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«TUTTA LA FINEZZA E L’ASTUZIA DEL VERO AMORE»

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L’ANIMA CHE FA LA MIA VOLONTÀ, PERDE IL SUO TEMPERAMENTO ED ACQUISTA IL MIO. SORRISO DI GESÙ.

Avendo visto varie anime intorno a Gesù, specie una più sensibile, Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, le anime di temperamento sensibile, se si indirizzano al bene, fanno più progresso delle altre, perché la loro sensibilità le porta ad imprese ardue e grandi.”
Io l’ho pregato che le togliesse quel po’ di sensibilità umana che le restava, che la stringesse più a Sé, che le dicesse che l’amava, ché a sentirsi dire che l’amava sarebbe stata conquistata del tutto: “vedrai che riuscirai, non hai vinto me così, dicendomi che mi amavi tanto, tanto?”
E Gesù: “Sì, sì, lo farò, ma voglio la sua cooperazione, che sfugga quanto più può alle persone che le eccitano la sensibilità.”
Onde io ho soggiunto: “Mio amore, dimmi, qual è il mio temperamento?”

E Gesù: “Chi vive nella mia Volontà perde il suo temperamento ed acquista il mio. Sicché nell’anima che fa la mia Volontà si scorge un temperamento piacevole, attraente, penetrante, dignitoso ed insieme semplice, d’una semplicità infantile, insomma, mi rassomiglia in tutto. Anzi, di più ancora, ha in suo potere il temperamento come lo vuole e come ci vuole; siccome vive nella mia Volontà prende parte alla mia potenza, quindi ha le cose e se stesso a sua disposizione, quindi, a seconda delle circostanze e delle persone con cui tratta, prende il mio temperamento e lo svolge.”

Ed io: “Dimmi, mi dai un primo posto nel tuo Volere?”
Gesù ha sorriso: “Sì, sì, te lo prometto, dalla mia Volontà non ti farò uscire giammai e prenderai e farai ciò che vuoi.”
Ed io: “Gesù, voglio essere povera, povera e piccola, piccola, delle stesse cose tue non voglio niente, è meglio che le abbia Tu stesso, voglio solo Te e come mi serviranno le cose, Tu me le darai, non è vero, oh! Gesù?”
E Gesù: “Brava, brava, la figlia mia, finalmente ho trovato una che non vuole niente. Tutti vogliono qualcosa da Me, ma non il tutto, cioè Me solo, mentre tu, col non voler niente, hai voluto tutto e qui sta tutta la finezza e l’astuzia del vero amore.” Io ho sorriso e Gesù è scomparso.

 

Luisa Piccarreta – LdC – XI Vol. 24 Febbraio 1912

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«NASCITA DI MARIA»

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Messaggio dato da Maria SS. a Medugorje il 1° agosto 1984:

«Il cinque agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del Rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare almeno tre giorni a me? ».

«Non altro sospiro che la mia Volontà regni in mezzo a voi. Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina; già Essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e per farmi cessare di piangere, ed amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli nelle nazioni per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà. Fu Lei che Mi preparò i popoli a farmi scendere dal Cielo in terra, ed a Lei affido, al suo amore materno, che Mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un Dono sì grande». (Luisa Piccarreta – Appello di Gesù per il Regno della Divina Volontà)

 

 

MARIA VALTORTA

IL POEMA DELL’UOMO DIO.
VOL. I CAPITOLO 5

V. Nascita di Maria. La sua verginità nell’eterno pensiero del Padre

26 agosto 1944

(Estratto)

«Là, oltre il grande Hermon, sorgono nubi veloci. Vento di settentrione. Rinfrescherà e forse darà acqua».
«È tre giorni che si leva e poi cade col sorger della luna. Farà così ancora». Gioacchino è sconfortato.

«Torniamo in casa. Anche qui non si respira, e poi penso che sia bene tornare…», dice Anna, che sembra ancor più olivastra per un pallore che le è venuto sul viso.

