanità. Ma in modo particolare per la Chiesa e l’Italia. Siamo giunti alla fine dei tempi (cfr. Mt 24,32).

L’Amazzonia brucia: “Vediamo la vita che si spegne”. È forse un segno che il Cielo invia alla terra, al prossimo Sinodo dell’Amazzonia voluto da Bergoglio ?

Oremus!

 

Chiesa Cattolica

Programma

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Luisa Piccarreta – Seminario a Heroldsbach

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Heroldsbach. Luogo di apparizioni.

Il prodigio solare (8 dicembre 1949 – Festa dell’Immacolata Concezione)

Il parroco di Heroldsbach, Johannes Gailer, così scrive nella sua relazione: «Il giorno 8 dicembre 1949 avevo tenuto una processione: al ritorno vidi assembrate alcune migliaia di persone che guardavano stupite verso il cielo e richiamavano la mia attenzione verso il sole; quando anch’io guardai vidi infatti il disco solare compiere alcuni movimenti come volesse calare sulla Terra, per poi ritornare nella sua posizione iniziale. Quest’impossibile spostamento mi fu del tutto inspiegabile in termini “naturali”. Notai intorno al sole, mentre stava “per calare”, una larga corona di rose. Invece Antonie Saam vide nel sole la Madre di Dio con il Bambino tra le braccia. Il prodigio durò circa mezz’ora. Eravamo cinque sacerdoti presenti al fenomeno. Finché vivrò non potrò mai dimenticare questo giorno».

Dopo l’avvenimento soprannaturale le veggenti, interrogate individualmente, attestarono tutte la stessa cosa, cioè che erano state testimoni di un’apparizione della Madonna nel sole roteante e calante; contemporaneamente le bambine sentirono dire: «Questo l’ho fatto affinché quelli che non credono, credano!». Nello stesso giorno l’arcivescovo di Bamberg manifestò anch’egli una posizione positiva riguardo ai fenomeni avvenuti.

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« 15 agosto 2012 / 2019: sette anni di fede ardente »

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«La mia elezione non è fresco riposo in un boschetto fiorito. Io sono venuto a portare fuoco sulla Terra; e che posso desiderare se non che si accenda? Perciò mi affatico e voglio vi affatichiate fino alla morte e finché la Terra sia tutta un rogo di fuoco celeste. Io devo essere battezzato con un battesimo. E come sarò angustiato finché non sarà compiuto! Non vi chiedete perché? Perché per esso potrò di voi fare dei portatori del Fuoco, degli agitatori che si muoveranno in tutti e contro tutti gli strati sociali, per farne un’unica cosa: il gregge di Cristo. Credete voi che Io sia venuto a metter pace sulla Terra? E secondo il modo di vedere della Terra? No. Ma anzi discordia e separazione. Perché d’ora innanzi, e fintanto che tutta la Terra non sarà un unico gregge, di cinque che sono in una casa due saranno contro tre, e sarà il padre contro il figlio, e questo contro il padre, e la madre contro le figlie, e queste contro quella, e le suocere e nuore avranno un motivo di più per non intendersi, perché un linguaggio nuovo sarà su certe labbra e accadrà come una Babele, perché un sommovimento profondo scuoterà il regno degli affetti umani e soprumani. Ma poi verrà l’ora in cui tutto si unificherà in una lingua nuova, parlata da tutti i salvati dal Nazareno, e si depureranno le acque dei sentimenti, andando sul fondo le scorie e brillando alla superficie le limpide onde dei laghi celesti. In verità che non è riposo il servirmi, secondo quanto dà, l’uomo, di significato a questa parola. Occorre eroismo e instancabilità. Ma Io ve lo dico: alla fine sarà Gesù, sempre e ancora Gesù, che si cingerà la veste per servirvi, e poi si siederà con voi ad un banchetto eterno e sarà dimenticata fatica e dolore». (Cfr. Lc 12, 49-53)

Maria Valtorta: L’uomo avido e la parabola del ricco stolto. Le inquietudini e la vigilanza nei servi di Dio. Cap. 276. Poema: IV, 140.  10 settembre 1945.

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Potenza della fede

Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

Servire con umiltà

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu? Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». Lc 17,5-10

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LA GRANDE DIFFERENZA TRA LA SANTITÀ DELLE VIRTÙ E QUELLA DEL VIVERE NELL’UNITÀ DELLA LUCE DEL VOLER DIVINO.