2«Soffri?».
«No. Ma sento quella gran pace che ho sentito nel Tempio quando mi fu fatta grazia, e che ho sentito ancora quando seppi d’esser madre. È come un’estasi. Un dolce sonno del corpo, mentre lo spirito giubila e si placa in una pace senza paragone umano. Ti ho amato, Gioacchino, e quando sono entrata nella tua casa e mi sono detta: “Sono sposa di un giusto”, ho avuto pace, e così tutte le volte che il tuo provvido amore aveva cure per la tua Anna. Ma questa pace è diversa. Vedi, io credo che è una pace come quella che dovette invadere, come olio che si spande e molce, lo spirito di Giacobbe, nostro padre, dopo il suo sogno d’angeli (Gn 28,10-16; Tb 12-13); e, meglio ancora, simile alla pace gioiosa dei Tobia dopo che Raffaele si manifestò loro. Se mi vi sprofondo, nel gustarla essa sempre più cresce. È come io salissi per gli spazi azzurri del cielo… e, non so perché, da quando io ho in me questa gioia pacifica, io ho un cantico in cuore, quello del vecchio Tobia. Mi pare sia stato scritto per quest’ora… per questa gioia… per la terra d’Israele che la riceve… per Gerusalemme peccatrice e ora perdonata… ma… — ma non ridete dei deliri di una madre… — ma quando dico: “Ringrazia il Signore per i tuoi beni e benedici il Dio dei secoli, affinché riedifichi in te il suo Tabernacolo”, io penso che colui che riedificherà nella Gerusalemme il Tabernacolo del Dio vero sarà questo che sta per nascere…, e penso ancora che non più della Città santa, ma della mia creatura sia profetizzata la sorte quando il cantico dice: “Tu brillerai di luce splendida, tutti i popoli della Terra a te si prostreranno, le nazioni verranno a te portando doni, adoreranno in te il Signore e terranno come santa la tua terra, perché dentro di te invocheranno il Grande Nome. Tu sarai felice nei tuoi figli, perché tutti saranno benedetti e si riuniranno presso il Signore. Beati quelli che ti amano e gioiscono della tua pace!…”; e la prima a gioirne sono io, la sua madre beata…».

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«IL VERO AMICO»

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Il cuore del vero amico non è come quello degli altri, è molto speciale poiché contiene nel suo seno un tesoro di inestimabile valore. Lui ti porta davvero più d’una stella cometa, il sole Gesù, ti regala il sorriso vittorioso del Cristo, nel suo Divin Volere e ti ama più di sé stesso fino al sacrificio. È vero amante questo cuore umile e casto, puro, ambasciatore del Cielo sulla terra. Gelosia divina degli angioli e dei santi!

È un’epifania del Signore! Ogni volta che lo incontri. (Cfr. Gv 15,12-17Amatevi gli uni gli altri )

 

L’amicizia
Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti.
Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille.
Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui.
C’è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura.
C’è anche l’amico che si cambia in nemico e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi.
C’è l’amico compagno a tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura.
Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso, e parlerà liberamente con i tuoi familiari.
Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te e dalla tua presenza si nasconderà.
Tieniti lontano dai tuoi nemici, e dai tuoi amici guàrdati.
Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro.
Per un amico fedele, non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore.
Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore.
Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico. (Siracide 6,5-17)

Ave o Maria, amica mia!

Luciano Mirigliano

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IL PECCATO È UN ATTO OPPOSTO DELLA VOLONTÀ UMANA ALLA DIVINA. IL VERO AMORE È VIVERE NELLA VOLONTÀ DELL’AMATO.

Continuando il mio solito stato, per brevi istanti ho visto il mio adorabile Gesù e mi ha detto: “Figlia mia, sai tu che cosa forma il peccato? Un atto opposto della volontà umana alla Divina. Immaginati due amici che stanno in contraddizione, se la cosa è lieve tu dici che non è perfetta e leale la loro amicizia, fosse pure in cose piccole; come amarsi e contraddirsi? Il vero amore è vivere nella volontà altrui, anche a costo di sacrificio; se poi la cosa è grave, non solo non sono amici, ma fieri nemici. Tale è il peccato. Opporsi al Volere Divino è lo stesso che farsi nemico di Dio, sia pure in cose piccole, è sempre la creatura che si mette in contraddizione col Creatore.

Luisa Piccarreta – LdC – Vol. V 18 Ottobre 1903

 

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LA SUPERBIA → MALATTIA DEL SECOLO

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Com’è difficile amarsi su questa terra, camminare insieme e rispettarsi, toccare con mano la vera gioia della vita, dell’essere stati amati e creati da Dio. Non è facile mantenere fermo un nobile proposito di bene, mettere in pratica i sani principi della filantropia dell’animo umano. Dappertutto si soffre, nelle relazioni, nelle amicizie, nel matrimonio, in famiglia, sul lavoro e nella società in genere, nella politica. Insomma, in ogni rapporto umano vi sono enormi conflitti e insidie in cui si disputano non umili sacrifici per il bene di tutti, ma orgogliose vittorie per l’egoismo di pochi, portando con sé amare divisioni, contese, desolazione e oscurità spirituali pressanti. Giorno dopo giorno aumenta sempre più la linea di demarcazione, la distanza tra chi fa veramente il bene e chi lo fa solo per finta, l’ansia e la paura di non riuscire più a comunicare con “l’altro”.