 

Trovandomi nel solito mio stato, il mio dolce Gesù faceva vedere la divina giustizia in atto di sgravarsi sulla terra, comandando agli elementi che si scatenassero contro le creature; io tremavo nel vedere: dove le acque inondavano i paesi quasi per seppellirli; dove il vento, che con forza impetuosa trasportava e sradicava piante, alberi, case, da farne un mucchio, da rimanere varie regioni nella più squallida miseria; dove serpeggiavano terremoti con notevole danno. Ma chi può dire tutti i mali che stanno per piombare sulla terra? Oltre di ciò, il mio sempre amabile Gesù si faceva vedere nel mio interno che soffriva in modo straziante per le tante offese che gli facevano le creature, specie per le tante ipocrisie; sembrava che sotto al bene apparente tenevano il veleno nascosto, le spade, le lance, i chiodi, per ferirlo in tutti i modi. Onde, come se Gesù mi volesse insieme a patire mi ha detto:

“Figlia mia, la bilancia della mia Giustizia è colma e sta straripando sopra le creature; vuoi tu come figlia della mia Volontà che Io ti metta ai riflessi della mia Giustizia, affinché prenda parte ai suoi colpi? Perché sta per fare un mucchio della terra; e mentre col tuo patire soddisfi la Giustizia, risparmierai i tuoi fratelli. Chi vive nell’alto Regno del Supremo Volere deve difendere ed aiutare chi sta nel basso “.

Ora, mentre ciò diceva mi son sentita come se la Giustizia divina piovesse i suoi riflessi su di me, e Gesù immedesimandomi con Lui, soffrivo insieme i suoi colpi, le sue ferite, le sue pene; erano tante che io stessa non sapevo se dovessi restare viva o morta; ma con sommo mio dolore, il mio Gesù, ritirandosi ha mitigato le mie pene e son restata di nuovo a valicare il mio duro e lungo esilio. Ma sempre: “Fiat! Fiat!”… Tutto ciò avrei voluto passarlo per sopra [tralasciarlo], ma l’ubbidienza si è imposta e con mio sommo rincrescimento ho dovuto fare un piccolo cenno. Onde, chi può dire come sono restata? Ed il mio dolce Gesù per sollevarmi ha ripreso il suo dire sulla sua Santissima V olontà:

Figlia mia, vieni con Me in mezzo alla Creazione: Cielo e terra ti aspettano, vogliono colei che, animata da quella stessa Volontà che anima e dà vita ad esse, faccia risuonare tutta la Creazione di quell’eco dolcissimo dell’Eterno Amore del loro Fattore; vogliono la tua voce che, scorrendo in ciascuna cosa creata, animi il loro muto linguaggio di quella perenne gloria e adorazione al loro Creatore. E siccome tutte le cose create sono vincolate tra loro ed una è la forza dell’altra, perché una è la Volontà Suprema che le vivifica e conserva, onde chi la possiede è vincolata con esse con la medesima forza e con la stessa unione; quindi non stando [tu] in mezzo alla Creazione si sentirebbero mancare, per la tua assenza, la forza universale ed il vincolo dell’inseparabilità. Perciò vieni nei nostri domini, perché tutti ti sospirano, ed insieme ti farò comprendere altre cose sulla grande distanza che c’è tra la santità di chi possiede l’unità della Luce del Regno della mia Volontà e la santità della sottomissione, della rassegnazione e delle virtù”.

Ora, mentre ciò diceva mi son trovata fuori di me stessa e cercavo di far risuonare il mio ‘Ti amo’, la mia adorazione, su tutte le cose create, e Gesù tutto bontà ha soggiunto:

“Figlia mia, guarda il cielo, le stelle, il sole, la luna, le piante, i fiori, il mare, guarda tutto: ciascuna cosa ha la sua natura distinta, il suo colorito, la sua piccolezza e la sua altezza, ognuna ha il suo ufficio distinto, e una non può fare ciò che fa l’altra né produrre gli stessi effetti. Sicché ciascuna cosa creata è simbolo della santità delle virtù, della sottomissione e rassegnazione alla mia Volontà; a seconda delle virtù che hanno praticato, [i Santi] hanno attinto in loro un colore distinto, perciò si può dire chi è fiore rosso, chi viola, chi bianco, chi è pianta, chi è albero, chi è stella; e a secondo che si sono sottomessi ai riflessi del Supremo Volere, così hanno sviluppato nella fecondità, nell’altezza, nella bellezza, ma uno è il loro colorito, perché il mio Volere, come raggio di sole, ha dato loro il colore di quel seme che loro stessi avevano messo nelle anime loro.

Invece la santità di chi vive nell’unità della Luce della mia Volontà è parto di quell’Atto solo del suo Creatore, che mentre è uno nelle mani creatrici, i raggi della sua Volontà, uscendo da Dio, invadono tutto e producono opere ed effetti, tanto innumerevoli che l’uomo non può giungere a contarli tutti. Sicché questa santità, essendo parto di quell’Atto solo, sarà cura e gelosia del Voler Supremo che racchiuda in sé tutti i colori, tutte le svariate bellezze, tutti i beni possibili ed immaginabili. Sicché più che sole sfolgorante racchiuderà ed eclisserà in sé tutta la Creazione con le sue svariate bellezze, tutti i beni della Redenzione si vedranno in lei racchiusi, tutte le santità si vedranno in lei, ed Io, sfoggiando in amore più che mai, metterò il suggello della mia stessa Santità in chi avrà posseduto il Regno della mia Volontà.

Sai tu come succederà a riguardo di questa santità del vivere nel mio Volere, per il tuo Creatore? Succederà come ad un re che non ha prole: questo re non gode mai l’affetto d’un figlio, né lui si sente di prodigare tutte le sue carezze paterne né i suoi baci affettuosi, perché non scorge in nessuno il suo parto, le sue fattezze e a chi affidare le sorti del suo Regno; poveretto, vive sempre con un chiodo nel cuore, vive sempre circondato da servi, da persone che non lo rassomigliano, e se gli stanno dintorno non è per puro amore, ma per interesse proprio, per fare acquisto di ricchezze, di gloria e forse anche per tradirlo. Ora, supponi che venga un suo figlio alla luce dopo lungo tempo: quale non è la festa di questo re? Come se lo bacia, lo carezza, non sa distaccare il suo sguardo dal figlio suo, in cui riconosce la sua immagine; appena nato lo eredita [lo fa erede] del suo Regno e di tutti i suoi beni, e la sua completa gioia e festa è che il suo Regno non sarà più degli estranei, dei suoi servi, ma del suo caro figlio. Onde si può dire che ciò che è del padre è del figlio, e ciò che è del figlio è del padre.

Ora, chi possederà il Regno della mia Volontà sarà per Noi come un figlio nato dopo seimila anni circa; qual gioia, qual festa non sarà per Noi nel vedere in lui la nostra immagine integra, bella, come la uscimmo dal nostro seno paterno; tutte le carezze, i baci, i doni, saranno per questo figlio, molto più che, avendo dato all’uomo nella Creazione il Regno della nostra Volontà come eredità sua speciale, ed essendo stato questo nostro Regno in mano ad estranei, a servi, a traditori, per sì lungo tempo, nel vedere questo figlio, che lo possederà come figlio e Ci darà la gloria del Regno della nostra Volontà, la nostra eredità sarà messa in salvo da parte di questo figlio. Non è giusto che tutto le diamo, anche Noi stessi, e che racchiuda tutto e tutti?”

Mentre Gesù ciò diceva, io son rimasta impensierita e Gli ho detto: “Possibile, Amor mio, tutto questo?” E Gesù ha soggiunto:

Figlia mia, non ti meravigliare, perché col possedere l’anima il Regno del Supremo V olere possederà una V olontà Divina, infinita, eterna, che racchiude tutti i beni; quindi chi possiede tutto può darci tutto. Qual sarà il nostro contento, la nostra e la sua felicità nel vedere la piccolezza della creatura in questo nostro Regno, che prende continuamente da Noi da padrona, da figlia nostra? E siccome ciò che prende da Noi è divino, lei prende il divino e il divino Ci dà, prende l’infinito e l’infinito Ci dà, prende da Noi cose immense e cose immense Ci dà, prende da Noi luce e luce Ci porta; lei non farà altro che prendere e darci; Noi metteremo a sua disposizione tutte le cose nostre, affinché nel Regno della nostra Volontà, datogli da Noi, non più entrino cose a Noi estranee, ma tutte cose nostre, e così possiamo ricevere i frutti, la gloria, l’amore, l’onore del Regno della nostra Volontà. Perciò sii attenta ed il tuo volo nel nostro Volere sia continuo”.

 

Luisa Piccarreta: LDC – XIX Volume 2 Luglio 1926