Tutti facciamo parte della medesima unità sacra e divina.

Tuttavia ecco il punto. A causa dell’umano volere, il cuore dell’uomo si è terribilmente corrotto, inquinato di superbia. Questa è la malattia del secolo, la malattia del ‘900 peggiore del cancro. Uccide l’anima immortale! Questo è uno dei segni più chiari che contraddistinguono gli uomini spirituali da quelli materiali, carnali; coloro che cercano di vivere “puri” e di Cielo anziché “sporchi” e di terra.

Desidero per l’occasione riportare un pensiero che rimanda alla spiritualità di padre Andrea Gasparino (che ringrazio di cuore), dalla scuola di preghiera:

«Egli non si accontenta di rimanere nell’atrio della preghiera, invita decisamente ad entrare nel tempio stesso della preghiera, la’ dove Dio si incontra nel silenzio anche materiale, nella fuga dal mondo, nel riconoscimento della nostra povertà e dell’assoluto bisogno della grazia di Dio. Gesù ha raccomandato molto di pregare. Cristo ha consigliato la preghiera per far fronte alle lotte della vita. Cristo ci dice che a certi incroci della vita bisogna pregare, solo la preghiera ci salva dal cadere. Purtroppo c’è gente che non lo capisce fino a quando non si sfracella. Se Cristo ha comandato di pregare, è segno che non si può vivere senza la preghiera.

L’uomo ha bisogno dell’incontro diretto con la forza di Dio. L’influenza della preghiera sullo spirito e sul corpo è dimostrabile quanto la secrezione ghiandolare. È solo pregando che noi raggiungiamo l’unità completa e armoniosa del corpo, dell’intelligenza e dell’anima, che conferisce alla struttura dell’uomo la forza.

La preghiera è il mezzo più importante per la ricostruzione e la riabilitazione della personalità di un uomo. La preghiera può cambiare la tua vita in qualunque momento, in qualunque situazione ti trovi, a qualunque età. Esistono situazioni in cui la forza dell’uomo non basta più, la sua buona volontà non regge. Ci sono momenti nella vita in cui l’uomo, se vuole sopravvivere, ha bisogno dell’incontro diretto con la forza di Dio.»

E dunque per poter andare avanti con pace e serenità non si può fare a meno ora di pensare a Lei, alla Madre di tutti noi.

Donaci la tua umiltà o Santissima Vergine Maria. Il tuo salutare Fiat!

Così sia!

AVE O MARIA..
Luciano Mirigliano

 

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MINACCE DI CASTIGHI

Questa mattina il mio adorabile Gesù è venuto e mi ha trasportato fuori di me stessa, ho visto molta gente tutta in movimento, mi pareva, ma non so dire certo, come una guerra, oppure rivoluzione ed a Nostro Signore non faceva altro che intrecciare corone di spine, tanto che, mentre io me ne stavo tutta attenta a toglierne una, ne conficcava un’altra più dolorosa. Ah! si, pareva proprio che il nostro secolo andrà rinomato per la superbia. La più grande sventura è il perdere la testa, perché perduta la testa con il cervello, tutte le altre membra si rendono inabili o si rendono nemiche di se stesso e degli altri, quindi avviene che la persona dà una rotta a tutti gli altri vizi. Il mio paziente Gesù tollerava tutte quelle corone di spine ed io avevo appena tempo di toglierle, onde si è rivolto a loro e ha detto: “Morirete, chi nella guerra, chi nelle carceri e chi al terremoto, pochi ne rimarrete. La superbia ha formato il corso delle azioni della vostra vita e la superbia vi darà la morte.”

Dopo ciò, il benedetto Gesù mi ha tirato da mezzo a quella gente e si è fatto bambino ed io lo portavo nelle mie braccia per farlo riposare. Lui, chiedendomi un ristoro voleva succhiare da me, io, temendo che fosse demonio, l’ho segnato varie volte con la croce e poi gli ho detto: “Se sei veramente Gesù, recitiamo insieme l’Ave Maria alla nostra Regina Mamma.” E Gesù ha recitato la prima parte ed io la Santa Maria. Dopo, Lui stesso ha voluto recitare il Pater Noster, oh! come era commovente il suo pregare, inteneriva tanto che il cuore pareva che si liquefacesse. Onde dopo ha soggiunto: “Figlia, ebbi la mia vita dal cuore, distintamente dagli altri; ecco perciò una ragione perché sono tutto cuore per le anime e perché sono portato a voler il cuore e non tollero neppure un’ombra di ciò che non è mio.

Onde fra Me e te voglio tutto distintamente per Me e quello che concederai alle creature non sarà altro che il trabocco del nostro amore.”

 

Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – III Vol. 19 Febbraio 1900

Chiesa Cattolica

«ADRIANA: UNA PICCOLA DI GESÙ»

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Ho girato il mondo, ho studiato, mi sono laureato, ho visto cose ed incontrato persone. Tuttavia però non ho mai conosciuto una creatura intelligente e speciosa come Adriana Pallotti. Uno spirito elevato e rivestito di quel carattere di Cristo di cui mi sono perdutamente innamorato.

Ed ora il cuore si muove e sale sino alle lacrime per questa sua intima gioia che ha in seno, donatami per la vita.

Per continuare la sua grande Missione sulla terra. La divulgazione del grandissimo Carisma della Divina Volontà della Serva di Dio Luisa Piccarreta.

Grazie, Adriana!

 

TERZO FIAT SANTIFICANTE
Luciano Mirigliano

 


 

“Figlia mia, la Volontà di Dio che vengano alla luce gli scritti della mia Divina Volontà è assoluta, e per quanti incidenti si possono dare, Essa trionferà di tutto! Ed ancorché passassero anni ed anni, saprà disporre tutto perché la sua assoluta Volontà venga compiuta!

Il tempo quando verranno alla luce è relativo e condizionato a quando si dispongono le creature a ricevere un tanto bene e a quelli che si devono occupare a farne i banditori e farne il sacrifizio per portare la nuova era di pace, il nuovo sole che snebbierà tutte le nubi dei mali.

Se tu sapessi quante grazie e lumi tengo preparati sopra di chi vedo disposto ad occuparsi! Saranno loro i primi a sentire il balsamo, la luce, la vita del mio Fiat.

Guardami come tengo preparato nelle mie mani le vesti, il cibo, i fregi, i doni, per chi deve occuparsi.

Ma sto guardando chi sono i veri disposti per poterli investire delle prerogative che ci vogliono per un’opera sì santa, che Io tant’amo e voglio che facciano.

Ma devo dirti pure che guai a chi si oppone o potesse mettere ostacoli!

 

Gesù a Luisa Piccarreta – Estratto LdC – XXIV Vol. 2 agosto 1928

Chiesa Cattolica

«L’AMORE SI È FATTO TROVARE: DITELO A TUTTI»

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Dopo essermi imbattuto in questo quesito, da tempo lo vado investigando. Ed ora lo condivido volentieri con ciascuno di voi, ben disposti.

Cos’è più importante, evitare di conoscere di avere un problema o sapere piuttosto della sua soluzione certa?

L’amore si è fatto trovare” diceva una gigante della fede, Santa Veronica Giuliani, “ditelo a tutti ”. Questa cosa così grande e maestosa, immensa che gli stessi cieli dei cieli non potevano contenere, ha preso forma umana tuffandosi in un batuffolo minutissimo di carne, un corpo minuscolo di cellule. Per Esso era già pronto un nome ed un luogo laddove venire a vivere la più grande missione umana e divina sulla terra. Per venire a salvare i suoi, a liberar da tutte le schiavitù, uno ad uno, ciascun figlio e figlia e portarci di nuovo a Lui. All’Eterno Padre.

Sì, è proprio Lui: Gesù di Nazareth, il figlio di Giuseppe e Maria. I più grandi eroi dell’umanità.

Che importano allora, alla fine, tutte le nostre miserie umane, incalcolabili quando sappiamo con certezza che esiste per davvero questa possibilità enorme a portata di mano, una fonte reale di luce, non immaginifica, un vero Sole nascente e divino che vuole trasformarci e riassorbirci di nuovo in Lui, deificarci? Farci belli d’una bellezza tale che Salomone con tutta la sua gloria insieme ai gigli dei campi non potrebbero gareggiare. E forse neppure la luna con le stelle più lucenti.

Il motivo d’un tal mistero? L’amore! Quell’amore ch’è passato attraverso la Santa Croce di Cristo offerta all’umanità per esser con lei una sola cosa con il Padre.

La ragione dell’amore è l’amore stesso, la sua adorabile Divina Volontà.

«20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;21perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

22E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

24Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

25Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.26E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro». (Gv 17,20-26)

«Santificati e santifica». (Padre Pio)

Santifichiamoci!

TERZO FIAT SANTIFICANTE
Luciano Mirigliano